PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

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lunedì 18 maggio 2009

Barletta (Bari) – Tiziano Ferro ‘Alla mia età’ un concentrato di buona musica e grande spettacolo


Bello, coinvolgente, trascinante il concerto “Alla mia età tour 2009” che Tiziano Ferro ha presentato al Paladisfida di Barletta.

Non si è per niente risparmiato il cantante di Latina che ancora una volta ha fatto registrare il tutto esaurito proponendo un spettacolo di grande effetto scenico su un repertorio musicale che ha visto in scaletta i brani del suo ultimo lavoro discografico arricchiti dai pezzi più famosi presi dai tre ultimi suoi album (Rosso relativo – 111 – e Nessuno è solo).

Quasi puntuale, inizia la rappresentazione .
Uno show su un enorme palco dotato di pedane mobili, elevatori a scomparsa, scivoli e scale che raggiungono delle ipotetiche balconate che si prorompono lateralmente, come un voler congiungersi col pubblico situato sulle gradinate.

Alle spalle tre schermi giganti che proiettano immagini per meglio mettere in risalto le canzone proposte.
Accompagnato da sei musicisti e due coriste, alcuni brani hanno visto l’accompagnamento sul palco di due bravi e scatenati ballerini di break dance che sembravano sfidarsi a chi proponeva evoluzioni sempre più difficili e pericolose, tra salti e roteazioni quasi a sfidare qualsiasi legge di gravità.

Spettacolo che il pubblico ha molto apprezzato.

Lo show è iniziato con il brano “La tua vita non passerà” per proseguire con “Stop! Dimentica” e così via, via ha alternato le canzoni del cd “Alla mia età” con brani che abbiamo ascoltato e apprezzato in questi anni, da “Xdono”, “Ti scatterò una foto”, “Rosso relativo”, “Sere Nere”, “E Raffaella è mia” che ha scatenato il pubblico in un ballo frenetico.

Un fuori programma ha presentato la canzone “Domani 21-o4-2009”.
Canzone che ha visto la collaborazione dei più grandi cantanti della musica italiana, lavoro che è stato realizzato per devolvere interamente i proventi alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo.
Per questo motivo, Tiziano Ferro, ha chiesto di non scaricare illegalmente il brano da internet, per non vanificare il loro lavoro.

Insolito e curioso e stato l’intermezzo dello spettacolo.

Una telecamera non ha mai perso di vista Tiziano Ferro e l’ha seguito anche nel back stage proponendo le immagini, mentre si cambiava d’abito, coadiuvato da aiutanti che gli hanno fatto indossare uno smoking.

E proprio dal back stage inizia a cantare dando così il via al secondo momento dello show per poi apparire quasi magicamente sul palco portato su da un elevatore.

Sullo schermo appare l’immagine del cantautore Franco Battiato, autore del testo “Al tempo stesso”, che sembra duettare con Tiziano.

Due ore di spettacolo sempre in un escalation esponenziale e il concerto termina con il brano “ Non me lo so spiegare”.
Ma il meritato successo di Tiziano Ferro, un venditore di emozioni, ascoltando le parole delle sua canzoni, “noi ce lo sappiamo e possiamo spiegare”.



Elenco dei brani eseguiti :

1. Tua Vita Non Passerà
2. Stop! Dimentica
3. L'Olimpiade
4. La Paura Non Esiste
5. Imbranato
6. Indietro
7. Rosso Relativo
8. Ed Ero Contentissimo
9. Ti Voglio Bene
10. La Traversata Dell'Estate
11. Xdono
12. Sere Nere
13. E Fuori E' Buio
14. Fotografie Della Tua Assenza
15. Per Un Po' Sparirò / Al Tempo Stesso
16. Xverso
17. E Raffaella E' Mia
18. Scivoli Di Nuovo
19. Ti Scatterò Una Foto
20. Il Sole Esiste Per Tutti
21. Il Regalo Più Grande
22. Alla Mia Età
23. Non Me Lo So Spiegare

Anna deMarzo

sabato 16 maggio 2009

Bari – Gianni Morandi interpreta se stesso, in un concerto indimenticabile


Gianni Morandi arriva dall’alto e pian piano si cala tra il pubblico del suo teatro tenda per l’occasione a Bari. Canta la mitica “Volare” di Modugno, canzone che nel lontano 1958 vinse il Festival di San Remo e rivoluzionò il modo di concepire la melodia della canzone all’italiana.

In quel lontano Febbraio “Gianni era un ragazzo come adesso” e con suo padre e sua sorella era davanti all’allora mitica televisione, nel bar di Monghidoro suo paese di origine e guardava esterrefatto Mister Volare. Aveva solo 13 anni, ma da quell’istante aveva già deciso che sarebbe diventato cantante.

Quel sogno di un ragazzino semplice, ma intraprendente si è più che mai avverato e.. Gianni Morandi è nel suo teatrotenda, capace di contenere 3000 spettatori, sul Lungomare Vittorio Veneto della città di Bari per dare inizio al suo concerto. Il palco si trova al centro e tutti da ogni angolo del teatro possono ammirare il loro idolo. Gianni è solo con la sua chitarra pronto a ripercorrere attraverso l’esecuzione di 40 canzoni, in uno spettacolo di circa 3 ore, le tappe fondamentali della sua carriera.

Il pubblico è numeroso e variegato, composto prevalentemente da agguerrite signore over 50, che hanno seguito animatamente Morandi in tutte le sue esecuzioni, tenendo testa nella grinta e nell’entusiasmo alle più sfegatate teen ager.

Ricalcando l’incipit di una delle sue canzoni più famose “Accendilo tu questo sole che è spento….” Gianni Morandi è riuscito davvero ad illuminare il pubblico, in un lungo abbraccio corale, fin dall’inizio dello spettacolo. Si è trattato di un concerto raccontato a partire dal lontano 1962, quando dopo una lunga gavetta il cantante debutta nel mondo discografico con “Andavo a cento all'ora”, impersonando una intera generazione di adolescenti. Il fenomeno continua con il successo commerciale che arriva con il terzo 45 giri “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, che decreta la nascita di Morandi anche come fenomeno di costume dei lontani anni ’60.

Oltre che come cantante Gianni Morandi fu destinato a diventare protagonista di un fenomeno cinematografico da cassetta: molti di quei successi discografici diventarono i titoli di altrettante pellicole in cui una trama quasi inconsistente faceva da contorno ai brani musicali del momento costringendolo così ad impersonare vestito da militare il languido ragazzino innamorato, situazione che Morandi ricorda ancora oggi con distaccato umorismo. Sarà poi la volta di “In ginocchio da te” con cui vince il Cantagiro 1964, totalizzando la vendita di più di un milione di copie, risultando così al vertice delle classifiche di allora. L’esecuzione di quest’ultima diventa anche un momento indimenticabile all’interno del concerto, quando a luci spente il pubblico illumina lo spazio circostante con la sola luce dei telefonini, ricalcando un pò il mondo adolescenziale.

Successivamente arriva “Non son degno di te”, “Se non avessi più te”, “Si fa sera” e “La fisarmonica”, tutti successi da centinaia di migliaia di copie vendute, cantati e ricordati spesso dai suoi fans come testimonial di eventi importanti della vita. Il 1966 è l'anno della sua prima vittoria a Canzonissima e della seconda vittoria al Cantagiro. È anche l'anno della svolta musicale: un giovane cantautore di nome Mauro Lusini gli fa ascoltare le note di una canzone allora considerata "di protesta", ancora straordinariamente attuale, un pezzo composto contro la guerra del Vietnam dal titolo “C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”.

E’ un successo straordinario che ancora oggi eseguito durante lo spettacolo manda in delirio il pubblico. Tutto viene ricordato, anche il periodo di crisi dovuto all’allontanamento dalle scene, quando negli anni Settanta ci fu un periodo di declino, ma… come ricorda lo stesso Morandi non si diede per vinto e nel 1977 si iscrisse al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, conseguendo il diploma di contrabbasso. Questo momento viene riecheggiato sul palco dall’esecuzione di “Paese mio” accompagnata unicamente dal contrabbasso. La sua tenacia viene premiata e Gianni Morandi torna al successo nei primi anni Ottanta con “Canzoni stonate” e da allora la sua popolarità non ha più conosciuto momenti di declino. Degli anni Ottanta viene anche nominato l’incontro con Mogol: “Canzoni”, “La mia amica amatissima” Di quegli anni è anche “Grazie perché” successo condiviso con Amii Stewart , canzone che durante lo show viene eseguita da Morandi con la “collaborazione”di alcune fans sul palcoscenico.

Seguirà “Uno su mille”, canzone a cui il cantante è particolarmente legato. E ancora; Occhi di ragazza, Bella signora, Canzoni stonate, Banane e lamponi, Non ti dimenticherò…. Ed infine l’invito di Gianni Morandi a non vivere di nostalgia del passato ma a pensare al tempo più bello quello che sta per arrivare…. . Da allora è stata sempre “una salita….” come il successo di questo concerto che con il suo teatro tenda sta portando Morandi in giro per l’Italia ad incontrare il suo pubblico. E … questa è la storia “dell’eterno bravo ragazzo”

“Ma che palle!!!!” replica Morandi, una delle tante battute intelligenti che lo contraddistinguono e che gli consentono di ironizzare sul personaggio che la critica in tutti questi anni gli ha voluto a tutti i costi incollare addosso.

Maria Caravella

domenica 10 maggio 2009

Bitritto (Bari) - Premiata Forneria Marconi un viaggio emozionale attraverso la più bella musica rock italiana


Ieri sera si è ascoltata grande musica al Palatour di Bitritto (Bari), con i virtuosismi dei musicisti della Premiata Forneria Marconi. Quaranta anni di sodalizio musicale il prossimo anno, indubbiamente portati bene, poiché i loro brani non invecchiano col passare degli anni, ma sembrano rinvigorire, stravolti da nuovi arrangiamenti che li rendono ogni volta unici ed originali.

Sul palco prende posto uno dei più longevi e attivi gruppi musicale italiani, la PFM, sbandierando bandiere del Bari e gridando finalmente il Bari è in serie “A”.

“Siamo felici di essere tornati e il nostro benvenuto al Bari lo gridiamo così, perché da quando siamo diventati cittadini di Bari, nello scorso gennaio, siamo legati a tutte le vicende di questa città” – esordisce Franz Di Cioccio – “e non potevamo che gioire e festeggiare con voi”.


Lo spettacolo si è distinto in due parti, la prima dedicato al cantautore genovese Fabrizio De Andrè e al tour che intrapresero insieme nel 1979; mentre la seconda a brani che hanno reso famoso il gruppo musicale nel mondo.

Un tuffo nel passato, un viaggio emozionale attraverso la più bella musica rock italiana e le parole di un “poeta-cantante”, una commistione che sembra stare agli antipodi, ma che solo grandi artisti hanno saputo far esaltare e magnificare. Un interscambio dove la PFM iniziò a curare e a dedicare una maggiore attenzione ai testi e a De Andrè a rivedere la sua posizione di musicista e a dare importanza non soltanto ai testi ma anche alla potenzialità della musica.

Non poteva iniziare il concerto che con “Bocca di rosa” per proseguire con “La guerra di Piero”, “Un giudice”.
Cambia l’atmosfera per cantare “Giugno 73”, una fotografia privata del Faber ed anche uno dei migliori arrangiamenti della PFM, eseguita dal bassista Patrick Divas.

Non potevano mancare “ Maria nella bottega del falegname”, “il testamento di Tito”, “Zirichitaggia”, “Volta la carta”, “la canzone di Marinella” , dove a turno le voci di Franz Di Cioccio e Franco Mussida hanno interpretato con intensità le parole del poeta genovese.
Nella seconda parte dello spettacolo la PFM non si è per niente risparmiata suonando i loro brani, un rock-progressive che li accomuna ai grandi gruppi come i Jethro Tull , Genesis, con i loro virtuosismi musicali.

Ascoltando l’assolo proposto da Franco Mussida, ti domandi “possibile che solo sei corde possono fare tutto questo?”.
Un gruppo attuale come sono attuali i testi, da quello ecologista di “Out of the Roundabout”, o stilnovistico di “Dolcissima Maria” per passare a “La luna nuova” e a “La carrozza di Hans”.
Ma il concerto non poteva terminare con i tre brani che più volte il pubblico ha richiesto di ascoltare.

E così in un escalation musicale si è cantato e ballato con “Il pescatore”, “Impressioni di Settembre” fino al gran finale con la celeberrima “Celebration”.

Il tempo passa, alla formazione attuale Franz, Franco e Patrick i capelli lunghi ci sono ancora, anche se nel frattempo hanno cambiato colore ma a rendere più verde la loro formazione ha contribuito l’entrata di giovani collaboratori come il tastierista Gianluca Tagliavini, Lucio “Violino” Fabbri (violino, tastiere e chitarre) e il pugliese Pietro Monterisi, secondo batterista.
Tre ore di spettacolo elettrizzante dove nella prima parte si poteva dire “Fabrizio è qui” e nella seconda “la musica è qui”.

Ad aprire e a riscaldare la serata, un gruppo di Otranto,gli Abash, che hanno proposto brani etno-popolare salentini, tratti dal loro ultimo lavoro discografico ‘Madri senza terra’ con melodie suadenti orientaleggianti, non trascurando un’anima rock, un rock–progressive , per raggiungere una finalità estetica, dove la voce della solita, Anna Rita Luceri, si è imposta sia in forma recitativa che interpretativa.
Gli altri elementi della band sono : Maurilio Gigante (basso e voce), che ha curato i testi e le musiche, Daniele Stefano, (chitarre), Paolo Colazzo (batteria), Luciano Toma (piano e tastiere) e Luciano Treggiari (percussioni, flauto e theremin, il più antico strumento elettronico musicale).

Nella photogallery di Egidio Magnani i momenti più significativi del concerto.

Anna deMarzo

domenica 3 maggio 2009

Barletta (Bari) – La forza di Marco Carta … esplode il delirio dei suoi fans


«Dedicato a tutte le persone che mi hanno permesso di vivere questo anno fantastico»

Il boato quando si spengono le luci e al suo ingresso sul palco intonando l’intro di Ti Rincontrerò la dice tutta con che calore e entusiamo i fans presenti accompagneranno il loro idolo per tutto il concerto tenutosi ieri sera al PalaDisfida di Barletta.


L’amore nelle sue declinazioni gioiose e malinconiche è il tema principale delle undici canzoni inedite dell’album “La forza mia”. Sentimento di gratitudine verso amici e fans nel singolo omonimo che apre l’ascolto del cd («Il relativo videoclip è ambientato a Londra con location suggestive») e ancora segno di estrema riconoscenza nella traccia conclusiva “Grazie a te”, che è «dedicata alla donna capace di stravolgere positivamente la nostra esistenza e renderci felici».

L’amore emozionante di “Un giorno perfetto” e quello litigarello ma indissolubile di “Resta con me”: «È la canzone in cui mi riconosco più, perché rispecchia il mio approccio positivo e solare ai sentimenti. Ho solo ricordi piacevoli delle mie storie passate». Lo scatto d’orgoglio di “Prima di te”, la passione fulminea e visionaria di “Dentro ad ogni brivido”, i classici dubbi da innamorato di “Il segno che ho di te”… «Fino alle emozioni struggenti dei protagonisti di “Vorrei tenerti qui” e “L’amore che non hai”, che hanno perso la donna amata e restano con un vuoto straziante nell’anima. Invece “Dentro questa musica” è un inno a questa meravigliosa forma d’arte: non potrei vivere senza la musica».

Sul fronte musicale il cd “La forza mia” ha un respiro pop internazionale con accenti sonori che spaziano fra l’impronta pop-rock della title-track “La forza mia” e di “Grazie a te”; gli echi reggae di “Dentro ad ogni brivido”; la classica ballata italiana che ritroviamo in “Dentro questa musica”, “Un giorno perfetto” e “Resta con me”; l’energia pop di “Il segno che ho di te” e quella più rockeggiante di “Prima di te” e “Vorrei tenerti qui”. L’originale e sfaccettato timbro vocale di Marco Carta mostra nuove e ancor più intriganti potenzialità rispetto all’ottimo esordio con il cd “Ti rincontrerò”, che nel 2008 ha conquistato il disco di platino. Il talento del 23enne cagliaritano è valorizzato da uno straordinario team di autori e musicisti che hanno dato il loro personale contributo alla realizzazione del disco.


«Ai cori del brano “Resta con me” c’è proprio suo padre Fabrizio Pausini. E la stessa Laura, che ogni tanto capitava in studio di registrazione, è stata molto carina con me: mi ha dato consigli preziosi su come interpretare vocalmente alcune canzoni».

Paolo Carta è il produttore artistico dell’album “La forza mia”. In più ha scritto il testo della canzone in gara a Sanremo e di “Un giorno perfetto” (è anche co-autore di “Grazie a te”), ha curato gli arrangiamenti e suonato le chitarre: è suo il morbido arpeggio rock che caratterizza il singolo “La forza mia”.

«Ho conosciuto Paolo dopo il successo di “Amici”: mi ha chiamato per farmi i complimenti e mi ha proposto di produrre questo disco. Inutile dire che per me è stata una soddisfazione immensa. Fra noi è nato un ottimo rapporto artistico e umano: in sala d’incisione eravamo sempre sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Ringrazio Dio ogni giorno per avere avuto la possibilità di incidere il mio primo album interamente d’inediti con musicisti eccezionali: Paolo Carta alla chitarra; Bruno Zucchetti al pianoforte, Hammond e tastiere; i fratelli Emiliano e Matteo Bassi alla sezione ritmica batteria e basso; Manuela Cortesi e Gigi Fazio ai cori».

domenica 26 aprile 2009

Castellaneta (Taranto) - Tennis Fed Cup - Francesca Schiavone inarrestabile porta l'Italia in finale contro gli USA


FED CUP, EFFETTO NOVA YARDINIA

“Io questo pubblico lo amo. Grazie Puglia”.

Francesca Schiavone in sala stampa ufficializza il suo amore verso il tifo di Nova Yardinia, “complice” del punto decisivo, che ha portato l’Italia alla finale di Fed Cup. Per le terza volta consecutiva il polo turistico di Castellaneta porta bene alle “quattro moschettiere” azzurre, che oggi hanno battuto la formazione più forte al mondo del tennis.

A novembre l’Italia della racchetta affronterà gli Stati Uniti in una sfida inedita. La giornata si è aperta sotto una cattiva “stella”, visto che Flavia Pennetta aveva ceduto nettamente (0-6, 3-6) a Svetlana Kuznetsova, nella sfida tra numeri uno delle due squadre. Mai in partita la brindisina, che subiva la strapotere della nove mondiale, obbligata al successo per tenere in piedi la Russia sulla via della finale.

Ma la formazione di Shamil Tarpischev non aveva fatto i conti con la “leonessa” Francesca Schiavone, che alla fine di una maratona (due ore e cinquantaquattro minuti di gioco) ha allungato gli artigli sulla talentuosa minorenne Anastasia Pavlyuchenkova, superata con il risultato di 7-6 (9 i punti della milanese), 4-6, 6-2.

“Oggi penso di aver giocato nuovamente un buon match – dice la Schiavone – la Fed Cup mi fa sentire bene. Un conto è giocare un torneo da sola lontano da casa, un altro conto è affrontare la sfida davanti ad un pubblico caloroso e che si fa sentire”.

Sul 3-1 (due successi di Schiavone ed uno della Pennetta, tra ieri ed oggi) l’Italia ha in pratica messo in tasca il biglietto per la finale, nella quale affronterà il gigante americano, vincente a Brno per 3-2 contro la formazione di casa.

“Se avessi potuto scegliere – svela la Schiavone – avrei optato per la Repubblica Ceca. Ma la cosa più importante è essere nuovamente in finale”. Dopo Charleroi 2006, l’Italia tenterà il bis. Portando idealmente nella testa il calore di Nova Yardinia.

Intanto, chiuderà questa finale la tarantina Vinci, in coppia con la Errani, in un doppio pro forma contro la coppia russa Anastasia Pavlyuchenkova/Nadia Petrova. La tennista jonica va a caccia del nuovo record personale nella disciplina a “quattro mani”, ovvero centrare il tredicesimo risultato vincente consecutivo in Fed Cup.

sabato 25 aprile 2009

Castellaneta (Taranto) - Tennis - FED CUP - La Schiavone porta l'Italia 2 a 0 contro la Russia


FED CUP, NOVA YARDINIA PORTA BENE ALL’ITALIA
RUSSIA ANNICHILITA DA PENNETTA E SCHIAVONE

IN 4MILA SUGLI SPALTI A SPINGERE LE AZZURRE
DOMANI A CACCIA DEL TERZO PUNTO CHE VALE LA FINALE


Nova Yardinia porta bene all’Italia.
Il “rosso” di Castellaneta Marina lancia le azzurre alla caccia della finale della Fed Cup di tennis.

2-0 il risultato a favore della squadra di Corrado Barazzutti dopo la prima giornata. Al tondo 6-4, 6-0 della brindisina Flavia Pennetta in 67’ di gioco, è seguita la maratona vincente di Francesca Schiavone, numero 2 d’Italia, che ha battuto la leader russa Svetlana Kuznetsova, in due ore e ventinove minuti di gioco, regalando il doppio vantaggio alla squadra italiana.

1-6, 6-2, 6-3: questa la sequenza attuata dalla giocatrice milanese che, come avvenne due anni fa nella sfida con la Francia a Castellaneta Marina che poi regalò all’Italia l’accesso alla finale, si è rilanciata grazie all’effetto Fed Cup. Per la gioia dei quattromila dell’impianto di Nova Yardinia, che ha spinto dall’inizio alla fine le proprie giocatrici.

GRINTA SCHIAVONE Inizio duro per la Schiavone che alterna buoni colpi ad altri cattivi, dando la sua “guancia” all’avversaria che fila sino al 6-1. Ma la reazione è nell’aria, la battagliera Schiavone la concretizza nel secondo parziale, firmando il 6-2. La sfida si infiamma nel terzo set, che la Schiavone apre malamente, cedendo il servizio alla russa. Immediata la reazione dell’italiana, che si riprende il servizio a discapito della Kuznestova, per andare poi sul 2-1. Di seguito cresce l’intensità dell’atleta italiana, che con colpi spettacolari fila sul 4-2, per poi chiudere il match sul 6-3, rompendo un equilibrio snervante. Fuori causa l’avversaria, che per la delusione non offre alla Schiavone la mano a fine partita.

La mancanza di fair play non scalfisce la tennista azzurra, che invece evidenzia invece “l’ottima giornata dell’Italia”. La Fed Cup esalta la tennista, che a sua volta eccita il pubblico pugliese. “Ne sono felice, il calore ci ha aiutato” dice la Schiavone. E domani? “Domani è un altro giorno. Azzeriamo il cervello e tuffiamoci di nuovo nel match col fine del successo”.

Castellaneta (Taranto) - FED CUP, L’ITALIA PARTE BENE: 1-0 DI FLAVIA PENNETTA


GRANDE ENTUSIASMO SUGLI SPALTI DEL "NOVA YARDINIA"

Sotto il segno di Flavia. La tennista brindisina scalda subito la semifinale di Fed Cup Italia-Russia.

67 minuti di gioco bastano per “punire” Anna Chakvetadze, la numero 2 russa. 6-4, 6-0 il risultato che regala l’1-0 alla formazione di Corrado Barazzutti.

E’ la gioia dell’impianto del Polo turistico Nova Yardinia.

Esauriti i quattromila posti della struttura sita a Castellaneta Marina, dove turisti e fan del tennis si sono catapultati già da ieri. Passata la notte negli alberghi, già dalle ore 10 c’è stato l’assalto all’impianto con la terra rossa, che ha accolto i supporters giunti non solo dalla Puglia ma anche da più parti d’Italia. Dati che attestano la scelta azzeccata della location affacciata sul mar Jonio, che punta alla destagionalizzazione turistica.

A mezzogiorno poi la partenza della manifestazione internazionale. E’ spettacolo-Pennetta. La giocatrice è regolare e questo suo andamento costante infastidisce la numero 22 mondiale.

L’inizio della sfida è caratterizzata da break e contro break.

La russa sta davanti sino al 3-2, poi regala il sesto game denotando segni di leggerezza mentale. Flavia ne approfitta con carattere e tecnica. Sorpasso e volo sino al 6-4. Senza storia poi il secondo set. Per la gioia del pubblico di Nova Yardinia. “Ho giocato il mio tennis, l’ho fatto con intensità. Sono strafelice, spero che questo primo punto sia di buon auspicio”. Questo il commento della leader azzurra, numero quattordici nel ranking mondiale, che può goder di tifosi “personali” giunti da Brindisi, che espongono lo striscione della loro città.

Ora spazio al secondo singolare: Francesca Schiavone affronta Svetlana Kuznetsova. Domani aprirà il match tra le due numerro uno, Pennetta e Kuznetsova: quindi Schiavone-Chakvetadze; in chiusura il doppio Errani/Vinci contro Pavlyuchenkova/Petrova.

Per l’Italia si prospetta un’impresa davvero dura perché contro lo squadrone dell’Est, che negli ultimi cinque anni ha sempre portato a casa la Coppa tranne che nel 2006 quando hanno trionfato la azzurre (battendo il Belgio a Charleroi), nelle quattro precedenti occasioni non abbiamo mai vinto.

Così in TV: Rai Sport Più trasmetterà in diretta gli incontri.