PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

domenica 31 dicembre 2006

Festa delle Propaggini a Putignano


Il Carnevale di Putignano è oramai conosciuto come una delle più antiche feste italiane ed è atteso dai Putignanesi (e pugliesi in genere) proprio per il suo significato culturale ma allo stesso tempo spiritoso e burlone. Come tutti gli anni, a Putignano il Carnevale inizia il 26 dicembre con l’antichissima tradizione delle Propaggini. La leggenda narra che il rito risale al 1394 circa, quando si effettuò lo spostamento delle spoglie di Santo Stefano, divenuto poi patrono della città. I resti sacri erano conservati nel castello di Santo Stefano, nella zona di Monopoli, ma a causa del favorevole affaccio sul mare, in quella zona si ripetevano gli attacchi e le irruzioni dei saraceni, per questo motivo si decise di portare le spoglie in una cittadina dell’entroterra: Putignano. Gli abitanti che lavoravano nei campi, all'arrivo della spedizione, lasciarono la loro attività e con gli abiti e gli attrezzi da lavoro improvvisarono una specie di vivace corteo canzonatorio. Da questo episodio deriva l’inizio del Carnevale di Putignano, lunghissimo evento che comincia il 26 dicembre e si conclude il martedì delle ceneri. In pratica la festa delle Propaggini consiste nella declamazione di versi in rima baciata, nel dialetto putignanese, che punzecchiano i potenti del paese e trattano ironicamente i problemi più importanti dell'anno che sta finendo. L' esibizione viene spensieratamente recitata da gruppi di persone che indossano abiti da contadino ed attrezzi da lavoro in ricordo dell' avvenimento storico. Attualmente la festa del 26 dicembre ha perduto in parte il significato religioso, ma conserva quello beffeggiatorio nei confronti dei personaggi più in vista del paese. Per cui anche qualche giorno fa, la festa di Santo Stefano è stata rallegrata da un ricco programma. Su un grande palco allestito nella storica Piazza Plebiscito si è svolta una kermesse di ben nove gruppi di propagginanti che si sono esibiti divertendo e divertendosi: il gruppo “A Crianz” di Luciano Lavarla, “Padron i sott” di Domenico Mangini, “Cem, cem d rap i ciquer” di Vincenzo di Lorenzo, “I Zanniere i ce l’accumpagne” di Giampaolo Lippolis, “A fezz” di Vito Laterza, “La Zizzania” di Giuseppe Campanella, “U Ciuccnat” di Giovanni Pinto, “La Forbice” di Nicola Sabatelli e “U Patresen” di Daniele Sportelli. La piazza è stata rallegrata da un gioco di luci colorate che hanno illuminato la Chiesa di San Pietro ed il palazzo del Balì. Non solo propagginanti, ma numerose altre manifestazioni collaterali hanno riempito Putignano, tra le quali “Folklore di Sicilia” un’esibizione di musici e canterini sui caratteristici carretti siciliani di Misterbianco (CT), che si sono mossi per tutto Corso Umberto I. Si è trattato di un divertente incontro culturale tra le tradizioni popolari putignanesi e la cultura contadina etnea.Appuntamento quindi a Putignano per i numerosi eventi e festeggiamenti che continueranno per tutto il periodo di Carnevale.
Deborah Brivitello

Friendly Jazz: Roberto Ottaviano insegna


Interessante programma jazz quello andato in scena la sera del 28 dicembre al teatro Abeliano di Bari. Roberto Ottaviano ha presentato una lunga e gradevole kermesse musicale ad opera degli allievi del corso di Jazz del Conservatorio N. Piccinni di Bari. Molti di loro si stanno impegnando alla ricerca della propria identità musicale, ma alcuni forse l’hanno già trovata, almeno ascoltando la loro performance. Numerosi musicisti quindi si sono alternati e succeduti, emozionati e compiaciuti, supportati dalla presenza premurosa del maestro Roberto Ottaviano. Presente nel panorama musicale da più di vent'anni, il maestro Ottaviano (compositore, sassofonista, insegnante) ha fatto il suo debutto discografico nel 1983 e da allora ha accumulato innumerevoli consensi professionali. La sua prodiga esperienza lo ha portato a condurre clinics e seminari a Woodstock N.Y., nei conservatori di Mexico City, Vienna, Groningen ed in varie città italiane come Urbino, Cagliari, Firenze, Siracusa, Roma. Nel 1989 diventa titolare della cattedra di Musica Jazz presso il Conservatorio N.Piccinni di Bari. I suoi “seguaci”, giovanissimi e non, sul palcoscenico dell’Abeliano hanno dato un’ennesima prova di talento, in maniera responsabile e professionale. Durante il concerto Roberto più che di un insegnante, ha indossato i panni di una sorta di regista, di quelli visti nei documentari in bianco e nero. Così, seduto al buio, scrutava, sorrideva, temporeggiava, esaminava e introduceva i musicisti con una sorta di preambolo confidenziale, ironico e fortunatamente poco accademico. Un’originale maturità è stata espressa in diversi brani, certo non tutti! Ma gradevoli per esempio sono stati i pezzi affinati dal violino di Emanuela Lioy. Non solo musicisti interessanti, si sono apprezzate anche voci straordinarie, come quelle di Graziana Aceto, Emanuela Caputo e Cinzia Farchi che ha cantato l’appassionante brano “Bem que si quis”. C’è stato anche un difficile momento di commozione, quando Roberto Ottaviano ha ricordato Mariella Carbonara, valentissima vocalist, prematuramente scomparsa, proprio poche settimane fa. Un caloroso e sofferto applauso ha riempito il teatro. Colleghi ed amici le hanno dedicato il brano “Arrivederci” di Umberto Bindi. In definitiva, la kermesse musicale altro non è stata che una sorta di amichevole performance. La consacrazione professionale degli allievi è già in atto o comunque non tarderà ad arrivare, il maestro può dormire sonni tranquilli.
Deborah Brivitello

Reperto #01


In scena il 29 dicembre ore 21.00 nell’Auditorium della Cittadella della Cultura – Archivio di Stato – a Bari, lo spettacolo di teatro-danza dal titolo “Reperto #01” una produzione Kataklisma Teatro (Roma), di e con Elvira Frosini e con Giacomo Calabrese.Lo spettacolo “Reperto #01” è sorretto dalla regia di Elvira Frosini. Coreografa e danzatrice, regista e performer, Elvira ha intrapreso una suo viaggio all’interno di policromi linguaggi del teatro-danza giungendo ad un suo personalissimo lavoro del corpo quasi monocromatico per la pulizia nuda e rigorosa della rappresentazione. Portare il corpo in scena come pulizia e linearità, questa la sperimentazione del teatro della Frosoni. Così si legge che il lavoro da lei collaudato “attraversa e utilizza vari generi e sfugge programmaticamente ad una classificazione. Si concentra di volta in volta su linee e campi di ricerca, con il denominatore comune di una riflessione sulla comunicazione, sulla distruzione e ricostruzione temporanea del contesto, sulla fluttuazione del senso.” E poi ancora: “il lavoro sul corpo è nella direzione di un’ abbandono di schemi fissi, potenziale punto di deflagrazione”. Interessante produzione di una precisa elaborazione scenica “concettuale”. Giacomo Calabrese invece, coreografo e videomaker, forte della sua mimica facciale (oltre che del corpo), interpreta perfettamente la “fluttuazione del senso” sostenuta dalla regista. Interessante il quadro scenico di una plausibile fretta cosmica, avvalorata anche verbalmente con il ripetuto “E’ tardi adesso vado”. Lo spettacolo ben si integra nella location della Cittadella della Cultura di Bari, dove l’arte concettuale è espressione in tutte le sue convenzioni e aspetti. La rappresentazione peculiare e straordinaria dal punto di vista dell’intento, è risultata forse molto più apprezzabile dal punto di vista fotografico che dal vivo. Il cellophane in cui si è inglobati è assolutamente puro e schietto, la contaminazione umana e materiale è fotograficamente riuscita. Ottime luci ed ombre hanno completato la sostanzialità fisica ed allo stesso tempo astratta.Perfettamente assorbiti dal luogo notevolmente interessante, dove trova consenso il generoso bluff artistico-sperimentale, non è mancata la parte di pubblico arrivata con il solito ritardo “concettuale”, entrando anche a spettacolo già iniziato. Probabilmente sono concettuali anche le ridicole suonerie dei telefoni che squillano durante lo spettacolo. Dopotutto vista anche la gratuità (giusta) dell’evento, s’intuisce che questo progetto fa parte di un disegno culturale sostanziale finanziato da soluzioni concrete e tangibili. Allora appuntamento alla Cittadella della Cultura per altri eventi interessanti di arte concettuale. Il concetto di qualità però a volte si perde in qualche cartone, lasciato fuori, altrove.
Deborah Brivitello