PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

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venerdì 20 aprile 2007

Fiorisce la cultura con la "Primavera a Mola" di Bari


Che la primavera è segno di rinascita, dove si rinnova il cambiamento della natura con una multivarietà di colori e di profumi, la si avverte anche al Comune di Mola di Bari, che dal 20 aprile al 17 giugno da il via alla “Primavera a Mola” , una manifestazione di vitalità con oltre 50 eventi culturali da godere tutti in questa stagione ascoltando musica jazz, classica , seguendo concerti o spettacoli teatrali.Manifestazione di Vitalità perché la cultura è vita ed è con questa sentimento che oggi in Sala stampa della Provincia di Bari si è presentato il programma di “Primavera a Mola” con l’intervento di Vittorino Curci, assessore alla Cultura della Provincia di Bari , apparso “soddisfatto e sorpreso per l’abbondanza del programma , ma nel contempo compiaciuto nel vedere che a Mola si sta svolgendo un’attività intelligente col grande proposito di comunicare attraverso la cultura. Un ulteriore elemento che va sottolineato a favore del comune di Mola è vedere come nel contempo è stato recuperato il Palazzo Roberti per alleviare il problema della strutture e degli spazi”.Andrea Gargiulo, assessore alla Cultura del Comune di Mola, ha voluto sottolineare “il lavoro di sinergia tra le varie associazioni , che hanno realizzato un cartellone unico evitando sovrapposizioni, consentendo in questo modo ad un miglior impiego di contributi comunali e privati che sono stati veicolati per presentare un programma di spessore”.Programma a cui partecipano diversi soggetti: - dall’Associazione molese Agimus, che anche quest’anno presenterà concerti di gran pregio; - al Centro Diaghilev , il cui ciclo “Racconti” prevede ben 14 spettacoli teatrali di narrazione, con Paolo Panaro che presenterà 7 spettacoli e 7 titoli affidandosi al gusto della parola, “una battaglia già vinta nel proporre dei testi che si avvicinano alla poesia”, spettacoli che si potranno vedere nel “Salone degli Specchi” di Palazzo Roberti , come ha detto Guido Magliaro, direttore artistico del Centro Diaghilev;- all’Associazione Culturale Musicando “partito in sordina l’anno scorso – come ha sottolineato Vito Quaranta, direttore artistico – presentando allievi del secondo anno del conservatorio, mentre per questa edizione oltre al connubio tra musicisti locali e quelli più noti anche un concerto “Embryo” di Kerlox Dub Band, gruppo storico dell’avanguardia europea; - il Comitato per la diffusione della Cultura Musicale, attraverso Nilla Pappadopoli, propone spettacoli tangheri, dove alla base c’è uno studio delle nuove forme di tango che vanno da Piazzola ad alcuni musicisti tarantini, abbinati a ballerini di tango; - all’Associazione Culturale “Cappella Palatina” che proporrà un evento multidisciplinare a carattere internazionale attraverso un corso di perfezionamento in esecuzione pianistica, tenuto dalla professoressa Elvira Sarno, una serie di 4 concerti, una mostra pittorica dell’artista Giuseppe Auciello e uno spettacolo teatrale.Non c’è che dire se si vuole passare una piacevole primavera occorrerà fare un salto a Mola di Bari e muoversi tra il Teatro Van Westerhout, il Palazzo Roberti, il Teatro Angioino e la Masseria Serra dell’Isola ed avere solo l’imbarazzo della scelta di cosa vedere o ascoltare.Anna DeMarzo
Anna DeMarzo

"Afrodite in tavola" una serata al Teatro Abeliano per l'esaltazione dei sensi


Seconda serata al Teatro Abeliano di Bari di “Una boccata d’arte” dove piacevolmente si amalgamano il gusto della poesia e quella del palato.Il tema della serata è stato “Afrodite in tavola”.Afrodite dea della bellezza, dell’amore e della lussuria come ha spiegato Mino Decataldo, chiarendo come il culto abbia preso piede prima in Sicilia per poi diffondersi in tutta Italia col nome di Venere, dove veniva chiamata Venere Ericina (dell’erica) dal Monte Erice.In suo onore in Grecia veniva festeggiata la festa detta “Afrodisiaca” che inneggiava ai rapporti sessuali.Al suo nome venivano associato il delfini, le colombe, i cigni la schiuma di mare, i melograni, il mirto, i limoni, le rose e la mele. Afrodite veniva associata anche con molti epiteti da Etera (compagna), Porne (Meretrice), Calliglutea (dal bel sedere), Callipigia (dalle belle natiche), Morfo (armoniosa), Androphonos (sterminatrice di uomini).Dopo questa spiegazione lo chef Peppino Belardi ha presentato un piatto che secondo la tradizione favorisce lo stimolo sessuale : Ostriche con salsa al frutto della passione.Lo stimolo intellettuale invece ci è stato offerto da Vito Signorile e Rachele Viaggiano che hanno letto brani inerenti sempre l’argomento “Amore” cha spaziavano da Dante Alighieri a Pablo Neruda. L’amore visto da tutte le sue sfaccettature, dall’intenso sentimento di affetto a quello della forte attrazione sessuale.Si è passato così al secondo piatto della serata un risotto al frutto della passione e mele, molto gradito dal pubblico che ha chiesto il bis (giustamente stavamo in teatro).Se in Spagna il flamenco fa da padrona, in Argentina è il tango in Puglia non può essere che la “Pizzica”, entrando in scena la brava Betty Lusito che ci ha deliziato con i movimenti sensuali di questa danza salentina.Si è passato al dolce : Mousse con melanzana e ricotta con salsa al cioccolato caldo.Ha concluso la serata Nicola Sbisà, giornalista ma soprattutto esperto gastronomico, dove ha spiegato che nell’antichità si è sempre ritenuto che alcuni cibi predisponevano agli incontri amorosi ma oggi scientificamente è stato comprovato che non esistono alimenti afrodisiaci, il tutto parte dal nostro cervello a volerli credere. Forse perché quando una coppia si incontra per andare a mangiare tende a cercare cose raffinate un po’ fuori dall’ordinario con lo scopo di colpire la controparte. Senza sapere che un decotto di sedano ha lo stesso potenziale di una pietanza con tartufo.Dopo questa serata dove c’è stata esaltazione dei sensi non c’è che da aspettare il prossimo giovedì per poter gustare “Lo sposo di pasta di mandorle”.Per informazioni rivolgersi al botteghino del Teatro Abeliano di Bari tel. 080 54 27 678
Anna DeMarzo

sabato 31 marzo 2007

“Ogni giorno della mia vita" Incontro con l'autore Nicholas Sparks


Nella magica atmosfera di una delle pagode allestite presso il Centro dell’Orto Botanico “il Giardino dei Tempi” di Bari, Nicholas Sparks, uno dei più famosi scrittori americani di letteratura rosa, ha fatto il suo ingresso intrattenendosi con il pubblico (quasi tutto femminile) che è intervenuto in maniera massiccia.Incontro organizzato dal “Presidio del libro” formato da una coesione con i Comuni di Triggiano, Capurso, Cellamare e Valenzano, e presentato dalla professoressa Rossella Santoro del Liceo Cartesio di Triggiano che assieme ad un gruppo di suoi studenti hanno posto domande all’autore riguardo ai contenuti dei suoi libri.Ed è proprio grazie al Liceo Cartesio che è partita la richiesta di questo incontro, domanda inoltrata sin dal novembre del 2005.Nicholas Sparks amabilmente ha conversato con gli spettatori per circa due ore, e più che una presentazione del suo ultimo libro “Ogni giorno della mia vita”, è stato un incontro tra uno scrittore ed il suo pubblico dove ha preferito raccontare se stesso e la sua quotidianità, permettendo anche a chi non lo conosceva ad imparare ad apprezzarlo.Le domande proposte imperniavano sul rapporto che ha lui con l’amore, argomento principale di tutti i suoi scritti, se crede nei colpi di fulmine, come accade leggere o vedere rappresentato sugli schermi televisivi, o se l’incomunicabilità di un rapporto è un limite del rapporto stesso.“L’amore può essere definito in tante maniere – ha spiegato Sparks – da quello incondizionato e puro come quello degli antichi greci, a quello romantico, a quello familiare. L’amore non è descrivibile ma è definito dalla persona con cui stai e di quello che si è disposti a fare o a dare.Se credo ai colpi di fulmine? Si certamente. A 22 anni quando frequentavo l’università in Florida, ho visto una ragazza attraversare un parcheggio. L’ho rivista anche il giorno seguente mi sono avvicinato e le ho detto “Io ti sposerò” lei mi ha riso in faccia. Quella donna ora è mia moglie. Sono sposato con lei da 18 anni ed ho 5 figli, Miles, Ryan, Landon, Lexie e Savannah. Ogni giorno io e Cathy, mia moglie, ci incontriamo da soli a colazione e parliamo ci confrontiamo, è un momento tutto nostro che permette alla nostra unione di funzionare, ma non so se questo possa funzionare per gli altri. Io sono solo uno scrittore e non un consulente matrimoniale”.D. - Altro tema frequente dei suoi libri è la morte, perché?“Nella letteratura dai greci ad oggi, i libri che si ricordano di più sono quelle imperniate di tragedie. Forse Romeo e Giulietta o Casablanca non sarebbero diventati così famosi se il loro finale fosse stato “…e vissero tutti felici e contenti”. La fine di una storia rende la stessa indimenticabile ed il mio compito è quello di rendere indimenticabili i miei libri”.D. – Si aspettava si avere un grande successo da parte dei giovani ?“Si. Allorché ho scritto il mio primo libro “Le pagine della mia vita”, ho raccontato l’amore di una coppia di 80enni. Nel momento in cui sono andato a promuovere il mio secondo libro ho visto che le persone che mi seguivano avevano quasi tutti l’età dei miei primi protagonisti. Così mi sono detto “forse dovrò scrivere per i giovani altrimenti i miei lettori odierni non potranno leggere il mio prossimo libro”.D. – Qual è il metodo con cui sceglie i nomi dei personaggi?“Di solito scelgo i nomi delle persone che conosco perché so che questo li rende felici. Nel secondo libro ho dato il nome del mio agente letterario, al terzo del mio editore e al quarto del produttore del mio primo libro e dopo ho inserito i nomi delle persone della mia città natale.D.- Quali libri hanno contribuito alla sua formazione letteraria?“Credo che uno non può diventare uno scrittore se non legge tanto. Io leggo circa 150 libri l’anno e lo faccio quotidianamente da quando avevo 15 anni. L’autore che più apprezzo per il suo modo di scrivere è Stephen King perchè riesce a raccontare in maniera inedita una storia e non perde mai di vista la trama. Il mio stile invece l’ho imparato da un autore che pochi conoscono Ethan Caine, che sa scrivere ma non intrecciare una trama”.D.- Quanto tempo dedica allo scrivere ?“A me non piace scrivere, lo trovo troppo difficile e trovo ogni opportunità per interromperlo. Lavoro in casa, un casa dove ci sono 5 bambini che corrono, gridano, giocano, a turno si ammalano, vogliono la tua attenzione per i loro studi, li devi accompagnare chi al basket chi in palestra, un telefono che squilla in continuazione, operai che entrano ed escono per i vari guasti che una villa come la mia comporta ed io approfitto di queste interruzioni per sospendere il mio lavoro. Di solito dedico il mio tempo dalle 10 del mattino sino alle 15 per tre o quattro giorni la settimana e solo così riesco a portare a termine un libro”.Come consuetudine il "Presidio del libro" ha proposto giovani talenti pugliesi e per questa occasione sono intervenuti i ballerini della scuola di ballo di Lucrezia Cafarchio, tutti vincitori di vari concorsi di danza, come Alberto Cassano e Salvatore Coletta che hanno allietato i presenti.57 milioni di copie di libri venduti in tutto il mondo, tradotti in 35 lingue, e da quasi tutti i suoi libri sono tratti film di successo come “Le parole che non ti ho detto” con Kevin Costner,, “Le pagine della nostra vita”, e “I passi dell’amore” ed ora è in lavorazione il suo ultimo libro “The Chiose” ( titolo originale). Nicholas Sparks sembra non risparmiarsi ed è per questo che è considerato icona della letteratura rosa americana, che con il suo stile (genere Liala), ha veicolato molti giovani ha prendere un libro in mano ed appassionarsi alla lettura.Di questo non possiamo che ringraziarlo
Anna DeMarzo

domenica 18 marzo 2007

XXVII edizione di Expo Arte - Fiera del Levante di Bari


E’ iniziata ieri 16 marzo e terminerà lunedì 19, la XXVII edizione di Expo Arte, manifestazione dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea che si svolge presso la Fiera del Levante di Bari.Un appuntamento che ogni anno riesce ad attirare tanti visitatori poiché col tempo è riuscita ad acquisire un ruolo primario sia sul campo nazionale che su quello internazionale, esponendo quadri di grandi maestri del movimento artistico del cubismo, dell’astrattismo del dadaismo e della pop art.Così è facile poter ammirare quadri di Picasso, De Chirico, Chagall, Mangritte, Gattuso e Andy Warhol.Ma accanto a questi nomi prestigiosi non sfigurano giovani artisti che espongono le loro opere attraverso il settore dell’arte Contemporanea.Bari in questo periodo sembra avere un legame preferenziale con la Russia e lo si nota anche nel visitare l’edizione 2007 di questa Expo-Arte.Ad aprire la manifestazione artistica è la rassegna dell’arte russa dalla rivoluzione di Ottobre al crollo del muro di Berlino.Sono esposte ben 80 opere che racchiudono un periodo che va dal 1919 al 1989, suddivise in tre sezioni: Pittura (su tela, catone e cartoncino), satira (con vignette satiriche anche di Boris Efimov, vignettista preferito si Stalin, che quest’anno compirà 107 anni) e propaganda politica.E’ suggestivo apprezzare gli artisti russi come Nikolaj Karahan, uno dei più importanti artisti uzbeki del 900, o Fedorov, che descrivono momenti di vita quotidiana come la “Raccolta del cotone” o “Ritorno dai campi” con pennellate delicate o paesaggi russi dove al verde della campagna in lontananza si possono vedere le vestigia del potere industriale che avanza, così sapientemente miscelati si intravededono le torri delle ciminiere o i bracci girevoli delle gru.In contrapposizione a tanta delicatezza fa eco l’esposizione della sezione satira e propaganda politica, con opere celebrative del successo del partito comunista. Protagonisti indiscussi di queste opere sono lo Stato, i contadini, operai, cortei celebrativi e parate militari. Curioso è stato trovare in questa sezione il manifesto del film “Bellissima” di Luchino Visconti con l’immagine di Anna Magnani, rigorosamente scritto in cirillico.
Anna DeMarzo

venerdì 16 marzo 2007

Bari - Bertinotti e Rutelli alla IV Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo


Bari in poco tempo sta diventando una città che sta riuscendo a calamitare gli eventi più importanti di questo anno, sta diventando un punto di riferimento per il nostro Governo e per la politica estera che la osservano con un occhio di riguardo.Ieri con l’arrivo del presidente russo Vladimir Putin, per il vertice italo-russo, oggi con Fausto Bertinotti, presidente della Camera dei Deputati e Francesco Rutelli, vice presidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali, per “La città della Cultura”, la IV Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo, promossa da Anci, Conferenza delle Regioni, Upi, Legautonomie, Uncem, Federculture e Fomez, in collaborazione con Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari, con l’obiettivo di sviluppare una maggiore competitività locale attraverso la valorizzazione dell’arte e della cultura.Questa conferenza è un appuntamento biennale e per la prima volta si tiene nel Sud Italia e Bari è stata scelta in virtù della sua “vocazione al dialogo interculturale”.Una full immertion di tre giorni dal 15 al 17 marzo presso la villa Romanazzi-Carducci, dove interverranno 120 esponenti di Governo, Parlamento, Istituzioni, Enti Locali, Imprese ed Associazioni.Ad aprire la prima sessione plenaria il sindaco di Bari, Michele Emiliano che ha inviato un benvenuto non formale a Bertinotti, “perché Bari è legata alla sua figura per il lavoro che sta facendo e raffigura una speranza che ci da fiducia.Abbiamo fatto un sogno condiviso quello di riaprire il Teatro Petruzzelli tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 e forse l’allontanamento della cultura che i baresi hanno avuto in questi anni è dovuto anche al cratere che il Petruzzelli ha lasciato. Ma ora c’è voglia di riscatto, c’è voglia di costruire una rete che unisca le città e che possa allargare e fare di Bari una sorta di “spalla” indispensabile per creare un capolavoro, attraverso eventi e spettacoli che rappresentano il volto di Bari multinazionalistico”.Il sogno del sindaco è proseguito anche stamani quando si è recato alla Caserma Rossani, ceduto al Comune dal Governo , e durante un sopralluogo ha immaginato come utilizzare quell’area a favore della cultura in armonia con la città. Per Vincenzo Divella, presidente della Provincia, si è ritrovata la centralità economica della città di Bari che si è svegliata, grazie al patto concreto tra istituzione pubblica e privata che assieme individuano i problemi e le relative soluzioni.La Cultura ed il Turismo sono una ricchezza del territorio e non come fino a poco tempo fa considerate la “Cenerentola” del bilancio nazionale: Oggi esiste un inversione di marcia a favore delle promozioni culturali.“Le nostre visioni sono di fronte a un quadro di realtà le cui asprezze non possiamo metterle tra parentesi”, con queste dure parole il presidente della Regione Puglia è intervenuto alla conferenza “siamo dentro ad elementi inquietanti di crisi culturale, ce lo dice anche la crisi ambientale che accompagna il degrado degli ecosistemi. Stiamo di fronte ad un passaggio terribile e occorre che ognuno di noi assuma le proprie responsabilità.La Regione Puglia ci sta provando. Occorre investire in “bellezza” e questo significa trovare il senso della convivialità, riaprire il rapporto con la città.La Puglia è una regione al centro del Mediterraneo ed essere nel Mediterraneo significa guardare che questo mare è un mare incandescente ricco di focolai. Occorre rimuoverli ma occorre disarmare anche i linguaggi”.“Bari è una città in questo momento fortunata ed illuminata, non solo per il sole – ha dichiarato Fausto Bertinotti - perché Bari viene a significarsi come elemento di una lingua possibile per l’Europa. Bari porta d’Oriente ma che si rivolge sia all’Oriente che all’Occidente risultando un punto di incontro tra le civiltà. Simbolicamente è anche il dialogo tra passato e futuro e con lei possiamo vivere l’opportunità di vedere la cultura che unisce”.
Anna DeMarzo