PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

domenica 26 aprile 2009

Castellaneta (Taranto) - Tennis Fed Cup - Francesca Schiavone inarrestabile porta l'Italia in finale contro gli USA


FED CUP, EFFETTO NOVA YARDINIA

“Io questo pubblico lo amo. Grazie Puglia”.

Francesca Schiavone in sala stampa ufficializza il suo amore verso il tifo di Nova Yardinia, “complice” del punto decisivo, che ha portato l’Italia alla finale di Fed Cup. Per le terza volta consecutiva il polo turistico di Castellaneta porta bene alle “quattro moschettiere” azzurre, che oggi hanno battuto la formazione più forte al mondo del tennis.

A novembre l’Italia della racchetta affronterà gli Stati Uniti in una sfida inedita. La giornata si è aperta sotto una cattiva “stella”, visto che Flavia Pennetta aveva ceduto nettamente (0-6, 3-6) a Svetlana Kuznetsova, nella sfida tra numeri uno delle due squadre. Mai in partita la brindisina, che subiva la strapotere della nove mondiale, obbligata al successo per tenere in piedi la Russia sulla via della finale.

Ma la formazione di Shamil Tarpischev non aveva fatto i conti con la “leonessa” Francesca Schiavone, che alla fine di una maratona (due ore e cinquantaquattro minuti di gioco) ha allungato gli artigli sulla talentuosa minorenne Anastasia Pavlyuchenkova, superata con il risultato di 7-6 (9 i punti della milanese), 4-6, 6-2.

“Oggi penso di aver giocato nuovamente un buon match – dice la Schiavone – la Fed Cup mi fa sentire bene. Un conto è giocare un torneo da sola lontano da casa, un altro conto è affrontare la sfida davanti ad un pubblico caloroso e che si fa sentire”.

Sul 3-1 (due successi di Schiavone ed uno della Pennetta, tra ieri ed oggi) l’Italia ha in pratica messo in tasca il biglietto per la finale, nella quale affronterà il gigante americano, vincente a Brno per 3-2 contro la formazione di casa.

“Se avessi potuto scegliere – svela la Schiavone – avrei optato per la Repubblica Ceca. Ma la cosa più importante è essere nuovamente in finale”. Dopo Charleroi 2006, l’Italia tenterà il bis. Portando idealmente nella testa il calore di Nova Yardinia.

Intanto, chiuderà questa finale la tarantina Vinci, in coppia con la Errani, in un doppio pro forma contro la coppia russa Anastasia Pavlyuchenkova/Nadia Petrova. La tennista jonica va a caccia del nuovo record personale nella disciplina a “quattro mani”, ovvero centrare il tredicesimo risultato vincente consecutivo in Fed Cup.

sabato 25 aprile 2009

Castellaneta (Taranto) - Tennis - FED CUP - La Schiavone porta l'Italia 2 a 0 contro la Russia


FED CUP, NOVA YARDINIA PORTA BENE ALL’ITALIA
RUSSIA ANNICHILITA DA PENNETTA E SCHIAVONE

IN 4MILA SUGLI SPALTI A SPINGERE LE AZZURRE
DOMANI A CACCIA DEL TERZO PUNTO CHE VALE LA FINALE


Nova Yardinia porta bene all’Italia.
Il “rosso” di Castellaneta Marina lancia le azzurre alla caccia della finale della Fed Cup di tennis.

2-0 il risultato a favore della squadra di Corrado Barazzutti dopo la prima giornata. Al tondo 6-4, 6-0 della brindisina Flavia Pennetta in 67’ di gioco, è seguita la maratona vincente di Francesca Schiavone, numero 2 d’Italia, che ha battuto la leader russa Svetlana Kuznetsova, in due ore e ventinove minuti di gioco, regalando il doppio vantaggio alla squadra italiana.

1-6, 6-2, 6-3: questa la sequenza attuata dalla giocatrice milanese che, come avvenne due anni fa nella sfida con la Francia a Castellaneta Marina che poi regalò all’Italia l’accesso alla finale, si è rilanciata grazie all’effetto Fed Cup. Per la gioia dei quattromila dell’impianto di Nova Yardinia, che ha spinto dall’inizio alla fine le proprie giocatrici.

GRINTA SCHIAVONE Inizio duro per la Schiavone che alterna buoni colpi ad altri cattivi, dando la sua “guancia” all’avversaria che fila sino al 6-1. Ma la reazione è nell’aria, la battagliera Schiavone la concretizza nel secondo parziale, firmando il 6-2. La sfida si infiamma nel terzo set, che la Schiavone apre malamente, cedendo il servizio alla russa. Immediata la reazione dell’italiana, che si riprende il servizio a discapito della Kuznestova, per andare poi sul 2-1. Di seguito cresce l’intensità dell’atleta italiana, che con colpi spettacolari fila sul 4-2, per poi chiudere il match sul 6-3, rompendo un equilibrio snervante. Fuori causa l’avversaria, che per la delusione non offre alla Schiavone la mano a fine partita.

La mancanza di fair play non scalfisce la tennista azzurra, che invece evidenzia invece “l’ottima giornata dell’Italia”. La Fed Cup esalta la tennista, che a sua volta eccita il pubblico pugliese. “Ne sono felice, il calore ci ha aiutato” dice la Schiavone. E domani? “Domani è un altro giorno. Azzeriamo il cervello e tuffiamoci di nuovo nel match col fine del successo”.

Castellaneta (Taranto) - FED CUP, L’ITALIA PARTE BENE: 1-0 DI FLAVIA PENNETTA


GRANDE ENTUSIASMO SUGLI SPALTI DEL "NOVA YARDINIA"

Sotto il segno di Flavia. La tennista brindisina scalda subito la semifinale di Fed Cup Italia-Russia.

67 minuti di gioco bastano per “punire” Anna Chakvetadze, la numero 2 russa. 6-4, 6-0 il risultato che regala l’1-0 alla formazione di Corrado Barazzutti.

E’ la gioia dell’impianto del Polo turistico Nova Yardinia.

Esauriti i quattromila posti della struttura sita a Castellaneta Marina, dove turisti e fan del tennis si sono catapultati già da ieri. Passata la notte negli alberghi, già dalle ore 10 c’è stato l’assalto all’impianto con la terra rossa, che ha accolto i supporters giunti non solo dalla Puglia ma anche da più parti d’Italia. Dati che attestano la scelta azzeccata della location affacciata sul mar Jonio, che punta alla destagionalizzazione turistica.

A mezzogiorno poi la partenza della manifestazione internazionale. E’ spettacolo-Pennetta. La giocatrice è regolare e questo suo andamento costante infastidisce la numero 22 mondiale.

L’inizio della sfida è caratterizzata da break e contro break.

La russa sta davanti sino al 3-2, poi regala il sesto game denotando segni di leggerezza mentale. Flavia ne approfitta con carattere e tecnica. Sorpasso e volo sino al 6-4. Senza storia poi il secondo set. Per la gioia del pubblico di Nova Yardinia. “Ho giocato il mio tennis, l’ho fatto con intensità. Sono strafelice, spero che questo primo punto sia di buon auspicio”. Questo il commento della leader azzurra, numero quattordici nel ranking mondiale, che può goder di tifosi “personali” giunti da Brindisi, che espongono lo striscione della loro città.

Ora spazio al secondo singolare: Francesca Schiavone affronta Svetlana Kuznetsova. Domani aprirà il match tra le due numerro uno, Pennetta e Kuznetsova: quindi Schiavone-Chakvetadze; in chiusura il doppio Errani/Vinci contro Pavlyuchenkova/Petrova.

Per l’Italia si prospetta un’impresa davvero dura perché contro lo squadrone dell’Est, che negli ultimi cinque anni ha sempre portato a casa la Coppa tranne che nel 2006 quando hanno trionfato la azzurre (battendo il Belgio a Charleroi), nelle quattro precedenti occasioni non abbiamo mai vinto.

Così in TV: Rai Sport Più trasmetterà in diretta gli incontri.

sabato 11 aprile 2009

Bari – Alessandra Amoroso … prova decibel superata.


Sono le 17.15 di venerdì 10 aprile, mentre lentamente la processione dei Misteri avanza in via Melo in direzione della stazione, si intravede una piccola folla davanti alla libreria Feltrinelli.

All’ interno del megastore, un migliaio e forse più di adolescenti; l’aria condizionata al massimo non riusciva a refrigerare l’ambiente e con il passare del tempo l’atmosfera si riscaldava sempre più.
All’esterno gli uomini della sicurezza bloccavano ed impedivano l’accesso ai tanti che volevano entrare, poiché dentro non c’era più spazio vivibile.

E’ vero non vi abbiamo ancora detto chi è il personaggio misterioso che ha mosso cosi tanti giovanissimi (la più grande non superava i quattordici anni), che già da mezzogiorno, chi accompagnate dalle nonne o chi dalle amiche del cuore, avevano preso posizione all’interno della libreria per poter stare in prima fila e vedere e farsi vedere dalla loro beniamina.

Sveliamo l’arcano.

Altri non è che la vincitrice dell’edizione 2009 di Amici, Alessandra Amoroso, ospite per l’appunto ieri pomeriggio alla Libreria Feltrinelli di Bari, dove ha firmato con dedica le copie del suo primo album Stupida (Sony) contenente brani inediti e alcuni cavalli di battaglia proposti durante il programma di Canale 5.

(Per informazione si poteva accedere all’incontro solo dopo aver comperato il CD, ad un prezzo popolare di 9.90 € e ottenuto dalla cassa un braccialetto, che attestava l’avvenuto acquisto, questo secondo un accordo tra la Sony e la Feltrinelli).

Devo ammettere che ho compreso il perché della Feltrinelli, che ha voluto premunirsi almeno in parte i danni materiali che la marea di assatanate ragazzine .. ine … ine avrebbero procurato.
Un po’ meno la Sony.

L’ appuntamento previsto per le 18.30, a causa del caldo e dell’aria irrespirabile e per evitare che qualcuno potesse collassare è stato anticipato alle 18.00.

Indescrivibile quello che è accaduto quando la giovane salentina ha varcato porta.

Per buoni dieci minuti abbiamo dovuto sopportare le urla impazzite delle piccole fan scalmanate che hanno superato di gran lunga la sensibilità dell’orecchio umano.
Alessandra Amoroso si commuove per tanto affetto, si asciuga le lacrime che le rigano il viso e raccoglie i peluche che le lanciano. Il tempo passa e non sa cosa fare, perche le grida incessanti non finiscono e non riesce nemmeno a parlare.

Così le suggeriscono : “inizia a cantare” ed intona il brano “Immobile”.

La voce nera di Galatina, così è stata soprannominata Alessandra, in questa occasione non si è potuto ascoltarla, perché sovrastata da quella dei giovani presenti che cantavano il pezzo a squarciagola.
La moltitudine dei juniores non si è per niente placata e gli uomini della sicurezza sono dovuti più volte intervenire per frenare questa marea che inesorabilmente avanzava superando le barriere per accerchiare sempre più la loro beniamina, incuranti del pericolo e facendo cadere anche le grandi casse acustiche.

Molte per poterla vedere e scattare delle foto, negligentemente sono saliti su gli scaffali dei libri e più volte i responsabili della Feltrinelli sono dovuti intervenire, per farli scendere.

Al termine del brano musicale la cantante ha autografato con dedica i Cd.

E’ nata una stella?
Speriamo non sia solo una meteora.

Anna deMarzo

giovedì 9 aprile 2009

BARI – Le verità di Marco Travaglio


Le parole di Marco Travaglio sono sempre emblema di una verità evidente, palese che però, inspiegabilmente, dai più, viene celata o modificata.

Il suo intervento di ieri all’interno dei locali della Libreria Laterza è frutto della sua rinomata notorietà e del desiderio di far luce sugli eventi che contraddistingue il fare del giornalista Travaglio.

Introdotto e supportato da Domenico Castellaneta –la Repubblica- Marco Travaglio ha discusso su argomenti disparati, con la sua solita ironia pungente, con il suo fare irriverente e con la grande padronanza e conoscenza degli eventi è riuscito a catalizzare l’attenzione del nutrito ‘uditorio’ barese.

Punto focale del discorso è la legalità, intesa come questione non solo di convenienza economica ma soprattutto come, e in particolare in questo momento di tragedia, questione di vita o di morte.
“Il 70% di centri urbani è a rischio sismico e solo il 18% degli edifici sembra essere a norma –afferma Travaglio- la questione ha delle basi radicate e comprende molte parti d’Italia e non semplicemente l’Abruzzo”.

La sua attenzione per tanto si sposta su un’analisi generale che comprende la costruzione di edifici come il nuovo padiglione dell’ospedale di Caltanisetta, mai portato a termine, perché sorretto da materiali non idonei (si è parlato di fango!!) o comunque da un quantitativo anomalo di cemento rispetto agli inerti.
“Il cemento utilizzato è ‘disarmato’ invece di essere ‘armato’, così da poter dare il via libera alle imprese che si trovano a risparmiare grandi cifre, ai fondi neri, all’evasione fiscale e, cosa peggiore, così facendo, si mettono a rischio vite umane”.

“Nessuno è colpevole dei terremoti, ma la responsabilità sono di chi costruisce nei posti sbagliati e delle amministrazioni”. Noi però sembriamo accecati da altro, i giornalisti, secondo Travaglio, si occupano di altre questioni, attirando l’attenzione del fruitore su argomentazioni futili e spesso inutili e non sulle vere cause o problematiche.
“La presenza del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nei luoghi terremotati dell’Abruzzo, è perfetta –continua Travaglio- lui ama essere presente, ama essere tra la gente, ama dare questa parvenza d’efficienza…ma tanto i lavori dei soccorritori proseguirebbero ugualmente!!
Lui è un pubblicitario, sa fare pubblicità e soprattutto di se stesso. Tutti gli eventi e le presenze da parte dei rappresentanti dello Stato in Abruzzo, sembrano avere un che di costruito: come la Carfagna che si è presentata con un’immagine diversa..con golfino e senza trucco!!”

Per tanto secondo Travaglio i giornalisti dovrebbero soffermarsi sul perché dei mancati collaudi degli edifici pubblici e sulle implicazioni politiche invece di catalizzare l’attenzione sul Presidente del Consiglio.

“A questo punto se il terremoto fosse avvenuto tra tre anni, dopo l’attuazione del ‘Piano-Casa’, gli edifici che fanno già schifo cosa avrebbero subito con un surplus del 30%!?.
Lo stesso Fitto (che Travaglio è incerto se definire ministro!!!) ha affermato che si prenderà una pausa di riflessione sul Piano-Casa….e meno male!”

Si è parlato molto, si è discusso della tragedia che ha colpito il centro Italia negl’ultimi giorni, ma, anche, di quanto sia importante sottolineare il fondamentale ruolo che i giornalisti hanno o che per lo meno dovrebbero avere.
L’informazione è l’unico mezzo in grado di fornire la veridicità di quanto accade ma sembra ormai merce rara ed è – secondo Marco Travaglio- un grosso demerito di chi dovrebbe fare questo mestiere.
“Molti giornalisti iscritti all’ordine credono che basti ciò per essere dei Giornalisti; prima ero solito ritagliare dai quotidiani articoli interessanti...oggi lo faccio di rado!”
“I giornali, in fondo, vendono ciò che si meritano di vendere, esiste la differenza tra la ‘fuffa’ e la notizia e fortunatamente ci sono ancora persone in grado di cogliere questa differenza. Le notizie in Italia ci vengono fornite nella loro interezza dopo anni, quando ormai non interessano più”.

Un excursus, il suo, degli eventi salienti dell’ultimo periodo citando ovviamente anche la strana ‘fobia’ per i rumeni subentrata in una frangia italiana o, ancora, il tanto discusso caso CAI (Compagnia Aerea Italiana).

Uno squarcio sulla società odierna...visto con gli occhi di chi non ha timore di dire la verità!

Luana Martino

giovedì 2 aprile 2009

Bari - Pareggio 1-1 per Trapattoni e i folletti verdi dell'Irlanda contro i magici dell'Italia di Lippi


Ancora un arbitraggio più che discutibile: un’Italia favorita in Montenegro sulla mancata espulsione di Cannavaro su Iakonvic (fallo da ultimo uomo) è stata pesantemente penalizzata dall’avventata e discutibile espulsione di Pazzini.

Ancora un’Italia troppo piccola per essere bella: la Nazionale in assetto da nuovo restayling (Pazzini, Pepe, Palumbo, Brighi), esce dallo stadio di San Nicola di Bari con quell’illusione della rete di Iaquinta al 10’ minuto in inferiorità numerica, e già, si sarebbe potuto gridare a “Grande Italia”. Erano passati solo tre minuti, quando i Campioni del Mondo si sono visti sventolare sotto il naso un cartellino rosso da parte dell’arbitro Stark, venendo così alla repentina ritirata sotto la doccia del sampdoriano Pazzini, per una gomitata ai danni di O’Shea, che sanguinolento ha turbato l’animo del direttore di gara Stark. Così il 4-3-3 disegnato da Lippi a fischio iniziale diventa inesorabilmente un 4-4-1, mentre Trapattoni con un cambio al 25 minuto stravolge il suo 4-4-3 proponendo subito un 4-3-2-1, sostituendo Keogh per un più possente Folan in posizione centrale, dando più movimento.

L’Italia è costretta a giocare una partita in salita, tutta cuore e sentimento, ma con Pirlo riesce a fare dei miracoli, è suo il passaggio che ha portato in gol un Iaquinta risuscitato e sacrificato, che ha dovuto optare il suo gioco più sulla profondità, da vera unica punta, che non su esterno, lasciando così ampi spazi sulla fascia. Pirlo scucchiaia a sinistra per Grosso, l’esterno va sul fondo e appoggia morbidamente al centro, dove Iaquinta gira in rete di piatto da pochi passi, lasciando il portiere Given di stucco. Un Iaquinta instancabile, che si ripropone al 37 minuto del primo tempo con una sgroppata in ripartenza lungo la destra, cinquanta metri di corsa in progressione prima di mettere al centro per Dossena (aveva sostituito Pepe al 10’ del 2° t.) che in ritardo manca lo specchio della porta.

Tutto il primo tempo si gioca con lanci corti da parte dei padroni di casa e pochissima inventiva da parte degli ospiti. Le azioni da gol sono merce rara, rarissima, anche se il possesso di palla vede in maggioranza l’Eire. Possiamo anche dire che nel primo tempo il centrocampo ha funzionato egregiamente grazie a un Pirlo in grande forma, che ha fatto sì di non rimpiangere quell’espulsione, cercando di mantenere il possesso di palla e spostare gli equilibri. Unico tiro pericoloso da parte dell’Irlanda, giunge al 40° minuto, facendoci ricordare del grande portiere qual è Buffon: Hunt si accentra dalla destra e calcia di controbalzo col sinistro dai venti metri, sulla sua botta il portiere juventino mette in corner con un colpo di reni degno della sua fama.

Sotto una pioggia torrenziale si ritorna negli spogliatoi per rivedere tattiche e rianimare animi. Il primo colpo di scena ci viene donato dall’allenatore azzurro, che propone un cambio in formazione, fuori Pirlo (?) dentro Palumbo. La partita riprende senza troppi sussulti, il catenaccio italiano pare reggere bene i colpi, più insistenti da parte degli irlandesi. Il secondo tempo vede più le sostituzioni che un vero gioco. Al 7° minuto di gioco, Trapattoni fa uscire un insignificante Andrews, per un più consistente Gibson, due minuti dopo anche Lippi sostituisce Pepe per un più difensivo Dossena, ma il pubblico inizia a rimpiangere un Pirlo, che in panchina contrariato guarda accigliato il prosieguo del match. All’undicesimo minuto altro colpo di scena, l’arbitraggio di Stark tituba ancora, un velenoso pallone di Doyle per Hunt, vede costretto Buffon ad uscire per chiudergli lo specchio della porta, forse un’uscita fallosa l'intervento del nostro numero 1 ma per Stark non è rigore.

A metà del secondo tempo è iniziato il gioco dei cartellini gialli da parte di Stark: prima ammonizione per Grosso al 19° minuto, dopo solo 10 minuti è la volta dell’Irlanda con l’ammonizione di McShane su contrasto con Iaquinta, quest’ultimo è ammonito dopo solo sei minuti per protesta e per finire, altri due minuti di gioco e anche il centrocampista De Rossi vede sventolarsi amaramente il cartellino giallo, che lo vedrà fuori dal match contro la Georgia. Mancano pochi minuti alla conclusione del match e già fra tifosi e squadra si pensa ad una vittoria che avrebbe visto la Nazionale Italiana promossa ai prossimi mondiali 2010. Ma la beffa giunge al 43° minuto, dopo un stop di gioco per un infortunio su Cannavaro, la squadra azzurra rilancia come da fair play la palla agli avversari.

Il portiere Given si impegna sul rilancio, calciando il pallone direttamente nell’area azzurra, lì ad attendere il lancio Folan che prontamente la passa a Keane che di prima calcia nell’angolo basso alla sinistra di Buffon. I cinquemila tifosi irlandesi sono in visibilio, mentre i 52 mila italiani sono ammutoliti. Il triplice fischio di Stark giunge al quarto minuto di recupero. Italia-Irlanda 1-1. Ottavo girone di classificazione vede l’Italia a 14 punti e l’Eire a 12.

(nde) Nel nostro piccolo vogliamo raccontarvi la partita oltre che con le parole anche con le immagini della photogallery di Egidio Magnani

Anna Furlan