PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

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lunedì 29 ottobre 2007

Andria (Bari) - ‘Dream Theater’ in concerto e si infiammano gli animi



Grande evento quello di ieri sera svoltosi all’interno del Palasport di Andria. Davanti ad un pubblico trepidante ed emozionato si sono, infatti, esibiti i ‘Dream Theater’ una delle icone del Metal Progressive.Il concerto inizia verso le 20.00: aprono la serata i ‘Symphony x’ provenienti dal New Jersey (USA) che subito infiammano gli animi con la loro musica definita progressive-power metal. I loro brani sono un connubio di metal arricchito da arrangiamenti sinfonici che rendono uniche le loro esibizioni…e ne sanno qualcosa gli amanti del genere.Per la serata di ieri non si sono risparmiati nulla e anzi era così alto l’entusiasmo da causare addirittura diversi malesseri nel pubblico assiepato sotto al palco.Tornando ai Symphony x, fondati nel 1994 da Michael Romeo ancora chitarrista della band, oggi si presentano con una formazione di cinque elementi. Oltre al già citato Romeo troviamo: Russel Allen alla voce, Michael Lepond al basso, Michael Pinnella alle tastiere e Jason Rullo alla batteria.Un antipasto davvero gustoso che ha riscaldato l’atmosfera per gli headliner della serata…i Dream Theater. Entrano in scena alle 21 e 15 circa..il boato che accompagna il loro ingresso fa supporre che sarà un concerto formidabile. E, infatti, anche per coloro che non amano questo tipo di sonorità ascoltare dei musicisti di tale livello è sempre davvero emozionante.I Dream Theater, indiscussi leader del metal-progressive statunitense, finalmente tornano in tour per presentare il loro nuovo disco ‘Systematic Chaos’ pubblicato nel 2007. Solo cinque le tappe italiane e unica quella di Andria per il Sud…anche per questo i molti fans presenti ieri provenivano da varie parti del meridione.Gli avevamo visti, l’ultima volta, esibirsi a Milano per il ‘Gods of Metal’ dove il gruppo aveva suonato per intero ‘Images And Words’ per celebrare il 15esimo anniversario del disco, finalmente ieri i fans più accaniti sono stati deliziati dall’ottima esibizione dei loro leader.Il gruppo, fondato a Boston da John Petrucci nel 1985, vanta una carriera trentennale ed oggi il suono e la loro forza prorompente continuano a stupire. James LaBrie – voce e percussioni, John Petrucci - chitarra, Jordan Rudess - tastiere, John Myung – basso e Mike Portonoy – batteria, cinque maestri incredibili. Ipertecnici, in grado di regale degli assolo rapidissimi dove addirittura chitarra e tastiera sembrano andare all’unisono. Aprono il concerto proprio con un brano del nuovo album: ‘Constan Motion’ dove la band esprime una maestria incredibile sino all’arrivo della fantastica voce di LaBrie, pronto a trasformare in pura emozione il brano. I suoi acuti, la sua perfetta estensione vocale che mai ha peccato nell’esibizione, continua a caratterizzare il leader del gruppo. James si muoveva continuamente sul palco dove era riprodotta una strada con tanto di lampione e cartello stradale (ovviamente con disegnato il logo del gruppo!) e abitata da due formiche giganti. Per meglio osservare i movimenti del gruppo, poi, un maxi schermo alle spalle del batterista sul quale venivano proiettate immagini riprese in diretta o altre tratte da alcuni loro video-clip. Un’ evolversi di sonorità tecniche e complesse che ha reso il prog metal del gruppo unico e irripetibile.Un susseguirsi di brani appartenenti all’ultimo lavoro ma anche ad album datati come: ‘The spirit carries on’ inserita in ‘Scenes from a memory’ (1999) o ancora ‘As I’m’ che fa parte di ‘Train of thought’ (2003). Delirio tra il pubblico per l’esecuzione di ‘In the Presence of Enemies pt 2”’ ultimo pezzo del nuovo cd che ha una durata di ben 24 minuti e sintetizza un po’ i pregi e i difetti dell’intero disco. Pregi intesi come fedeltà alla tecnica da loro perseguita da anni. Si tratta di scale iperveloci e rullate fulminanti che sicuramente attirano l’ attenzione di quella fedele nicchia del variegato pubblico ‘metallaro’. Il difetto forse più emblematico è quello di essere, nel suo genere, un disco di routine, dove confermano la loro bravura ma non sorprendono più.Comunque dopo quasi due ore d’intense emozioni…i componenti del gruppo salutano e fugacemente scompaiono…ma per poco, visto l’insistenza del pubblico ancora assetato di musica.Eccoli di nuovo per proporre alcuni brani dell’album ‘Awake’ (1994) caratterizzato da un estremo virtuosismo, l'album ha tinte forti, dure, oscure, sempre in chiave evidentemente progressive.Ed ecco il gran finale..sulle note di ‘Octavarium’ tratto dall’omonimo cd del 2005, gli assolo continuano…i musicisti enfatizzano maggiormente le escursioni di note…l’ugola lirica di James LaBrie chiude il concerto!...
Luana Martino

mercoledì 14 marzo 2007

Ragazzi terribili ... la forza e l'energia dei Deep Purple


Andria – Palasport – Deep Purple in concertoGremito di fans il palazzetto dello sport di Andria per l’ultima data, organizzata da Delta Concerti, del tour italiano dei Deep Purple prima di approdare in Europa. Il Rapture of the Deep tour di uno dei gruppi più importanti ed influenti, secondo forse solo ai Led Zeppelin, dell’Hard Rock anni ’70, approda in Puglia acclamato e quasi venerato dal pubblico presente. Le prime note ad aprire il concerto sono quelle di ‘Picture of Home’ brano appartenente ad uno degli album ormai leggendari: ‘Machine Head’ del 1972. La formazione, si sa, non è più quella di ‘Made in Japan’ e gli appassionati conoscono le ‘peripezie’ che il gruppo ha subito e soprattutto è a conoscenza delle perdite degli elementi fondamentali che avevano reso inconfondibili le sonorità dei Deep Purple, come il chitarrista Ritchie Blackmore e il tastierista John Lorde. Oggi comunque si presentano ugualmente degni del nome Deep Purple. E’ la stessa che gli ha visti esibirsi alla giornata Live 8 del 2005, organizzata per chiedere al G8 la cancellazione del debito dei paesi africani; una strepitosa voce quella di Ian Gillan accompagnato dall’unico pezzo originale rimasto, il batterista Ian Paice, circondato da Roger Glover al basso, Steve Morse alla chitarra e Don Airey alle tastiere. Dopo i primi pezzi hanno letteralmente infiammato il pubblico che ipnotizzato ha seguito le evoluzioni dei 5 che sembravano muoversi con energia straordinaria nonostante possano vantare una carriera alquanto vetusta.Un virtuosismo, una capacità e pulizia tecniche che, se in ‘illo tempore’ hanno rappresentato una delle più importanti evoluzioni nella storia della musica, oggi continuano ad incantare i fans.Il pubblico presente ad Andria, proveniente da più parti della Puglia, si è trovato davanti ad un Gillan che sa bene come tenere in pugno la platea, con un’ugola ancora squarciante anche se certamente più tranquilla e regolare. Ancora in grado di sorprendere con i suoi acuti anche se di durata inferiore. A metà concerto il chitarrista Morse si è esibito in un assolo, proponendo un medley che ha toccato stili diversi, dai Led Zeppelin a Jimmy Hendrix. E’ stata poi la volta di Airey che ha divertito il pubblico con sonorità quasi elettroniche passando inseguito ad un breve accenno della ‘Cavalcata delle Valchirie’ per poi omaggiare la Puglia con le note di un brano popolare (‘Abbasce a la marine se venne u’ pesce’). Non si sono certamente risparmiati il bassista Glover che si muoveva sul palco e il batterista Paice che continua ad ammaliare con le sue evoluzioni.La loro genialità e l’abilità tecnica rende i Deep Purple non facilmente ascrivibili al solo Hard Rock, infatti, l’approccio a sonorità classiche gli avvicina al ritmo tipico del Blues e del Rock and Roll. Quasi a fine dell’esibizione poi, un pezzo cult e leggendario ‘Smoke on the Water’ che basterebbe per ricordare i Deep Purple fino ai giorni dell’apocalisse del Rock. Ovviamente sulle famose note il numeroso pubblico è impazzito intonando le parole a squarcia gola e sventolando accendini creando un’atmosfera suggestiva. Pronti a rimettersi in gioco con questo nuovo tour la band, che ha vissuto più vite di un gatto, si ritrova con progressioni irresistibili che hanno attraversato il tempo e ripropone quegli accordi sin dal lontano ’68.Insomma un gruppo che potrebbe ancora insegnare molto ai tanti ‘figli adottivi’ di oggi che continuano ad acclamarlo e ad emozionarsi con le note di questo storico ‘fenomeno porpora’.
Luana Martino

domenica 11 febbraio 2007

Nessuno è solo con Tiziano Ferro


Ed eccolo Tiziano Ferro dopo tre anni di silenzio, (ma non troppo, perché alla radio si ascoltano piacevolmente le sue canzoni tratti dai suoi primi CD “Rosso relativo” e “111”), con il suo nuovo album “Nessuno è solo” che ha dato il via al tour iniziato ad Ancona e che ieri è approdato ad Andria.Puntuale come un orologio svizzero il concerto è iniziato allo scoccare delle ore 21.00 lasciando impreparati i soliti ritardatari.Il palco una metafora della solitudine di chi si crede solo o abbandonato, anche se circondato da gente, tutto dipende dal proprio stato d’animo, perché in un certo momento della propria vita c’è chi vuole restare solo per metabolizzare un dolore o un abbandono o chi non riesce a vedere attorno a lui persone che possono aiutarlo, poiché nessuno è solo se non vuole restare solo.Ed è questo il messaggio che l’artista in più riprese ha voluto inviare al suo pubblico, un messaggio di speranza , ognuno può trovare in ben 11 motivi, quanti sono le tracce di questo CD.Schermi velati circondano il palcoscenico dove all’interno trovano posto la sua band, la coppia di ballerini che hanno accompagnato con danze alcuni brani e Tiziano, mentre sulla loro superficie trasparente scorrono delle immagini.Per il primo brano “La tarantola d’Africa” grandi occhi sembrano guardarci e ci esaminano con attenzione, come per l’appunto sembrerebbe faccia la tarantola nella sua scatola di plexiglas, sembra domandarsi se è stata messa lì per essere protetta dall’uomo o difendere l’uomo dal suo veleno, ma quale sia la risposta è bene sopravvivere.Cambiano le immagini e scorrono quelle di una nevicata, dando l’impressione che tutto il palcoscenico sia una palla di vetro che se si scuote si vede scendere la neve, il tutto per cantare “Ti scatterò una foto”. Anche in questa canzone si conferma il dolore e la paura dell’abbandono una preoccupazione tale da fargli scattare una foto per fissare i ricordi prima che possono svanire come neve al sole.Abbandono e ricordi fanno eco anche nella canzone “E fuori è buio” che evidenziano come può far male la mancanza di un sorriso, e se si è soli il buio non è solo fuori dalla nostra porta ma anche nei nostri cuori.Così la memoria, “la sola memoria per la stessa storia” si frammenta ad arte nelle altre dieci canzoni con frequenti inserimenti di archi e qualche sorpresa come "Baciano le donne "in duetto con Biagio Antonacci.Tiziano Ferro ha ringraziato tutti i presenti perché non da poco era già stato ad Andria assieme a Gianni Morandi e non si aspettava di vedere un’affluenza e partecipazione di pubblico così consistente che senza sosta ha cantato a squarciagola tutte le sue canzoni sostenendolo ed incoraggiandolo anche se ha avuto momenti di cedimento vocale a causa dell’influenza che da alcuni giorni lo assilla.E come a dimostrare l’inattendibile eccolo cantare con tutta la sua voce “E Raffaella è mia” dove non si è risparmiato coinvolgendo tutto il pubblico non solo a cantare ma a ballare con lui.Ma di questo ragazzo di Latina che nel giro di pochi anni è diventato una star nel campo internazionale, tutto si può dire tranne che non sia una voce.Una voce che ha reso più belli ed emozionanti i brani ascoltati dal vivo, con le nuove sonorità con atmosfere più elettroniche, con una spolverata di successione di suoni melodici, che sembra racchiudere come in un album di fotografie le esperienze di un lungo viaggio di tre anni, fatto attorno al mondo, che lo hanno maturato e questo stato di grazia lo si intravede con l’ultimo brano del CD “Mio fratello” che sembra catapultarlo in un nuovo modo di scrivere ed interpretare la musica e i testi. Lo spettacolo non poteva che concludersi con un bis con i brani che lo hanno reso celebre da “xdono” , “Rosso relativo” e “Stop! dimentica”
Anna deMarzo