PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

giovedì 27 marzo 2008

Bari – Batte forte il cuore delle fan per il loro idolo … Gigi D’Alessio


Gremito all’inverosimile il Teatro Team di Bari per la prima serata che il cantautore Gigi D’Alessio concede al pubblico del capoluogo pugliese.

Per il tour del 2008, il cantante sceglie una formula innovativa, infatti, ha deciso di trasformare le tante date italiane in un lungo ‘viaggio’ teatrale: “A gentile richiesta… Mi faccio in quattro -per voi”.
Uno spettacolo ogni sera unico, in cui è il pubblico a decidere la scaletta. L’artista è stato, infatti, anche per l’esibizione di ieri a disposizione della platea che ha potuto richiedergli canzoni a scelta dal suo vasto repertorio.

Ma prima ancora che tutto abbia inizio..
Il pubblico è in fermento e aspetta l’arrivo del suo idolo..ogni volta che si sente solamente pronunciare il suo nome subito urla assordanti si spandono per tutto il teatro.
Sono circa le 9e30 quando ha inizio il concerto che si apre con ‘Apri le braccia’ e già dalle prime note bambini, giovani e meno giovani intonano le parole del brano.

In seguito si procede all’estrazione per decretare coloro che potranno scegliere le canzoni da ascoltare, come se avessero a disposizione una sorta di juke-box umano (come si è auto definito l’artista).
Si parte con le prime richieste: ‘Non mettermi in croce’, ‘Le Mani’, ‘Una notte al telefono’ e ‘Napoli’ apprezzate dai fans che ovunque agitano cuoricini fluorescenti, indossano bandane con la foto del loro beniamino e cantano a squarcia gola.
Le brevi pause che D’Alessio si concede tra una serie di canzoni e l’altra sono finalizzate all’interazione con il pubblico che non perde occasione per applaudire ad ogni sua affermazione.
Si continua, poi, con ‘La forza delle donne’, ‘L’amore che non c’è’, ‘Baila’ e con la famosa ‘Non dirgli mai’.

Dopo questi pezzi Gigi D’Alessio legge qualche messaggio che i suoi fans gli hanno fatto pervenire o si sofferma su i tanti cartelloni che stringono alcune ragazze della platea.
Qualche minuto ancora dedicato all’estrazione e si riparte con ‘Quel che resta del mio amore’, ‘Sei importante’, ‘Non c’è vita da buttare’ che è stata scritta per incitare i ragazzi a non sprecare la vita; ed a concludere la serie di quattro canzoni arriva: ‘Una volta nella vita’.

Si susseguono altri brani come: ‘Tu che ne sai’, ‘Io vorrei’, ‘Il cammino dell’età’ e ‘Non mollare mai’. Per quest’ultima un ospite particolare è salito sul palco per accompagnare il cantautore, si tratta di Luca Mongelli, un ragazzo barese costretto su una sedia a rotelle dopo una tragica storia. Già da tempo D’Alessio si sta interessando a Luca e continuamente sensibilizza il pubblico affinché possa donargli qualcosa che lo aiuti per la costosissima operazione alla quale deve sottoporsi.
Dopo questo momento che ha emozionato e commosso molti dei presenti si continuano a cantare altri brani come: ‘Un cuore malato’, ‘Dove sei’. ‘Miele’ e ‘M’innamorerò sempre di te’.

Ed è così che Gigi D’Alessio riesce a coinvolgere il pubblico fino all’urlo delirante e a ricreare un’atmosfera familiare raccontando storie comuni e semplici.
Sarà probabilmente questo il segreto del suo enorme successo, D’Alessio è in grado, con le sue sonorità pop, di raggiungere un vasto pubblico che spazia per età e per località.
La sua musica, infatti, pur prendendo forma dalla canzone napoletana e, in particolare da Mario Merola, non viene seguita solamente nell’ambiente partenopeo.
Il ‘fenomeno’ D’Alessio è consapevolmente inglobato nelle regole della comunicazione popolare che lo portano a cadere nella facile retorica dei sentimenti. E’ capace (a quanto pare senza sbagliare i tempi) di raccontare storie di tutti i giorni, spaccati di vita reale su melodie, alcune volte sdolcinate ed altre solide che arrivano ai più perché semplicemente orecchiabili e dirette.

Incredibilmente, Gigi D’Alessio riesce ad essere apprezzato e letteralmente amato da un numero strepitoso di fans che, vedendo i successi dei suoi tour, difficilmente lo abbandoneranno e quindi… non ci resta che aspettare la replica di stasera e tutte le prossime date!!

Luana Martino

giovedì 20 marzo 2008

Bari – ‘Belle anime porche’ : Una storia quindi forte e toccante ma mai…mai triste


Presentato ieri nei locali del Megastore Feltrinelli il romanzo ‘Belle anime porche’ di Francesca Ferrando, giovane scrittrice torinese che si è costruita negli anni un’immagine originale e poliedrica.

La Ferrando, infatti, non è consona alla scrittura ma spazia tra vari impegni sia a livello artistico che in ambito universitario ma si è ritrovata, sostenuta dalle molte esperienze, a dar vita ad un romanzo forte e di grande impatto.

‘Belle anime porche’ autoprodotto, poi pubblicato da Mimesis/Pressutopia, approda in Kowalski dopo essere diventato un autentico caso letterario ed emblema del fine secolo caratterizzato da temi diversi, da un linguaggio proprio e da uno ‘slang’ specifico.

Nel romanzo di Francesca tutto ciò si evince in modo chiaro ed omogeneamente distribuito nell’intero racconto, infatti, la storia della giovane Terry e il suo modo di esprimersi sono frutto di un mondo che ci appartiene e che viviamo quotidianamente.

A spiegarci meglio, durante l’incontro, come ha preso forma il libro, (oltre all’autrice) Michele Casella che associa il lavoro di Francesca Ferrando ad un fumetto underground dove il racconto si evince per immagini e immediatezza.

Sembra essere proprio questo lo scopo della scrittrice: colpire ed imprimere immagini istantanee nella mente del lettore per materializzare le dure esperienze che la protagonista deve affrontare.
La storia è forte e penetrante, il linguaggio ‘scurrile’ e spesso sgradevole in grado di sottolineare l’assurda storia che Terry deve affrontare ma lei, comunque, reagirà sempre (e ciò si percepisce di continuo nel libro) con ironia essendo pronta a sorridere agli eventi della vita.

Una storia quindi forte e toccante ma mai…mai triste che aiuta Terry ad evolversi e ad acquisire un bagaglio culturale dettato dalle continue esperienze.
Proprio per il suo impatto ‘Belle anime porche’ è risultato fortemente cinematografico e, infatti, è già in lavorazione un film tratto dal romanzo.

Con la sua struttura veloce, con una paratassi diretta e con un connubio di sesso, violenza, satira e dolcezza il romanzo sta pian piano conquistando i lettori (sono state già vendute 2000copie) che, se prima potevano rintracciare il testo solo tramite l’autrice, oggi, dopo la faticosa strada editoriale italiana, possono trovarlo facilmente…buona lettura!!

Luana Martino

mercoledì 19 marzo 2008

Bari - La 'Musica in testa' di Giovanni Allevi incanta il pubblico barese


Allevilive tour 2008 –Fiera del Levante di Bari (Spazio 7) - 18 marzo 2008


L’anima attraverso le dita. Sono trascorsi ben dieci anni di attività per Giovanni Allevi, compositore marchigiano classe 1969, dall’esordio del suo album per piano solo “13 dita” edito nel 1997 dall’etichetta Soleluna di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti e prodotto in studio da Saturnino .

Dieci lunghi anni nei quali il musicista definito dalla stampa internazionale il “Mozart del 2000” ma anche il “genio italiano del pianoforte” ha saputo confrontarsi con il pubblico delle grandi platee dei concerti rock, in rassegne concertistiche di musica classica e nei festival jazz, suonando nei più prestigiosi palchi di tutto il mondo dal mitico “Blue Note” di New York, al “Hkapa Concert Hall” di Hong Kong registrando in breve tempo il tutto esaurito.

Numerosi i riconoscimenti ottenuti, dal “Bosendorfer Artist” di Vienna nel 2005 al premio “Recanati Forever per la musica” fino al Premio Carosone, al Magna Grecia Awars Menzione Speciale Giovanni Paisiello e al “Riccio d’Argento” di “Fatti di Musica”, la rassegna del miglior live d’autore diretta da Ruggero Pegna.
E sold out è stato anche la tappa barese dell”Allevilive tour 2008” (organizzata dalla Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari) che, partito dalla città natale (Ascoli Piceno il 24 febbraio scorso), ha ieri toccato il capoluogo pugliese nello Spazio 7 della Fiera del Levante .

Il tour, prende il nome dall’omonimo album del compositore marchigiano, una sorta di raccolta delle composizioni più note tratte dai quattro album di Allevi per pianoforte solo (“Composizioni” pubblicato nel 2003, “ No concept” del 2005 e “Joy” pubblicato nel 2006) ed il brano inedito “Aria”.
Alle ventuno circa il pianista marchigiano con la sua cascata di riccioli scuri che ti fa pensare un po’ ad un personaggio dei fumetti, si presenta dinanzi all’eterogeneo pubblico barese nella sua solita tenuta concertistica : occhiali rossi, jeans, felpa e scarpe da ginnastica .

Un breve prologo di presentazione pronunciato con tono sommesso per dare poi il via alla Musica, che spesso riesce a comunicare più di ogni singola parola.

Chino sul pianoforte, quasi a ricercare una simbiosi perfetta con lo strumento, il “filosofo del pianoforte”( è infatti laureato in filosofia) incanta i suoi fans riuscendo a coinvolgere le corde più profonde del cuore di ogni generazione con un tocco pianistico a volte lieve e delicato, a volte più greve ed articolato. Ogni brano è preceduto dalla narrazione di brevi episodi legati ad eventi particolari accaduti nella sua vita, ma quello che traspare dalla personalità di Giovanni Allevi e dalla sua musica è la forza della fragilità di un uomo dotato di un talento innato, frutto di grande fatica e di studi accademici (è infatti diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “F.Morlacchi” di Perugia e in Composizione al Conservatorio “G.Verdi” di Milano) ma soprattutto di una genialità comunicativa che nell’essenzialità e semplicità delle sue composizioni ritrova il suo valore aggiunto
Giovanni Allevi fugge da ogni definizione, il suo linguaggio nasce da una idea musicale che viene poi sviluppata in modo rigoroso, quasi maniacale, senza però cadere in un concettualismo fine a se stesso.

Una musica che lui stesso ama definire “musica classica contemporanea”, intesa come espressione del proprio tempo ma che ama confrontarsi con la tradizione classica del passato.
Ad aprire il concerto, il primo brano composto in assoluto dal musicista ancora in età adolescenziale dal titolo “Japan”, onirico e malinconico, a cui seguirà un Bach in discoteca (“Sogno di Bach”),“Il Nuotatore”(ispirato al suo rapporto con l’acqua, capace di farlo rilassare e perdere l’ossessione che a per la perfezione) e “Scherzo n.1”, trascritto dalla musicista giapponese Nanae Mimura in una versione per sola marimba e riproposto al teatro di Tokyo ed alla Camelie Hall di New York.

Seguiranno la dolcissima “Luna”, la solare “Monolocale 7.30 a.m”(entrambi tratti dall’album “Composizioni”), in un crescendo di emozioni e poesia, ed i brani tratti dal fortunato ”No concept ”(2005) nato dall’esperienza di vita americana : “Go with the flow”, “Qui danza” nel quale anche la bellezza di una rosa diventa specchio dell’infinito e “Notte ad Harlem” .

Si giunge così al termine dell’entusiasmante concerto, con “Panic” che apre “Joy”(2006) ispirato da un’attacco di panico al ritorno dall’Oriental Center di Shangai, “Jazzmatic” e “Back to life” che al pubblico Allevi spiega così:”Ho scoperto che la mia fragilità è la mia grande forza, ed è stato come tornare a vivere, a respirare”. E’ la volta poi del brano ricco di dissonanze stravinskyane “L’orologio degli dei “, che trae una sua spiegazione filosofica nel fatto che ogni battito animale o umano ha origini divine” ed il romantico “Il bacio”(ispirato all’omonimo quadro del pittore austriaco Gustav Klimt). Acclamato a gran voce dal pubblico, dopo aver salutato e ringraziato gli organizzatori del concerto, Giovanni Allevi, regala due bis :”Come sei veramente”, utilizzato dal regista Spike Lee come colonna sonora per lo spot pubblicitario della Bmw e l’essenziale e melodico “Aria”, manifesto se si vuole della sua idea di composizione dai tratti marcatamente minimalisti .

Standing ovation e pubblico letteralmente in delirio, Giovanni Allevi, come un folletto impazzito si allontana dal palco, ma la sua musica rimane nei cuori di tutto coloro che ne hanno goduto l’incanto .

Claudia Mastrorilli

domenica 16 marzo 2008

Andria (Bari) – Trasportati in un mondo parallelo dai Subsonica nell’unica data pugliese


Sono le 21 e 30 circa quando, ieri sera, ha inizio la performance live dei cinque ragazzi torinesi al Palasport di Andria.

I Subsonica tornano con il tour 2008 per presentare il nuovo album ‘L’Eclissi’ e scelgono la provincia pugliese come unica data regionale.
Si apre il quinto capitolo della loro carriera che, dopo ‘Terrestre’, sembra riproporre le inconfondibili sonorità che contraddistinguono il sound dei Subsonica.

Aprono il concerto con ‘Veleno’ (primo pezzo dell’album) che subito entusiasma l’intero palazzetto gremito ed esaltato.
Già dal primo ‘attacco’ un turbinio di note e luci scaraventano il pubblico in un mondo parallelo dove la tecnologia e l’elettronica hanno il sopravvento.

Si susseguono brani come ‘Piombo’, ‘Alta voracità’ e ‘Canenero’ che riprendono i ritmi ai quali eravamo stati abituati con i lavori precedenti (‘Amorematico’ e ‘Microchip emozionale’) anche se già si avverte il nuovo gioco di suoni che da spazio a incroci ritmici diversi.
L’elettronica innovativa che si respirava nei primi album sembra aver lasciato il posto ad un sound più vicino a quello che si respira in discoteca o, per altri pezzi come ‘Il centro della fiamma’, a ritmi incalzanti da ‘rave’.

Il tutto comunque finalizzato a rendere la performance live eccitante e perfetta per trascorrere due ore ballando e, avvolte, ‘pogando’ sfrenatamente.
Il momento di maggiore esaltazione, però, giunge quando Samuel, Boosta, Nijia, C-Max e Vicio ripropongono pezzi atavici come: ‘Colpo di pistola’, ‘Sole spento’, ‘Il cielo su Torino’ …e, immancabilmente, ‘Liberi tutti’ che per la forza d’impatto avrebbe potuto chiudere l’esibizione.

Invece, dopo qualche minuto di attesa, ecco i Subsonica tornare sul palco e proporre un altro nuovo brano ‘Alibi’, questa volta Samuel e C. sono dietro una sorta di rete che proietta luci e immagini avveniristiche che sembrano quasi inglobarli e penetrarli.
Una scelta innovativa e davvero apprezzata dal pubblico, quella di trasformare un concerto in qualcosa di esaltante che, come è tipico del gruppo, riesce a fondere una voce così avvolgente come quella di Samuel a ritmi digitali.

I Subsonica continuano a proporre dei lavori stilisticamente ambiziosi, con suoni caldi e curati (anche se i veri fans preferiscono ancora le ‘abituali’ sonorità) che ancora una volta hanno reso significativa e indimenticabile la loro esibizione…non resta quindi che attendere impazienti il prossimo tour!!

Luana Martino

venerdì 14 marzo 2008

Conversano (Bari) – ‘Dalla pelle al cuore’ Antonello Venditti … incanta e travolge come un fiume in piena


13 marzo…ore 21,20…le luci della platea si spengono…il palco s’illumina…partono le prime note di “Dalla pelle al cuore” …prende così il via il concerto di Antonello Venditti al Pala San Giacomo di Conversano.

Seconda tappa di un tour che nasce a Padova, dove l’amato cantautore romano ha festeggiato il suo 59° compleanno, l’”Antonello” nazionale ha incontrato un pubblico di circa 4.500 fans d’ogni età, entusiasmando gli animi con sonorità vecchie e nuove, già dalle prime note.

La scaletta di 21 brani ha mescolato, ai classici del suo repertorio, vere icone della canzone italiana come “Giulio Cesare”, “Ci vorrebbe un amico”, “Stella”, “Benvenuti in Paradiso”- tanto per citarne alcuni -, i nuovi brani tratti dal fortunato ultimo album uscito in commercio lo scorso 16 novembre.

Sul grande palco illuminato da una gigantesca “A”, il cantautore si è accompagnato ad una band di musicisti di grande prestigio: Fabio Pignatelli al basso, Alessandro Centofanti e Danilo Cherzi alle tastiere Sandy Chambers e Julia Helen St. Luis come coriste, Derek Wilson alla batteria, Giovanni Di Caprio, Maurizio Perfetto e Toti Panzanella alle chitarre, Amedeo Bianchi al sax.

Durante le 2 ore di concerto Antonello ha voluto dedicare a tutte le donne la sua “Sara”, una delle sue più belle e romantiche canzoni, che pur vantando trent’anni d’età, è più che mai attuale perché - come dice lo stesso cantautore – quell’uguaglianza tra i sessi che negli anni ’70 sembrava ormai raggiunta, oggi nel 2008 deve ancora compiersi pienamente in ogni parte del Mondo.

Il cantautore ha dimostrato una vitalità artistica per nulla affievolita dal tempo e la grande passione con la quale interpreta le sue canzoni non può che travolgere come un fiume in piena.

Egli resta uno dei più grandi interpreti della canzone italiana che, come i campioni dello sport e della musica , non può e non deve permettersi di tradire il suo pubblico. Purtroppo non è sempre facile per un campione - dice Antonello – mantenere fede a questo impegno ed essere un giusto esempio. Così dedica ai campioni che non ce l’hanno fatta, come Di Bartolomei, Pantani e Tenco, la sua “Tradimento e Perdono” ed invita tutti a perdonare questi “cattivi esempi”. In fondo però i campioni non esistono perché ognuno è il vero campione di se stesso!

Alle 23,30, sulle note di “Ricordati di me”, termina questo indimenticabile concerto, “Indimenticabile” com’è il brano tratto dal suo ultimo album “Dalla pelle al cuore”.

Alla prossima, dunque, caro Antonello! La nostra Terra ti aspetta per altri magici concerti in tua compagnia…!

Angela Ronchi

mercoledì 12 marzo 2008

Barletta (Bari) – ‘Vicky love’ tour 2008: Biagio Antonacci torna in Puglia


Prosegue il tour 2008 del cantautore italiano Biagio Antonacci che ritorna in Puglia con il ‘Vicky Love’ live presentato al Paladisfida di Barletta.

Ancora una volta il pubblico pugliese non delude le aspettative dell’artista e, ieri sera, si riversa numeroso e in fermento per assistere alle 2 ore (e più) di performance.

Palloncini colorati a forma di cuore, striscioni e luci fosforescenti fanno da supporto alle grida e all’esaltazione dei fans.
Ecco che Biagio sale puntualissimo sul palco e, dove aver presentato i suoi musicisti: Saverio Lanza e Marcella Menozzi alle chitarre, Fabrizio Morganti alla batteria, Mattia Bigi al basso e Lorenzo Tommasini alle tastiere, inizia il concerto sulle note di ‘E’soffocamento’.

Il ‘Vicky love’ tour, che prende il nome proprio dal suo ultimo lavoro, è un modo per far riascoltare al suo pubblico, non solo i nuovi brani ma tutti i successi che hanno reso Biagio Antonacci così celebre.
Sembra che il ‘solito’ vecchio pop italiano non finisca mai di esaltare e di emozionare e così i fans, per tutta la durata della serata, hanno intonato le parole di ‘Sappi amore mio’, ‘Quanto tempo ancora’, ‘Non ci facciamo’, ‘La stanza rosa’.
Ma il tour 2008 è l’occasione che l’artista ha voluto per far riascoltare brani come: ‘Iris’, ‘Le cose che ho amato di te’, ‘Convivendo’, ‘Pazzo di lei’ e ‘Se io se lei’ .
L’intento del cantante non è solo questo però, ha, infatti, la voglia, e lo ha dimostrato bene ieri sera, di avere un contatto con il suo pubblico.
Nei suoi concerti cerca un’iterazione, per quanto possibile, uno scambio di emozioni tra lui e chi lo ascolta. Certo fa sorridere il fatto che, durante l’esibizione a Barletta, abbia scelto degli argomenti poco inerenti alla musica e forse un po’ troppo ‘qualunquisti’ (come la politica e il calcio).
I suoi fans, però, hanno apprezzato e sostenuto ogni parola o gesto del loro idolo che, rispolverando le sue esperienze musicali del passato, sembra essere pronto per un nuovo imminente futuro.

Appassionante e romantico Biagio Antonacci compie questa sorta di excursus nella sua carriera, continuando ad emozionare e fare il tutto esaurito (anche se il prezzo del biglietto non è certo modico!!) con questo progetto, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Iris.

Luana Martino

martedì 11 marzo 2008

Bari - “Hair”: l'alba dell'era dell'Aquarius appassiona il pubblico del Teatroteam


E' andato in scena l'8 ed il 9 marzo al Teatroteam di Bari lo spettacolo “Hair - The tribal love rock musical”.

Produzione del Teatro Colosseo di Torino, del Politeama di Genova e del Teatro Smeraldo di Milano. Direzione musicale di Elisa, coreografie di David Parsons, regia di Giampiero Solari. Con Gialuca Merolla, Attilio Fontana, Alberto Galetti, Tia Architto, Bianca Arndt, Katlin Mesh, Kate Kelly, Samuel Jordan Jakson, Francesca Isabella Ciampa.
Sono ormai trascorsi quarant'anni da quando il musical “Hair” è partito dalla Grande Mela per propagarsi in maniera tonante in tutto il mondo.

Hair è un'icona americana, una sorta di avanguardia di ritorno (ciclico), il simbolo di una volontà di pace e di ribellione psichedelica poetica, di grande significato, ma al tempo stesso anche pletorica: “quando la Luna entrerà nella settima casa e Giove si allineerà con Marte allora la pace guiderà i pianeti e l'amore guiderà le stelle”.

Ed ecco l'alba dell'era dell'Aquarius.
Le note inconfondibili della mitica canzone “Aquarius”, interpretata magistralmente da Tia Architto, ha dato il via in maniera esilarante alla straordinaria serie di musiche attese dal pubblico.

Dopo il video di alcune immagini che raccontano l'incontro del regista Giampiero Solari con il mitico sceneggiatore James Rado, la partenza dello spettacolo è ineccepibile, le musiche e tutti gli artisti in scena che cantano Aquarius fanno ballare sulle sedie il pubblico del teatro.

Il musical si scioglie così, e si snoda nell'interpretazione di una successione di canzoni favolose, dal gradevole sapore di Doors (dirette musicalmente da Elisa), canzoni che assieme alle coreografie di David Parsons hanno nutrito di prestigio lo spettacolo.

Nel primo tempo il gruppo di cantanti-ballerini-attori era interamente vestito di bianco, quasi a mescolare le singole personalità, facendo fiorire il carisma solo alla musica, vera protagonista della rappresentazione. Il secondo tempo è un festival di colori, un tepore nuovo si amalgama alle note ed alle danze. Il pubblico si è lasciato coinvolgere musicalmente da un vero e proprio patchwork di sensazioni.
Hippie, guerra, pace, libertà e stupefacenti sono i temi portanti del musical. Nella messinscena di Solari sono stati minimizzati i momenti recitativi, per il resto si è dato spazio all'intero cast visto nella sua complessità corale, la galleria dei singoli personaggi emergeva in maniera tenue, sono state favorite le interpretazioni di gruppo.

Il personaggio di Claude interpretato da Gianluca Merolli era molto lieve, più carisma artistico si è palesato in scena grazie al ruolo di Berger, ben rappresentato da Attilio Fontana. Molto interessanti le voci maschili ma soprattutto quelle femminili grazie alla su citata Tia Architto, artista sudafricana che ha sostenuto molto gradevolmente il suo personaggio. Da citare anche gli assoli di Bianca Arndt nel ruolo di Sheila.

Il cast è stato realizzato in tre diverse città: New York, Roma e Milano.

Si è evidenziato così uno spettacolo d'insieme ben assortito, con molti artisti dal delizioso accento americano, che hanno dato energia e funzionalità al musical.
Grandi protagoniste anche le immagini in video, fuse alle interpretazioni degli artisti in scena, alcune immagini sono risultate straordinarie ed emozionanti, altre forse un po' retoriche. E poi le scritte luminose che si succedevano in scena in modo psichedelico hanno completato l'impronta innovativa-vintage-allucinogena dello spettacolo.

Gran finale, lungo ed appassionante grazie all'interpretazione corale della canzone “Let the sunshine”, un po' rovinato purtroppo dal solito pubblico maleducato che ha iniziato ad alzarsi e andar via prima della fine dello spettacolo, infastidendo la maggior parte di gente che invece stava assistendo al momento di grande suggestione.

Si tratta del solito pubblico che non ha rispetto né per la platea, né per il lavoro dei professionisti che hanno sudato su un palcoscenico (per circa due ore), allietandoci la serata.

Fuori dal teatro, alcuni fans hanno potuto salutare i protagonisti del musical, infatti Attilio Fontana anche se un po' truccato da Berger, si è teneramente fermato a salutare i suoi ammiratori.

Deborah Brivitello

Bitritto (Bari) - Live in Love: Marlene Kuntz tour 2008


..il numero perfetto che inevitabilmente si pone come apice in una conta inversa..3..2..’UNO’ ..ed ecco che ha inizio il concerto dei Marlene Kuntz al Palatour di Bitritto.

Sabato 8 marzo, il palazzetto quasi al completo è in scompiglio e attende di poter immergersi nelle note dei brani tratti dal nuovo album ‘UNO’ (Virgin-2007).

I Marlene salgono sul palco verso le 22… il pubblico in delirio, grida per la prima nota..sa già che si tratta di ‘Stato d’animo’ e immediatamente le nuove sonorità di Graziano Godano prendono forma, il noise-rock al quale eravamo stai abituati con ‘Catartica’e ‘Il vile’ si perde per sottolineare il nuovo songwriting odierno.
‘Uno’ è proprio questo: la canzone scritta, la lirico-poetica che si impone per dar vita a sonorità, se pur più tendenti al pop, comunque più soavi in grado di trasportare l’ascoltatore in un viaggio onirico.
La scelta di proporre il concerto in un Palatour, quindi di assistervi seduti, certamente coadiuvava questo intento diverso che i Marlene Kuntz propongono con il nuovo album.

Le strutture sonore sono ridotte profondamente e si lascia molto più spazio alla voce profonda, intensa e vibrante di Godano (ricorda quella di Giovanni Lindo Ferretti dei Csi) che sa spaziare tra suoni romantici (111, Canto, Canzone sensuale), per poi portarci in situazioni ipnotiche che si avvertono con le note di ‘Musa’ e di ‘Stato d’anima’ . Non mancano certo suoni cupi e quasi inquietanti come si avverte in ‘Fantasmi’ ma, comunque, Graziano sembra trasformarsi in un poeta-profeta che divulga le sue liriche.
E i fans lo sanno, da 10 anni seguono il gruppo di Cuneo che con gli ultimi lavori, partendo da ‘Senza peso’ a ‘Bianco Sporco per giunger ad ‘Uno’, ha intrapreso un ‘viaggio’ diverso, ancora in dubbio se più difficoltoso o più semplice e quindi più accessibile ad una cerchia maggiore di ascoltatori.

E’ certo, quindi, che Graziano Godano con Luca Bergia, Riccardo Tesio, Davide Arneodo e Luca Saporiti abbia, per il concerto dell’8 marzo, saputo giocare con le note dando vita ad una musica quasi ‘discreta’ che volutamente sembrava ‘contrarsi’ e non giungere mai all’apice.
Una ricerca voluta questa, perché è la parola che vuole trionfare sulla musica, la canzone qui diventa una sorta di ‘letterarietà’ insita e piacevole da ascoltare.
Non a caso Godano per creare i nuovi brani si è ispirato ad un autore come Vladimir Nabokov.

Nasce così ‘Uno’ che fa pensare ad una ricerca assoluta dell’essenziale, dell’unità e della ricerca elevata dell’arte vera e propria arrivando, forse, ad accantonare la musica in quanto tale.
Ma speriamo che così non sia.. che le note che contraddistinguono i Marlene Kuntz non vadano perse e, certamente, il fatto che abbiano proposto l’indimenticabile ‘Nuotando nell’aria’, a metà concerto, ci fa ben sperare che ciò non accada.
Da questo brano in poi, il pubblico si è letteralmente esaltato, riversandosi, assiepato, davanti al palco pur di avvicinarsi e muoversi un po’...e così dopo un’ora di esibizione finalmente il ‘vero’ pubblico della ‘signora’ ha preso vita.

Un susseguirsi di pezzi molto incisivi come ‘111’ carico di pathos e di cambi, dotato di una struttura capace di variare timbri e stili e, ancora, ‘Siberia’, ‘Amen’, ‘Bellezza’, ‘Canzone ecologica’ che si presenta come un raffinato pop d’autore fresco e trasognante.
Non è facile certo trovarsi ad ascoltare un disco così diverso, ma la perfomance live è senza pecca…tranne, ovviamente, qualche problema tecnico alle varie chitarre di Graziano...emozionante e commovente.

La ‘signora’ a distanza di anni dall’esordio, continua a non deludere e conclude l’esibizione con ‘Impressioni di settembre’.

Diversa Marlene ma ugualmente sublime e incantevole.. Marlene.
La splendida e magnetica Marlene.

Luana Martino

domenica 9 marzo 2008

Barletta (Bari) – Tutt’altro che ‘Stonata’ Giorgia e la sua voce esplosiva


Ieri al Palasport di Barletta (Bari) per la sua unica tappa in Puglia, la cantante romana,Giorgia, con il suo tour 2008 dall’insolito titolo “Stonata”.

Tutto si può dire di lei tranne che è stonata.
La sua voce un portento , una forza della natura che lascia senza fiato chi l’ascolta perché sembra inverosimile che da una persona così fragile e minuscola, possa uscire un suono così ampliato.

Ma lei, Giorgia Todrani, in arte Giorgia, , si sente stonata dell’animo e con l’ambiente che la circonda, al contrario si sente al passo con tutti gli italiani che si rendano conto di non essere rappresentati al meglio dalla classe politica.

Lei si sente “stonata” perché i valori che le sono stati insegnati, nel breve tempo sono stati ribaltati dal potere che mira ai propri interessi personali e non collettivi, dalla voglia di fare soldi a discapito degli altri, tanto da sentirsi come un pesce fuor d’acqua, ma in compenso nel guardarsi attorno si è accorta di far parte di un numeroso gruppo di persone che la pensano esattamente come lei.

Così dopo due anni di assenza dalle scene musicali, si presenta con questo nuovo Cd, anticipato dal singolo “Parlo di te” , con un nutrito gruppo di collaboratori importanti, chi duetta con lei come Mina, nel brano “Poche parole” e Beppe Grillo in “libera la mente” o chi suona per lei come Pino Daniele con la sua chitarra ritmica nei brani “Anime sole” e “ Adesso lo sai” o il flauto di Elio, per intenderci, Elio e Le storie Tese, nel brano “Invisibile Traccia”.

Lo spettacolo è iniziato con la presentazioni dei nuovi pezzi,
brani che spaziano anche dai vari stili musicali dal reggae, al blues, al jazz, a quello arabeggiante ma lo show ha preso vita nel secondo tempo quando ha riproposto canzoni del suo vecchio repertorio che ha visto la partecipazione del numerosissimo pubblico che vi ha partecipato.

Giorgia in questo tour è stata accompagnata dai musicisti : Sonny Thompson, al basso, Jimmy Paxson alla batteria, Matt Rohde alle tastiere, Tim Cornwell alle percussioni, Maurizio Fiordiliso alla chitarra e dalla brava corista Roberta Granà.

Ad organizzare l'evento è l'Acat Federiciana del Nord Barese che utilizzerà i proventi per finanziare le proprie iniziative in favore degli alcolisti in trattamento

Anna deMarzo