PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

mercoledì 19 marzo 2008

Bari - La 'Musica in testa' di Giovanni Allevi incanta il pubblico barese


Allevilive tour 2008 –Fiera del Levante di Bari (Spazio 7) - 18 marzo 2008


L’anima attraverso le dita. Sono trascorsi ben dieci anni di attività per Giovanni Allevi, compositore marchigiano classe 1969, dall’esordio del suo album per piano solo “13 dita” edito nel 1997 dall’etichetta Soleluna di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti e prodotto in studio da Saturnino .

Dieci lunghi anni nei quali il musicista definito dalla stampa internazionale il “Mozart del 2000” ma anche il “genio italiano del pianoforte” ha saputo confrontarsi con il pubblico delle grandi platee dei concerti rock, in rassegne concertistiche di musica classica e nei festival jazz, suonando nei più prestigiosi palchi di tutto il mondo dal mitico “Blue Note” di New York, al “Hkapa Concert Hall” di Hong Kong registrando in breve tempo il tutto esaurito.

Numerosi i riconoscimenti ottenuti, dal “Bosendorfer Artist” di Vienna nel 2005 al premio “Recanati Forever per la musica” fino al Premio Carosone, al Magna Grecia Awars Menzione Speciale Giovanni Paisiello e al “Riccio d’Argento” di “Fatti di Musica”, la rassegna del miglior live d’autore diretta da Ruggero Pegna.
E sold out è stato anche la tappa barese dell”Allevilive tour 2008” (organizzata dalla Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari) che, partito dalla città natale (Ascoli Piceno il 24 febbraio scorso), ha ieri toccato il capoluogo pugliese nello Spazio 7 della Fiera del Levante .

Il tour, prende il nome dall’omonimo album del compositore marchigiano, una sorta di raccolta delle composizioni più note tratte dai quattro album di Allevi per pianoforte solo (“Composizioni” pubblicato nel 2003, “ No concept” del 2005 e “Joy” pubblicato nel 2006) ed il brano inedito “Aria”.
Alle ventuno circa il pianista marchigiano con la sua cascata di riccioli scuri che ti fa pensare un po’ ad un personaggio dei fumetti, si presenta dinanzi all’eterogeneo pubblico barese nella sua solita tenuta concertistica : occhiali rossi, jeans, felpa e scarpe da ginnastica .

Un breve prologo di presentazione pronunciato con tono sommesso per dare poi il via alla Musica, che spesso riesce a comunicare più di ogni singola parola.

Chino sul pianoforte, quasi a ricercare una simbiosi perfetta con lo strumento, il “filosofo del pianoforte”( è infatti laureato in filosofia) incanta i suoi fans riuscendo a coinvolgere le corde più profonde del cuore di ogni generazione con un tocco pianistico a volte lieve e delicato, a volte più greve ed articolato. Ogni brano è preceduto dalla narrazione di brevi episodi legati ad eventi particolari accaduti nella sua vita, ma quello che traspare dalla personalità di Giovanni Allevi e dalla sua musica è la forza della fragilità di un uomo dotato di un talento innato, frutto di grande fatica e di studi accademici (è infatti diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “F.Morlacchi” di Perugia e in Composizione al Conservatorio “G.Verdi” di Milano) ma soprattutto di una genialità comunicativa che nell’essenzialità e semplicità delle sue composizioni ritrova il suo valore aggiunto
Giovanni Allevi fugge da ogni definizione, il suo linguaggio nasce da una idea musicale che viene poi sviluppata in modo rigoroso, quasi maniacale, senza però cadere in un concettualismo fine a se stesso.

Una musica che lui stesso ama definire “musica classica contemporanea”, intesa come espressione del proprio tempo ma che ama confrontarsi con la tradizione classica del passato.
Ad aprire il concerto, il primo brano composto in assoluto dal musicista ancora in età adolescenziale dal titolo “Japan”, onirico e malinconico, a cui seguirà un Bach in discoteca (“Sogno di Bach”),“Il Nuotatore”(ispirato al suo rapporto con l’acqua, capace di farlo rilassare e perdere l’ossessione che a per la perfezione) e “Scherzo n.1”, trascritto dalla musicista giapponese Nanae Mimura in una versione per sola marimba e riproposto al teatro di Tokyo ed alla Camelie Hall di New York.

Seguiranno la dolcissima “Luna”, la solare “Monolocale 7.30 a.m”(entrambi tratti dall’album “Composizioni”), in un crescendo di emozioni e poesia, ed i brani tratti dal fortunato ”No concept ”(2005) nato dall’esperienza di vita americana : “Go with the flow”, “Qui danza” nel quale anche la bellezza di una rosa diventa specchio dell’infinito e “Notte ad Harlem” .

Si giunge così al termine dell’entusiasmante concerto, con “Panic” che apre “Joy”(2006) ispirato da un’attacco di panico al ritorno dall’Oriental Center di Shangai, “Jazzmatic” e “Back to life” che al pubblico Allevi spiega così:”Ho scoperto che la mia fragilità è la mia grande forza, ed è stato come tornare a vivere, a respirare”. E’ la volta poi del brano ricco di dissonanze stravinskyane “L’orologio degli dei “, che trae una sua spiegazione filosofica nel fatto che ogni battito animale o umano ha origini divine” ed il romantico “Il bacio”(ispirato all’omonimo quadro del pittore austriaco Gustav Klimt). Acclamato a gran voce dal pubblico, dopo aver salutato e ringraziato gli organizzatori del concerto, Giovanni Allevi, regala due bis :”Come sei veramente”, utilizzato dal regista Spike Lee come colonna sonora per lo spot pubblicitario della Bmw e l’essenziale e melodico “Aria”, manifesto se si vuole della sua idea di composizione dai tratti marcatamente minimalisti .

Standing ovation e pubblico letteralmente in delirio, Giovanni Allevi, come un folletto impazzito si allontana dal palco, ma la sua musica rimane nei cuori di tutto coloro che ne hanno goduto l’incanto .

Claudia Mastrorilli

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