PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

mercoledì 19 agosto 2009

Altamura (Bari) - Cesare Cremonini non è figlio di Re ma è sicuramente figlio della Musica


La luna ed un cielo stellato, hanno fatto da cornice ad una calda serata altamurana.

Calda non solo in senso meteorologico ma bollente per la massiccia partecipazione al concerto dell’artista bolognese Cesare Cremonini, che ha visto Via Manzoni gremita di migliaia di giovani e non, che hanno preso posizione già alcune ore prima del concerto, attendendo pazientemente il suo inizio, avvenuto alle 22.20.

Cremonini dopo averci dilettato un inverno con “Il primo tour sulla Luna” ci intrattiene, anzi ci delizia l’estate con ‘Il secondo tour della Luna’, proponendo successi che in questi anni lo hanno accompagnato ma anche nuovi brani, sicuramente meno commerciali e di alto livello, con testi per niente banali, coinvolgenti e appassionanti che sono riusciti a trasmettere emozioni.

“E’ sicuramente una serata particolare – esordisce durante il concerto Cesare – perché in questi giorni celebriamo il nostro compleanno artistico. 10 anni sono passati da quando la nostra prima canzone è uscita nelle radio italiane, e come dire che io e Ballo (il bassista Nicola Balestri ex Lunapop), siamo pronti per frequentare le scuole medie”.
Ma la crescita artistica di Cesare Cremonini, la si avverte a pelle. A livello musicale spazia con disinvoltura dal rock al jazz, proponendo poi melodie dal gusto romantico con testi piacevoli.

Si è presentato con una band composta da otto musicisti (nove possiamo dire con lui che si è esibito al pianoforte), più due coriste.

Il concerto è stato sicuramente divertente, frizzante, dove ha ben saputo bilanciare pezzi lenti da quelli accattivanti che hanno sempre visto il pubblico accompagnarlo nel canto, come da “Vorrei” (la prima canzone che Cesare ha scritto), “Un giorno Migliore”, “Figlio di un re” “PadreMadre”, “Latin lover”, e non potevano mancare “50 special”, “Marmellata” e il “Pagliaccio”.

Alcuni brani sono stati sapientemente ri –arrangianti, bello quello proposto in chiave quasi hard rock “Qualcosa di grande”.

Non si è per niente risparmiato Cesare, e per questo ieri sera la Luna lo ha ringraziato.

Il concerto di Cremonini è stato preceduto dall’esibizione del giovane altamurano, Carlo Rotunno. 16 anni ma una voce che disorienta per chi non lo conosce, possente, pulita, dove si intuisce che frequenta una scuola di canto lirico.

Così senza alcuno sforzo si esibito nel cantare “Granada” e “Perdere l’amore”, due cavalli di battaglia, il primo di Claudio Villa ed il secondo di Massimo Ranieri.

Anna deMarzo

giovedì 13 agosto 2009

Barletta (Bari) – Live-show innovativo e straordinario nel ’Gran Concerto – QPGA e altri amori’ di Claudio Baglioni


Ha fatto tappa a Barletta in Puglia, il tour di Claudio Baglioni: “Storia musicale di un amore che non dura tutta la vita ma la cambia per sempre!”

In un live-show innovativo e straordinario , in cui Claudio Baglioni anticipa i contenuti musicali del nuovo doppio cd con brani inediti che vengono ascoltati per la prima volta dal vivo. SI tratta di “Gran Concerto – QPGA e altri amori”, un progetto di Claudio Baglioni e Guido Tognetti con Giuseppe Cesaro, regia immagini di Duccio Forzano; Il nuovo spettacolo live di Claudio Baglioni è partito il 12 giugno da Piazza di Siena (Villa Borghese) a Roma.

Ispirato a QPGA, a seguito del film e del romanzo, non è un semplice tour, ma una vera e propria opera moderna, il racconto in musica di un grande amore, cui segue un viaggio tra i pezzi storici del repertorio dell’artista. Una formula fortemente innovativa e altamente spettacolare con la quale, per la prima volta, è la dimensione live ad anticipare i contenuti di un album ancora inedito: il nuovo doppio cd del musicista, che verrà pubblicato dopo l’estate e che è possibile scoprire e ascoltare integralmente nell’esecuzione dal vivo.

Una rappresentazione nella quale, grazie ad un super-schermo ciclo rama, sono le grandi immagini a fare da commento alla musica che consentono di interpretare i passaggi della storia, attraverso una serie suggestiva e incalzante di salti temporali, interazioni fantastiche tra passato e presente. Oltre due ore e mezzo di importante musica dal vivo, in tre tempi scenici senza interruzioni, in cui parole, musica e scene si animano nei crescendo dell’incanto di una nuova dimensione spettacolare. Le rappresentazioni di “Gran Concerto” resteranno in scena fino al mese di Settembre, in alcuni tra i luoghi d’arte, affascinanti spazi per la musica nelle principali città italiane.

“ Il Gran Concerto di Baglioni è un progetto particolarmente complesso. Non è, infatti, una banale esibizione concertistica: qui la musica è legata in modo particolare ad immagini pensate, filmate, trattate, montate e riprodotte per creare, non una didascalia o un semplice commento alle canzoni, ma una fusione delle due arti che si danno reciprocamente valore, come due facce di una stessa medaglia. Un progetto che produttivamente richiede quindi una straordinaria armonizzazione tra palco, luci, mega-schermo e le nuove tecnologie di immagini, i suoni e tutto ciò che succede sul palco”

Uno show da record, a cominciare dai numeri e dalla portata delle strutture tecnologiche utilizzate: per consentire una visione professionale e ottimale a tutti gli spettatori, infatti, lo show si avvale di un mega schermo led di 250 metri quadrati che è sicuramente la miglior tecnologia presente oggi sul mercato e utilizza una regia video con 7 telecamere radiocomandate. Nel Fossato del Castello a Barletta, un grande successo di pubblico: i posti a sedere erano tutti esauriti, molti gli spettatori in piedi che attorniavano i lati del palco, per cercare di sentire la “vicinanza fisica ” del loro idolo.

Numerose le famiglie composte da tre generazioni, attempati nostalgici degli anni settanta e tanti giovanissimi. Ma non è finita qui!!! Fuori dai cancelli, un vera e propria “festa di piazza”, con bancarelle, gadget di ogni tipo e… un consistente pubblico sommesso che ha portato da casa anche la sediolina al seguito, per poter almeno ascoltare le canzoni dell’inossidabile cantautore.

Un pubblico composto, ma allo stesso tempo entusiasta di rivivere attraverso i pezzi proposti e le suggestive immagini sullo schermo i mitici anni settanta.

Per usare le parole dello stesso autore:“Un viaggio intenso e appassionato nei territori, gravidi di emozione ma talvolta accidentati e impervi, della memoria, alla ricerca di identità personali, collettive e universali, tra interrogativi che ancora non hanno trovato risposta e sentimenti creduti dimenticati che tornano a bussare con prepotenza alla porta della coscienza”.

Maria Caravella

domenica 9 agosto 2009

Monopoli (Bari) - Gran Galà del Mare e il Premio 'Costa dei Trulli’ a Gianni Minà con Arbore, Enriquez, Ponce, Telesforo


Nell’area portuale di Monopoli, accanto alla zona storica, dove da sfondo si poteva ammirare, illuminato dal romantico chiarore della luna, il castello Carlo V, ha avuto inizio dalle ore 22.00, la prima edizione Gran Gala del Mare ‘Premio Costa dei Trulli’, manifestazione inserita nel cartellone estivo PugliAmare, con lo scopo primario di valorizzare il territorio monopolitano.

Una manifestazione con lo scopo di ricongiungere un rapporto con il mare e il centro storico.

Rapporto che ieri sera ha fatto invece registrare i brontolii e i malumori della cittadinanza locale, estromessi dalla platea composta da 1000 posti a sedere e che l’ha visto relegato dietro a transenne.
A placare gli animi è intervenuto il conduttore della serata, Antonio Stornaiolo, coadiuvato dal suo amico, il bravissimo attore barese, Emilio Solfrizzi, che non hanno lesinato battute e gag nei confronti dell’amministrazione locale, facendo sorridere, divertire e rasserenare il pubblico.

Pubblico che ha sicuramente apprezzato l’evento perché ha potuto assistere a momenti di spettacolo di alto livello.
Ma il Gala è un premio, ed il primo riconoscimento ‘Premio Costa dei Trulli’ è stato assegnato ad un grande giornalista e scrittore italiano, con oltre 50 anni di carriera alle spalle, Gianni Minà.

Infatti la sua professione iniziò come cronista a Tuttosport nel 1959. E’ stato sicuramente uno dei pochi giornalisti che ha commentato 8 mondiali di calcio e 7 olimpiadi, ma nel mondo è conosciuto soprattutto come colui che ha intervistato per 16 ore, il presidente cubano Fidel Castro e da quella intervista è stato prodotto un documentario e pubblicato un libro.

Ma Minà grazie alla sua professionalità di vero giornalista, quello che con le scarpe ai piedi, si è spostato per riuscire ad effettuare interviste “impossibili” per molti. Così ha avuto la fortuna di incontrare i personaggi più famosi del XIX e XX secolo, veri testimoni del tempo, come Cassius Clay (Muhammad Ali), Gabriel Garcia Marquez , Robert De Niro, Diego Maradona, trattenendo con loro in seguito un buon rapporto di amicizia.

A premiare Gianni Minà, l’assessore al Turismo di Monopoli, Domenico Alba, che gli ha conferito una formella ideata dall’artista Giuseppe Pavone.

Lo spettacolo è proseguito con la presentazione del gruppo musicale cubano, Augusto Enriquez y su Mambo Band, attualmente il maggior esponente al mondo della musica cubana, lo stesso Minà, che a suo dire è rimasto folgorato dalla musica afrocubana e dalla bravura di questo gruppo, tanto che nel 2001 si recò a casa di Luciano Pavarotti per fargli ascoltare un loro disco. Il maestro dopo l’ascolto di un minuto e mezzo, gli disse : “questi me li porti al Pavarotti & Friends, perché sono troppo bravi”.

Così attraverso uno schermo gigante, si è potuto rivedere il duetto che 2002 hanno eseguito Luciano Pavarotti e Augusto Enriquez, con l’interpretazione della celebre ‘Chitarra romana’, arrangiata a danzòn cubano.

Ancora musica latina, con la cantante argentina, Lola Ponce, vincitrice della 58° edizione del Festival di Sanremo.
Lola Ponce, ha eseguito un brano in lingua madre e poi ha omaggiato la nostra terra con un brano di difficile esecuzione del bravissimo Domenico Modugno ‘Tu si ‘na cosa grande’, con una strepitosa ed emozionante interpretazione.

Momenti esilaranti sono stati affidati al duo Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi.

Quest’ultimo per l’occasione ha riproposto il personaggio ‘Mino Pausa’ un poeta sui generis che come argomento principe del suo cantare poetico pone la ‘morte’.

Il clou della serata è stato affidato ad un’artista pugliese, Renzo Arbore, reduce da un concerto a L’Aquila.
Renzo, senza orchestra e senza gilet, capo d’abbigliamento che lo contraddistingue, si è divertito ad improvvisare con Antonio, Emilio ed Augusto e con l’intervento di un altro pugliese, Gegè Telesforo brani musicali, coinvolgendo il pubblico fino a farlo cantare la nota ‘Ma la notte no’.

Una serata latino-pugliese quella presentata ieri sera, un regalo ai cittadini di Monopoli e ai turisti presenti.
Anna deMarzo

La Photogallery è di Egidio Magnani

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