PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

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mercoledì 28 marzo 2007

Bari - La cittadinanza di Bari a Zambrotta,Perrotta,Materazzi


Forte è il legame che unisce la tifoseria barese al nome di Gianluca Zambrotta, Simone Perrotta e Marco Materazzi - così esordisce il Sindaco di Bari Michele Emiliano - nella sala stampa dello Stadio San Nicola, durante la cerimonia della consegna delle chiavi della Città di Bari ai tre giocatori della nazionale italiana, prima dell’allenamento in campo.Il Consiglio Comunale con delibera n.21 del 20 marzo 2007 ha individuato l’istituto della cittadinanza onoraria ai giocatori per il rapporto che Gianluca, Simone e Marco hanno instaurato e mantenuto con la città.A :- Gianluca Zambrotta per il segno che lasciato durante le due intense stagioni dal 1997 al 1999 quando ha esordito in serie A nella squadra del Bari, ma soprattutto perché la città lo ha amato per la sua baresità acquisita.- Simone Perrotta che per 56 volte ha indossato la maglia Biancorossa, dopo quella Juventina. Anche se non ha avuto un periodo non felice, dato i dissapori con l’allenatore Fascetti, la città di Bari gli è rimasta nel cuore, perché da quel momento in poi è avvenuta la sua escalation che lo ha portato al mondiale 2006.- L’unico difetto di Marco Materazzi - ha detto il sindaco in tono affabile – è quello di essere “leccese”, ma scherzi a parte il figlio di Beppe Materazzi, che è stato giocatore e poi tecnico della squadra barese, è legato alla nostra città, alla casa di Via Cardassi, dove ha vissuto il periodo della sua giovinezza fino a quando e divenuto uomo.Al capitano della squadra Italiana, Fabio Cannavaro, il sindaco ha voluto consegnare, tramite Gigi Riva, la medaglia di San Nicola.Alla stampa il sindaco ha dichiarato “mi sento il sindaco più azzurro d’Italia e sono onorato che questi tre giovani giocatori hanno accettato questa onorificenza.A Bari si avverte il bisogno di un calcio d’eccellenza, abbiamo bisogno dell’Associazione Sportiva del Bari per il rilancio della città e per una ripresa economico-sociale”.
Anna DeMarzo

domenica 25 marzo 2007

Umberto Veronesi cittadino barese


Umberto Veronesi da ieri sera a Bari per partecipare all’iniziativa “Il Rotary e la sanità: nuove prospettive nella prevenzione dei tumori” ha ricevuto l’inaspettata sorpresa di essere stato votato all’ unanimità dal Consiglio Comunale di Bari, con delibera n.20 del 20 marzo 2007, ad essere insignito a ricevere la cittadinanza onoraria .Così stamattina presso la Sala Consiliare di Palazzo di Città è avvenuta la cerimonia ufficiale da parte del Sindaco Michele Emiliano.Presenti anche il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, l’assessore alla sanità Alberto Tedesco e alcuni rappresentanti dell’associazioni AIRC e della lega italiana per la lotta contro i tumore, tra cui il senologo barese Francesco Schitulli che ne è presidente.“Giornate come queste non celebrano solo lo scienziato – ha detto Emiliano – ma un uomo capace di introdurre la propria passione, il proprio impegno personale con una potenza tale che riesce a trasmettere anche agli altri, proponendosi di diffondere una cultura di vita positiva secondo regole corrette sia nell’alimentazione che nella regolazione dei propri vizi, come il fumo”Il Sindaco ha spiegato che l’istituto della cittadinanza ordinaria costituisce un riconoscimento onorifico per chi, pur non essendo iscritto nell’anagrafe del Comune, si sia distinto particolarmente nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti ecc. con prestazioni a favore degli abitanti della città di Bari o in azioni di alto vantaggio della Nazione o della umanità intera.”.“Molti pugliesi – ha continuato Vendola – per tanti anni hanno preso il treno della speranza che li portavano a Milano in Via Veneziani n.1, oggi tutto questo non accade più perché grazie a Veronesi , Bari è diventata una città che cerca di implementare il senso dell’ accoglienza grazie ai tanti centri per la lotta contro i tumori. La Puglia che ha sperato con lei si unisce al Comune di Bari che le ha conferito questa onorificenza che tanto ha meritato”.“Non ho parole adeguate e sufficienti – ha commentato Veronesi – per esprimere il mio ringraziamento per questo segno di stima e riconoscimento.Quando l’ho saputo ieri sera ho reagito con una certa sorpresa, perché non riuscivo a scorgere delle motivazioni sufficienti.Questo amore che ho per Bari e per la Puglia io l’ho sempre gelosamente racchiuso nel mio cuore, amore che ho sempre avuto sin da piccolo.Sono nato in una cascina di Milano, zona periferica abitata da famiglie del Sud, e i miei primi amici erano tutti pugliesi.Nei loro sguardi ho sempre intravisto la nostalgia di quello che avevano lasciato, la loro casa, il loro sole, i loro ulivi, ed ho sempre apprezzato la loro grande capacità di affrontare una vita nuova con grande determinazione.Ho stimato il grande rispetto dell’amore e rispetto dei figli verso i loro genitori e il loro senso del dovere.Nella seconda fase della mia vita il contatto coni pugliesi è avvenuta molti anni dopo con Pino Giannattasio, nipote di Giustino Fortunato e del carteggio che quest’ultimo ha avuto con Gaetano Salvemini. Ho appreso così la nobiltà del suo pensiero e la sua volontà di voler cambiare il mondo che lo circondava, dandomi la possibilità di capire la “Questione Meridionale” .A quel punto sono diventato meridionalista convinto.Ed è per questo che in prima persona, mi sono adoperato a far aprire centri oncologici nel Meridione, come il centro di Rionero in Vulture in Lucania , a Bari, nel Salento e in Calabria.I miei amici mi chiedevano perché avessi questo interessamento per il Sud, ora lo sapranno.Mi sento uno di voi, di far parte di questa città a pieno titolo e questa onorificenza la rende ufficiale”.Di seguito alcuni cenni biografici Umberto Veronesi, è nato a Milano il 28 novembre 1925, dove si è laureato in Medicina nel 1950.Appena laureato ha deciso di dedicare la sua opera professionale allo studio e alla cura dei tumori. È diventato Direttore generale all’Istituto dei Tumori di Milano nel 1975, dove da sempre vive e lavora come chirurgo, ricercatore, uomo di scienza e di cultura.Il nome di Veronesi è legato a prestigiosi contributi scientifici e culturali riconosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. I più significativi ed importanti riguardano in particolare l’invenzione e la diffusione della chirurgia conservativa per la cura dei tumori mammari. Con la fondazione del Gruppo Internazionale sul Melanoma, nel 1970, ha dato straordinario impulso alle ricerche su questo, che è il più grande tumore della pelle, fino a pochi anni fa quasi ignorato dalla medicina tradizionale.Umberto Veronesi ha dedicato le sue energie a promuovere l’aggiornamento medico. Nel 1982 ha fondato la scuola Europea di Oncologia che ha consentito all’Italia di tornare ad essere uno dei punti di riferimento mondiali per la formazione nel campo della diagnosi e della cura dei tumori.Ha creato l’Istituto Europeo di Oncologia, struttura d’avanguardia nel panorama mondiale.Da maggio 1994 ad aprile 2000 è stato direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Da aprile 2000 a giugno 2001 gli è stato affidato l’incarico di Ministro della Sanità della Repubblica Italiana. Da luglio del 2001 ha ripreso la posizione di Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
Anna DeMarzo