PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

domenica 10 ottobre 2010

Bari - Musica e Parole con 'Way to blue - The song of Nick Drake'


La Casa delle Musiche Puglia Sounds, il programma regionale per lo sviluppo del sistema musicale regionale, ha inaugurato la sua articolata kermesse ieri sera al teatro Kursaal Santalucia di Bari, vero cuore pulsante delle molteplicità attività previste, con la prima nazionale dello spettacolo “Way to Blue/ The Songs of Nick Drake”(dal titolo dell’album di Drake pubblicato postumo nel 1994), a cui seguirà questa sera una replica.

Dopo l’incontro con il pubblico avvenuto venerdì 8/10 con il leggendario Joe Boyd, produttore discografico di Pink Floyd, Fairport Convention, Rem e scopritore dello stesso Nick Drake, lo spettacolo sostenuto da Puglia Sounds in collaborazione con The Barbican Center di Londra e Auditorium Parco della Musica di Roma, rappresenta un tributo al cantautore inglese prematuramente scomparso all’età di 26 anni , con all’attivo soltanto tre dischi, capace di esprimere con le sue note ed i suoi versi, i sentimenti più profondi di ognuno di noi.

Purtroppo come spesso accade, solo dopo la sua morte avvenuta nel 1975 il “poeta maledetto” ha raggiunto la popolarità meritata, diventando ben presto un punto di riferimento per l’intero mondo musicale contemporaneo. La sua musica, circolare, delicata ed ipnotica in perfetta simbiosi tra sperimentalismo ma non per questo priva di contenuti cantautorali, ha saputo così delineare un percorso di evoluzione artistica che lo ha portato a trasformarsi nel personaggio di culto che tutt’oggi conosciamo.

Ad ideare e a dirigere il progetto, Joe Boyd, che ha visto avvicendarsi sul palco, ampliato nella sua profondità su iniziativa di Puglia Sounds, ben quattro tra le voci più rappresentative del panorama musicale inglese quali Vashti Bunyan, Green Gartside ( Scritti Politti) , Robyn Hitchcook, Teddy Thompson e gli italiani Violante Placido e Roberto Angelini . Ad accompagnarli, diretti dal direttore musicale Kate St John, musicisti di tutto rispetto: Danny Thompson (contrabbasso), Neill MacColl (chitarra) , Leo Abrahams (chitarra/effetti), Zoe Rahman ( pianoforte) , Martyn Barker ( batteria) Oli Langford (primo violino) e sei archi del Collegium Musicum di Bari (Carmine Scarpati, Antonio Papapietro, Daniela Carabellese, Paolo Messa, Francesca Carabellese, Giuseppe Carabellese).

Il concerto è strutturato in due tempi ben delineati, nei quali dopo una breve introduzione strumentale di chitarra ed archi, i vari folk singers si avvicendano sul palco per interpretare le toccanti canzoni di Drake. Primo brano in scaletta “ Fruit tree” interpretata magistralmente da Green Gartside, “Parasite” cantata dal cantautore Robyn Hitchcock, “Made to love magic” da Violante Placido, e ancora “ From the morning”, “ Place to be”, “ Which will “(Vashti Bunyan), “ Three hours”(Roberto Angelini), “Time has told me” , “One of these things first”, “Nothern sky” e “ Poor boy” (Teddy Thompson) .

Joe Boyd, si alterna sul palco ai vari artisti, presentando e declamando le struggenti parole dei testi di Drake, che affrontano temi come l’amore perduto e mai più ritrovato , la solitudine, la speranza di vivere una vita migliore e di raggiungere l’agognata serenità. Il pubblico appare entusiasta per le toccanti interpretazioni dei cantanti e per i precisi intrecci strumentali dei vari musicisti, ben sostenuti dal tappeto armonico degli archi. “ The second half” ha così inizio : “Way to blue” (Teddy Thompson), “ I remember” (Vashti Bunyan), “ Free ride” (Robyn Hitchcock e Green Gartside), “Clothes of sand” (Green Gartside), “ At the chime of a city clock” (Violante Placido), “Hanging on a star”, “Day is done”, “River man”(Teddy Thompson), “Cello song” e per concludere “Pink moon” (Teddy Thompson).

A gran voce, il pubblico in standing ovation, richiama i vari artisti sul palco per due bis, ma l’appuntamento è per questa sera alle ore 21, per uno spettacolo capace di raccontare attraverso le canzoni di Nick Drake, espressione di un malessere che lo portò alla morte giovanissimo, l’inquietudine dell’anima che si cela nel profondo di ognuno di noi.

Claudia Mastrorilli

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