PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

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domenica 18 novembre 2007

Zucchero Adelmo Fornaciari ha acceso un diavolo in … noi



Il freddo e la pioggia di ieri non ha fatto desistere le migliaia di persone che pazientemente in coda hanno atteso di entrare al Pala San Giacomo di Conversano colmandolo in ogni ordine di posto, per ascoltare uno dei più apprezzati cantanti italiani Adelmo Fornaciari in arte Zucchero.La guest star che ha aperto il concerto è stata Irene Fornaciari, figlia del talentuoso bluesman, che accompagna il padre nei suoi concerti. Una ragazza dai lunghi capelli castani , dal volto semplice e con addosso un nome ingombrante, ma che si è dimostrata all’altezza cantando 5 canzoni con il solo accompagnamento della chitarra acustica suonata da Massimo Bartolino, dimostrando di avere una bella e possente voce.Al termine della sua interpretazione dietro ad un tendaggio argentato che pian piano si è alzato è apparso lui il “re del blues” alias Zucchero e proprio come un re si è presentato seduto su un trono e con chitarra in mano ha iniziato a cantare la canzone di apertura di tutti i suoi concerti “Dune Mosse”, un omaggio a Miles David.Atmosfera ovattata grazie anche al gioco di luci ed ugualmente un gioco la scenografia dove dal soffitto pendevano enormi candelabri di cristallo e in maniera quasi casuale erano disposti antichi grammofoni e voluminosi bauli che raccolgono i ricordi di una lunga vita e che fanno pensare al trascorrere del tempo.Un gioco anche le giacche indossate dai musicisti stile The Beatles in Sargent Peppers.E il concerto di Zucchero è stato proprio questo riproporre le sue canzoni che con il passare del tempo non tramontano mai miscelandole con quelle del suo ultimo album “Fly” ed infatti prosegue con … un viaggio in fondo ai tuoi “Occhi”, “Quanti anni ho” , “Bacco perbacco”, per poi abbandonare il trono invitando a ballare e a cantare con lui con “Kilo”, “Cuba Libre”, “Baila”, “Overdose (d’amore)”, “Il mare impetuoso al tramonto”, “Con le mani” e poi ha saluto i presenti con la sua famosa frase “che Dio vi benedica” e “salutami i tuoi”.Il concerto sembrava essere terminato ma il pubblico non ha lasciato il suo posto e lo ha chiamato invitandolo a ritornare sul palco e lui non si è fatto attendere.Ha voluto omaggiare un amico che non c’è più , un amico che ha cantato e ha lavorato con lui, Luciano Pavorotti, intonando la canzone “Miserere”, mentre sui piccoli schermi venivano trasmesse le immagine del grande big Luciano. Standing ovation da parte di tutti i presenti per onorare un altro grande della musica italiana ed internazionale. Dopo il momento commovente del ricordo, Zucchero ha incalzando il ritmo infiammando gli animi con un “Diavolo in me” per poi scatenarsi e incitando tutti con “Solo una sana e consapevole libidine..” ritornando per magia al suo amato blues con “Hey man”.Saluta di nuovo tutti e va via, ma il pubblico ancora una volta resta incrollabile al suo posto ed è costretto a riuscire per fare il bis del bis proponendo l’ultima canzone “You are so beatiful” e presentando i musicisti che lo hanno accompagnato in questo tour.Il bluesman emiliano schiera alle tastiere David Sancious, alle chitarre il fido Mario Schilirò e Kat Dyson, alla batteria Adriano Molinari, Polo Jones al basso e la potente vocalist Sara Grimaldi, saluta ancora una volta il pubblico con “Che Dio vi benedica” e “Saluta i tuoi”.Due ore di concerto, travolgente ed appassionante, Zucchero non ha concesso soste ai suoi musicisti e al pubblico trascinandolo in un vortice emozionante e toccante.Si accendono le luci nel Pala San Giacomo ad indicare che il concerto è davvero finito.Non posso che concludere con un “Grazie” Zucchero, per la dolcezza che ci hai trasmesso e le emozioni che ci hai donato.
Anna deMarzo

sabato 7 luglio 2007

Conversano (Bari) - ' L’Orizzonte sonoro delle COCOROSIE al PRIMITIVO FESTIVAL '


Conversano (Bari) - Piazza Castello, h.21.30 - unica data italiana – Un’ esplosione di suoni, di sacro e profano, di voci angeliche alternate a gospel, elettronica, hip hop e rumoristica ma anche soluzioni sonore del tutto originali come l’utilizzo di strumenti-giocattolo, carillon, musiche ed antiche orchestre . Tutto questo caratterizza l’originalissimo sound del duetto americano delle Cocorosie, formatosi nel 2003 dalle sorelle Sierra e Bianca Casady, artefici di un’alchimia sonora caratterizzata da un mix di sonorità acustiche (chitarre e pianoforte) e disturbi sonori.Dopo due anni dall’esilarante esibizione avvenuta nell’ambito del festival Time Zones, l’eclettica formazione newyorkese è tornata ad esibirsi ieri sera, in esclusiva nazionale, in una gremita Piazza Castello a Conversano, nella rassegna “Primitivo” organizzata dalla Provincia di Bari con la direzione artistica di Gianluigi Trevisi.Il percorso artistico personale delle due sorelle, caratterizzato da una decisa predisposizione per le arti visive e la scrittura di Bianca e dalla passione per l’opera concretizzatosi negli studi al Conservatorio di Parigi di Sierra , ben si evidenzia nella formazione delle Cocorosie, il cui nome è l’unione dei due soprannomi dato loro dalla madre in tenera età.Un’infanzia vissuta tra i numerosi viaggi compiuti da uno stato all’altro dell’America al seguito della madre e del padre, la prima insegnante ed artista, il secondo appassionato di sciamanesimo , accumulando così variegate esperienze ed assaporando la libertà di una vita nomade che le accompagnerà anche una volta cresciute.Ancora in tenerissima età i genitori divorziano , e all’età di soli quattordici anni Sierra viene mandata in collegio dal padre allontanandosi così dalla sorella ed inseguendo il suo grande sogno di diventare cantante d’opera nella capitale francese. Sarà solo nel 2003, dopo ben dieci anni, che le due sorelle si rincontreranno dando così forma al progetto Cocorosie .In brevissimo tempo registrereranno due album : “Word to the crow”, decisamente dalle connotazioni hip hop e mai distribuito, ed il vero e proprio album di debutto “La Maison de Mon Reve”, che nel 2004 viene distribuito in tutto il mondo dall’etichetta indipendente Touch and Go Records . Da questo momento in poi, come in una favola, le sorelle Casady diventeranno praticamente inseparabili .Nel 2005, Sierra e Bianca giungono alla realizzazione del loro effettivo secondo album intitolato “Noah’s Ark” (L’Arca di Noè) ancora caratterizzato da spiccate contaminazioni country-folk, intrise di elementi blues, il tutto condito da miagolii, suonerie telefoniche e vecchi ed ingialliti spartiti gospel .Un viaggio nel passato, teso a recuperare forse i ricordi di un’infanzia perduta , dove il suono scordato di un pianoforte (The Sea is Calm) si alterna magistralmente al trip-hop e a fiabesche filastrocche folk. Il 2007 vede così la pubblicazione del terzo capitolo della produzione del duo americano, dal titolo” The Adventures of Ghosthorse & Stillborn “, registrato a Reykjavik , con la preziosa collaborazione del produttore islandese Valgeir Sigurdsson, noto per essere il principale collaboratore di Bjork in studio.Qui a Conversano le Cocorosie sono giunte proprio per promuovere in anteprima nazionale il loro nuovo lavoro discografico regalando ancora una volta al pubblico accorso numerosissimo per l’evento, uno spettacolo di grande impatto emotivo. Accompagnate nella loro performance da musicisti del calibro di Gael Rakotondrabe al beat box, Danielle Stech-Homsy alla chitarra, Benjamin Molinaro al basso ed infine dal pianista Vincent Garletezec , le terribili sorelline hanno saputo trascinare i loro fans in una spirale di delirio collettivo, alternando un sapiente gioco di elettronica con basi rap e hip-hop e chincaglierie di ogni tipo, a momenti più intimi e delicati come le dolcissime ballate dal sapore retrò.Da segnalare fra tutti i brani, la particolarissima “Japan”, marcetta a passo di carillon-carosello che procede per tapping sul tasto del ritmo in scatola ed Animals, ballad urbana per piano ed effetti, a dimostrazione , se ancora ce ne fosse bisogno, del grande talento delle sorelle Casady .
Claudia Mastrorilli

sabato 28 aprile 2007

Conversano (Bari) - Emozionante ed emozionato Claudio Baglioni in ' Tutti qui tour '


27 aprile 2007Claudio BaglioniTutti qui tourAlle 21,30 le luci del Pala San Giacomo di Conversano si spengono e, nel buio totale una torcia al centro del palco illumina il pubblico. Dopo alcuni istanti in un’esplosione di musica, colori e luci, il carismatico cantautore romano inizia il suo spettacolare concerto sulle note di “Tutti qui”.Nato a Roma il 16 maggio 1951, il cantastorie di Centocelle canta la vita di tutti i giorni, degli innamorati, dei malinconici e dei problemi della società attuale come “Pace” e “Ragazze dell’est”.Emozionante ed emozionato, come sempre, trasmette la sua passione a tutta la platea costituita da tutte le generazioni che, in circa quaranta anni, lo hanno seguito e amato.Canta tutto il suo repertorio e si esibisce per tre ore senza mai fermarsi, balla in compagnia degli strumenti musicali a volte anche in modo sensuale.Ama scherzare con i suoi musicisti che durante il concerto si spostano continuamente sui quattro angoli del palco quadrato.Sul palco insieme a Claudio Baglioni: Paolo Gianolio (conduzione musicale. chitarre, violoncello, sax baritono, cori), John Giblin (basso, contrabbasso, chitarra), Stefano Pisetta (batteria, virtual drum, percussioni, chitarra), Roberto Pagani (pianoforte, tastiere, vibrafono, clarino, sax contralto, fisarmonica, banjo, viola, chitarra, cori) e Pio Spiriti (violino, tastiere, fisarmonica, melodica, chitarra,cori). Augura a tutti buona fortuna, indossa una giacca dorata per “Cinque minuti” e chiude il suo concerto-spettacolo con un messaggio importante racchiuso in “La vita è adesso”.Bello e semplice, il sempreverde della grande musica italiana, lascia il suo pubblico entusiasta di aver assistito ad un vero e proprio show.
Michele Franco