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sabato 25 ottobre 2008

Sannicandro (Bari) - I Radiodervish aprono le porte del cuore con 'Betlemme concert for Life and Peace 2007'


Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari- 24 Ottobre 2008 –
Secondo appuntamento serale, per il progetto di residenza teatrale dei Radiodervish “ Le porte dell’occidente” realizzato nell’ambito dei “Teatri Abitati” .

I signori della world music, Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, a distanza di dieci anni dal loro disco d’esordio ”Lingua contro lingua”, registrato nel Castello Episcopio di Grottaglie, tornano in un altro sito monumentale della nostra regione, stavolta non solo
per realizzare il loro prossimo album(previsto per fine 2009) ma per vivere realmente e condividere uno spazio, luogo d’ incontro e dialogo tra culture diverse. Una immaginaria “porta”, varco tra due mondi ancora lontani, l’Oriente e l’Occidente, a cui piace pensare come due emisferi cerebrali, armonicamente fusi per creare un individuo equilibrato.

Le “Porte dell’Occidente”, dicono Nabil e Michele, si svilupperà come un grande laboratorio teso ad incrementare un percorso di integrazione ancora lontano ma possibile, e per questo una particolare attenzione va rivolta alle nuove generazioni, più che mai interessate ad affrontare trasformazioni del tessuto culturale e sociale italiano che le generazioni precedenti difficilmente potevano immaginare, mediante seminari e workshop a loro dedicati .
Una nuova umanità, non più immaginata ma reale, dove le culture e le religioni dialoghino tra loro, arricchendosi reciprocamente, nel verbo di una nuova lingua del cuore .

All’interno della sala del Castello, in un’atmosfera intima e raccolta, i Radiodervish, alla presenza del giovane regista barese Pippo Mezzapesa, reduce dal successo all’ultimo Festival di Venezia con il suo primo lungometraggio “Pinuccio Lovero”, hanno accolto con entusiasmo i pochi presenti alla presentazione del documentario “ Betlemme concert for life and peace 2007” realizzato dal regista e da Enzo Piglionica al montaggio.

La pellicola, è stata realizzata con maestria e assoluta dedizione, lo scorso dicembre a Betlemme, in una tre giorni culminata con la partecipazione della formazione barese al Concerto di Natale.
Una sorta di reportage, a metà tra un documentario ed un video clip vero e proprio, dove le immagini dei luoghi santi, intrisi di malinconia e tristezza, scorrono veloci a ritmo della musica dei Radiodervish. Nabil e Michele Lobaccaro, raccontano commossi al pubbico la loro esperienza in un viaggio quasi irreale, a lungo immaginato ma finalmente diventato realtà.

Mezzapesa racconta di quel viaggio velocissimo ma cosi’ denso di significati per lui, dell’incontro e della conoscenza, avvenuta proprio in quei luoghi di Nabil e Michele, “ così difficili da seguire con la macchina da presa” proprio per l’entusiasmo ed il desiderio di conoscere che a volte, li spingeva a muoversi freneticamente. Fotogrammi della popolazione araba, dei mercati caratteristici di quei luoghi, volti segnati dal dolore di una guerra senza speranza, bambini pronti a dimenticare con un calcio di pallone, tra strade diroccate, dove la presenza delle forze dell’ordine è ormai parte della vita quotidiana.

Nabil, visibilmente commosso, racconta la sensazione di “sentire la terra più pesante, perché in ogni mio passo vivevo la storia di un popolo esiliato”, il popolo palestinese, appartenente a quel “mondo degli spettri” a cui egli stesso apparteneva .
Rivivo nell’immaginazione le mie generazioni passate, dice Nabil, “ogni cosa mi sembrava più densa, forse rivivevo nella memoria quel 1948, anno in cui i miei genitori fuggirono da Jaffa “. Una leggera amarezza per essere in un luogo che forse, i suoi genitori, ormai anziani non rivedranno mai più, la sensazione forse “di aver loro rubato qualcosa “.

Mezzapesa, racconta entusiasta, dei vicoli chiaroscurali e dei “volti pasoliniani” incontrati per le strade, del senso di oppressione avvertito dinanzi al Muro del Pianto, algido ed invalicabile, “grigio e desolato, dalla parte palestinese, colorato ed affrescato con murales, da quella israeliana, quasi a voler rimuovere la vergogna di quell’assurda barriera di divisione” . Momenti di intensa emozione sono avvenuti nell’incontro con la cantante israeliana Noa, accompagnata da Zohar Fresco, in un’abbraccio immortalato dalla videocamera di Mezzapesa , costretto a “correre all’impazzata per cogliere al meglio le magiche immagini di quel momento, nel quale per un ’attimo ho avvertito la paura di poter morire , essendo circondati dalle forze militari “.

Immagini non contaminate, testimoni di un mondo a noi lontano, che a volte pensiamo possa esistere solo nelle immagini di un telegiornale, asserisce Lobaccaro, in una “terra di confine, Gerusalemme, dove a pochi metri di distanza convivono la Chiesa della Natività, con il Muro del Pianto e la Moschea di Al Axa , in un intreccio di contraddizioni “ .

La serata prosegue, in un crescendo di emozioni, con la proiezione del videoclip “ Amara Terra mia”, realizzato in Salento con la regia di Franco Battiato e prodotto dalla prestigiosa etichetta discografica Radiofandango (distr.Edel).

Un sottile nesso lega le due pellicole, in due luoghi, apparentemente distanti ma accomunati da quel fenomeno dell’ emigrazione di cui noi stessi nel nostro Sud siamo stati protagonisti, una terra di confine, di approdo per tanti che sperano di trovare in Italia spazi e dignità di vita .

Claudia Mastrorilli

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