PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

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lunedì 30 aprile 2007

La "Follia Creativa" di Simone Cristicchi a Bari


“Centro di Igiene Mentale Tour” – Teatro Piccinni- Cso.V.Emanuele 88- Bari - domenica 29 aprile ore 21 -L’igiene mentale passa attraverso i neuroni nascosti di Simone Cristicchi. Il trentenne artista romana, velato da un cespuglio di capelli volutamente disordinati, ha ipnotizzato letteralmente il pubblico italiano portando alla luce un tema importante come il disagio mentale. Un viaggio che il cantautore aveva iniziato con il documentario e libro “Centro di Igiene Mentale” (Mondadori), poi culminato con il brano “Ti regalerò una rosa”, brano vincitore del 57° Festival di Sanremo e del prestigioso premio della critica e radio & tv, e l’album “Dall’altra parte del cancello”.Al successo discografico e al terremoto che ha scatenato dal tema sulla disabilità mentale, Cristicchi ha avviato un tour teatrale che ieri sera ha toccato anche il teatro Piccinni di Bari. Cristicchi ha sorpreso ancora una volta il numeroso pubblico del politeama barese, con la sua disarmante semplicità e sensibilità nell’affrontare un tema così scottante come il disagio mentale. Uno spettacolo che si muove nell’ambito del teatro-canzone, del quale è stato grande maestro Giorgio Gaber, che lo stesso Cristicchi ha voluto proprio per interagire maggiormente con il pubblico, in una dimensione più intimista e raccolta. Filo conduttore del progetto è un viaggio all’interno degli ex manicomi, i cosiddetti centri di igiene mentale, paragonati a veri e propri campi di concentramento, all’interno dei quali i “matti” diventano oggetti, corpi senz’anima e senza dignità. Persone relegate in un mondo oscurato alla vista dei “normali”, sedato ma pulsante, immobile eppure in continua altalena tra follia e normalità. Il cantautore romano, si fa portavoce di questo malessere, attraverso le immagini di un documentario struggente e vero, teso a dimostrare come la distanza tra la normalità e la follia sia solo un puro concetto teorico. Il suo ultimo disco, il secondo della sua strabiliante carriera artistica, dal titolo “Oltre il cancello”, contiene undici intensi brani ognuno dei quali affronta un preciso tema sociale: una sorta di concept album dove il controllo sull’individuo e sull’individualità sono il tema conduttore.Se “Ti regalerò una rosa” è una lettera immaginaria di Antonio, chiuso in manicomio “da quando era bambino” all’unica donna amata, la sua Margherita, “Il nostro tempo” parla della forza dell’amore, mentre “Laureata precaria” tocca lo scottante tema del mercato del lavoro in cui Cristicchi evidenzia che, sempre più spesso, i giovani laureati sono costretti ad accettare lavori ripetitivi ed alienanti.I brani dell’album, prodotto ed arrangiato con l’amico di sempre Francesco Musacco, scorrono come i tasselli di puzzle, uno accanto all’atro, in attesa che l’immagine finale acquisti la sua forma definitiva. Cristicchi intona “Nostra Signora dei Navigli”, nell’album suonata dal pianista Giovanni Allevi, dedicato idealmente alla poetessa Alda Merini che per anni è stata rinchiusa anche in un manicomio tarantino. Un elogio anche ai musicisti che accompagnano Cristicchi in questa avventura teatrale: Desirè Infascelli (pianoforte e fisarmonica), Davide Aru (chitarra e mandolino), Andrea Rosatelli (contrabbasso) e il virtuoso violinista Olen Cesari, un vero fenomeno di origini albanesi. Sono circa le ventuno quando Cristicchi, raggiunge il palco , valigia e lanterna in mano, attraversando la platea del teatro barese .La scenografia è essenziale, una sedia sulla quale il cantautore si adagia lentamente, una panchina e sulla sinistra i quattro musicicisti .Simone inizia il suo viaggio, raccontando e mimando con grande trasporto le lettere di alcuni degenti di quello che fu il manicomio di San Girolamo a Volterra , ritrovate nel 1980 nelle cartelle cliniche dei pazienti e pertanto mai fatte giungere a destinazione. Una censura incomprensibile e violenta . Lo spettacolo ha così inizio, proprio con la volontà di rendere pubbliche quelle “storie di matti”, al fine di renderle vive ogni sera sul palco. Cristicchi , costruisce la sua performance su documenti preziosi, alcuni dei quali risalenti ai primi del ‘900 , su testimonianze dirette di ex infermieri, psichiatri e psicologi, proprio per poter raccontare le sofferenze dei pazienti tra le mura dei manicomi . La musica è discreta ,accompagna in maniera lieve le parole sofferte del cantautore romano, mentre scorrono le immagini toccanti del documentario catturate dal giovane regista Alberto Puliafito negli ex manicomi italiani. E’ un vero e proprio viaggio del dolore. Dai volti dei degenti affiorano ricordi di amori dimenticati, di famiglie lontane, di solitudine, di vite ridotte ad uno mero stato vegetativo prive di ogni dignità umana. Primo brano in scaletta, “ La filastrocca della Morlacca”, tratto dal primo album “Fabbricante di Canzoni” cosi’ come i successivi “Senza” ed il tormentone “Che bella gente”, quasi a voler interrompere il tema scottante della follia con momenti di divertimento ed ironia. Seguiranno la dolcissima e bellissima “ Legato a te”, dedicata a Pier Giorgio Welby e “Laureata precaria”( il seguito di “Studentessa universitaria” ) . Simone Cristicchi rende poi omaggio al grande Giorgio Gaber, a Fabrizio De Andrè e al nostro Domenico Modugno, con un’accenno di “Amara terra mia” . La performance si conclude, in un crescendo di grandi emozioni, con “ Ti regalero’ una rosa”. Il pubblico barese, applaude insistentemente il cantautore romano che visibilmente commosso, ringrazia la città di Bari per la meravigliosa accoglienza .
Claudia Mastrorilli

mercoledì 21 marzo 2007

Viaggio con Simone Cristicchi nella mente umana


Ieri sera alla libreria Feltrinelli di Bari c’era Simone Cristicchi, l’ultimo vincitore di San Remo, per presentare il suo libro “Centro d'igiene mentale” edito dalla Mondadori.Tanti i giovani e gli adulti che si sono accalcati per ascoltare il cantautore romano che ha raccontato la sua esperienza come obiettore nel centro di igiene mentale di Roma.L’incontro con Simone è stato realmente inusuale perché accanto alla cronaca della conoscenza diretta e dell’osservazione che ha fatto in questi centri psichiatrici, li ha intervallati, con chitarra a portata di mano, con brani delle sue canzoni tratti dagli album “Fabbricanti di canzoni” e “Dall’altra parte del cancello”.L’esperienza di volontariato lo ha segnato per sempre e lo si avverte ascoltandolo, poiché anche se sono passati alcuni anni, la sua voce è rotta dall’emozione al ricordo di alcuni episodi.Un esperienza, ma più che altro un viaggio, dove c’è una ricerca storica che ha voluto trasmettere, con un linguaggio facile, nel suo libro, che gli ha permesso di incontrare persone e oggetti che lo hanno riportato ai lager nazisti.Racconta Simone : “in questi “manicomi” si agiva come nei campi di sterminio nazisti, con la distruzione dell’identità; ti toglievano tutto dai vestiti agli occhiali da vista e, se la permanenza durava più di 30 giorni, eri marchiato a vita”. Per l’occasione ha portato una camicia proveniente dal museo del manicomio di San Girolamo, con cui venivano vestiti i malati e l’ha fatta girare in sala per farla toccare a tutti i presenti per verificare il materiale con cui era operata.Un tessuto grezzo che a contatto con la pelle procura prurito e concepita solo in due misure: piccola o grande.Ha spiegato che la gente può subire altre forme di costrizioni, oltre la camicia di forza, come ad esempio quella di Piergiorgio Welby, incatenato al suo corpo, un corpo fragile che riposa ed è nascosto sotto le lenzuola ed il suo respiro è legato ad una macchina la sua unica amica. Così ha iniziato a cantare “Legato a te”.Per Simone ci sono tante forma di limitazioni che la gente subisce come quella degli studenti che per terminare i loro corso di studio si rinchiudono nella loro stanzetta solitaria e con la testa china sui libri, e così inizia a cantare “Studentessa universitaria” . Si domanda “ Come andrà a finire questa storia se non con “Laureata precaria”, il secondo tempo di “Studentessa universitaria”.Storia di una studentessa con lo zaino pieno di progetti e che si ritrova a fare la centralinista in un call centre”.Simone ha continuato affermando: “il grande privilegio di una persona creativa, quella di ogni artista, è quello di potersi fermare e osservare quello che succede attorno e poterlo raccontare agli altri. Con le mie canzoni sono stato sempre autoironico e questo la gente lo ha capito, da “Vorrei cantare come Biagio” alla mia ultima performance “Ti regalerò una rosa” che ha cantato entusiasmando i presenti.E proprio dopo questa canzone con cui ha vinto l’edizione del 2007 di San Remo, Simone ha dichiarato “Dopo la vittoria ho ricevuto le telefonate di molti esponenti politici da: Veltroni, Melandri, Livia Turco il ministro della salute, a me con questi capelli vi rendete conto , e non per fare i complimenti ma per poter fare qualcosa insieme sulla problematica dei servizi di igiene mentale”.E’ triste pensare che occorre una canzone perché i nostri politici si accorgono dei problemi che sommergono gli italiani. E proprio il caso di doverla cantare e suonare?Non possono guardare anche loro “Dall’altra parte del cancello” come ha fatto Simone?Cristicchi dal canto suo si sta muovendo perché questa sera lui è presente non come cantautore ma come strumento di sensibilizzazione, per far cambiare la mentalità delle persone in cui è radicato ogni forma di pregiudizio, perché le persone non devono avere come metro di paragone la figura del “matto” per considerarsi “normali”.
Anna DeMarzo