PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

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lunedì 29 ottobre 2007

Bari - Per la rassegna “Soul Makossa” in concerto due belle voci dal Libano : Carla e Carine Ramia



Il festival interetnico di musica e teatro dal titolo “Soul Makossa” giunto ormai alla VIII edizione, ha proposto ieri 28 ottobre, presso la Chiesa di San Marcello di Bari, la performance di Carla e Carine Ramia in una delicatissima esibizione musicale.Libanesi, sorelle, Carla e Carine sono diplomate in canto orientale. Vissute immerse nel clima artistico profuso dal padre, il musicista e compositore Michel Ramia, hanno proposto al nutrito pubblico incuriosito, brani della tradizione della chiesa maronita, elaborati da una morbida ricerca espressiva scaturita dall'esigenza d' interculturalità.Le due delicate voci femminili sono state accompagnate da Rami Maalouf al flauto, Michel El Massih al piano e Milad Nassim al violino.Il concerto si è virtualmente suddiviso in tre parti, la prima dedicata al Signore con i canti della tradizione siro-maronita, in lingua siriana come “Abou dqouchto” e “Choubho Ihaw qolo”, miste ad alcune composizioni nuove di Michel Ramia, la seconda dedicata alla Vergine Maria, sempre con canti significativi del passato e del presente, la terza ed ultima ha compreso le composizioni musicali dedicate ai santi libanesi Charbel, Rafca e Neemtallah. Il concerto si è chiuso con il brano Noussalli che ha dato il titolo al loro ultimo cd, interamente composto da Michel Ramia.I brani accompagnati dal piano, con numerosi ed elaborati interventi di flauto e violino, hanno sicuramente evidenziato la capacità vocale delle due artiste, mettendo in scena la peculiarità tradizionale di canti di Chiesa maronita: è una chiesa cattolica sui iuris, praticamente nella stessa Chiesa cattolica mantiene riti e liturgia della tradizione siro-antiochena, il patriarca dopo l'elezione fa professione di comunione con il pontefice romano.Carla, Carine ed il loro gruppo, hanno condotto il pubblico in una sorta di atmosfera piuttosto rarefatta, tanto che l'impronta musicale del Libano si è sparsa nell'ambiente in maniera leggera e poco invadente, al fine di evidenziare un discorso di mescolanze culturali assolutamente efficaci e decisamente suggestive.
Deborah Brivitello

lunedì 22 ottobre 2007

Bari - La seducente danza di LAMIA SAFIEDDINE : un omaggio alle donne del Maghreb


Il 4° appuntamento del Festival Interetnico di musica e teatro “Soul Makossa” si è tenuto domenica 21 ottobre 2007 presso il teatro Kismet di Bari, in collaborazione con l’Associazione algerina Feda. Protagonisti Lamia Safieddine con le sue danze e coreografie e l’Ensemble Assil: voce, qanoun, percussioni.Lo spettacolo ha rappresentato un “omaggio alla donna del Maghreb e del mondo arabo attraverso le danze e i ritmi ancestrali che vengono da una tradizione antichissima” .Si pensa che l’origine di queste danze si trovi nei riti di fertilità, che sia associata alla religione come anche all’esoterismo; è per questo, probabilmente che non ha importanza il fisico della donna, quanto la sua capacità di esprimere sensualità, vitalità, femminilità.Esistono diversi stili, che cambiano in base al paese d’origine e che Lamia Safieddine è riuscita a mescolare: la danza andalouse, sviluppatasi nelle città, sinuosa e antica; la danza Chaabi, più popolare, nata nei centri rurali; la danza araba classica, più comune nel Marocco; la danza saharienne del sud Maghreb, tutte con lo scopo di dare libero sfogo all’espressività, all’emozione durante eventi importanti quali la nascita, la semina, il raccolto, il matrimonio…Nata nella ex Guinea francese, ha vissuto tra Marocco, Libano, Costa d’Avorio, Belgio, Brasile, finchè si è stabilita in Francia nel 1990, dove insegna teatro danza.Oggi mette in scena uno stile particolare “La Danza Araba Contemporanea”, di elegante gestualità e seducente comunicatività del viso.Accanto a lei L’Ensemble Assil: Miloudi Ben Sliman, voce e percussioni (la Tabla egiziana o Darbuka, a forma di calice, solitamente in terracotta, legno o metallo), è direttore dell’associazione Bled – Arts, orientata a preservare il patrimonio musicale e tradizionale orientale; Hend Zouari, voce e qanoun (strumento a corda fatto di ottone e legno, di forma trapezoidale); Fairouz Dahmani, la voce principale.
Diana Rodi