PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

domenica 11 gennaio 2009

Bari – Laura Kibel ‘I piedi prendono vita e diventano personaggi del quotidiano’


Ieri sera è il caso di dirlo, ho visto uno spettacolo fatto coi piedi.
No, non è assolutamente come potete pensare, perché non è stato uno show senza impegno e capacità anzi … tutt’altro.

Infatti al teatro Abeliano di Bari è andato in scena lo spettacolo “Và dove ti porta il piede” di e con Laura Kibel, una burattinaia di fama internazionale che manovra i suoi burattini non solo con le mani ma soprattutto coi piedi, i quali non svolgono un’azione, come si potrebbe immaginare di locomozione, ma stravolgendo la forza di gravità si distendono verso l’alto per dare vita ad una serie di personaggi.

Laura Kibel riesce a dare un’esistenza ai “sottomessi” piedi, i quali assumono una forza espressiva, intensa ed eloquente.

All’entrata in teatro il pubblico mentre prendeva posto è rimasto incuriosito dalle numerose e coloratissime valige poste sul palcoscenico che facevano da allestimento scenico.

Una serie di valige, tutte rigorosamente dipinte dall’artista, che raffigurano quadri di artisti famosi ed ogni bagaglio non è altro che un contenitore allo scopo di racchiudere maschere, vestiti, manufatti utili per raccontare una storia diversa.

Così con sorprendente agilità e velocità Laura Kibel, trasforma ora il suo piede ora il suo ginocchio in un volto diverso, grazie all’ausilio di nasi di gomma parrucche e vestiti sempre tutti elaborati da lei, perché è un’artista a tutto tondo, in quanto è costumista e scenografa di teatro e cinema ed è anche musicista.

Infatti ha curato anche la colonna sonora dello spettacolo, scegliendo pezzi musicali che vanno dai suoni caraibici fino a quelli più impegnativi dell’opera, con brani della “Traviata” e de “Il barbiere di Siviglia”.

Come ogni favola che si rispetta ha un insegnamento morale , così anche le storie raccontate dalla Kibel, che con ironia e divertimento tocca vari argomenti che vanno dalla religione, all’attualità, all’ambiente.

Così la natività in “Terra Santa” rappresentata da Maria, Giuseppe, Gesù Bambino, il bue e l’asinello, diventa una natività in “Terra Minata” ed è Gesù Bambino che scrive la letterina di Natale con cui si augura che il prossimo 25 dicembre non nasca più in quella Terra; dove l’Angelo ed il Diavolo trovano un accordo per vivere in pace; il torero non uccide il toro e anziché sbandierare la mantella rossa, sventola quella del WWF e la poesia del principe della risata, Totò, ci ricorda che davanti alla morte siamo tutti uguali.

Uno spettacolo dove il pubblico ad ogni scenetta ha riso ed applaudito con entusiasmo, uno spettacolo che con umorismo, bravura non ci ha fatto stare solo con il naso all’insù ,ma ci ha portato con i “piedi” per terra.

Anna deMarzo

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