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venerdì 16 maggio 2008

Bari - Ron parla dei mille volti dell'amore con il suo ultimo lavoro 'Quando sarò capace di amare’


Eccolo di nuovo in pista dopo quattro anni di silenzio Ron, con il suo recente lavoro ‘Quando sarò capace di amare’ che prende il titolo da una delle canzoni meno note di un ‘poeta’ della musica nazionale che con il suo ultimo lavoro ‘Io non mi sento italiano’ (la dice lunga sul suo pensiero), il cantautore milanese, Giorgio Gaber.

Ron è in giro per l’Italia a promuovere il suo nuovo album e lo troviamo a Bari presso la libreria Feltrinelli, accompagnato dal musicista Andrea Pistilli, ed insieme al giornalista Francesco Costantini, si intrattiene a scambiare quattro chiacchiere con il pubblico presente.

“Il disco è uscito venerdì – dice Ron – e questi sono i primi riscontri che ho con il pubblico. Come ogni mia canzone anche in questo album parlo d’amore, l’amore visto sotto mille sfaccettature, trattandole con parole lievi ma che vogliono dire cose più gravi e importanti”.

D.: Cosa pensi della musica italiana?

Sembrava che Ron non aspettasse altro e come un fiume in piena parla della difficile situazione della musica italiana.

R.: “E’ complicato fare dischi e farlo sapere agli altri. Un po’ di anni fa c’erano le radio libere, con i dj che si recavano in studio con i dischi sotto braccio e trasmettevano quello che di solito non si conosceva in campo musicale.
Ora – prosegue Ron – con le grandi network , devono rendere conto a un business e pertanto fanno fatica a trasmettere canzoni che non sono radiofoniche, riservando l’ascolto musicale esclusivamente ad un target molto giovanile. In questo modo passano solo certe canzoni e soltanto certi cantanti e girando i vari canali delle radio si possono ascoltare sempre le stesse canzoni.
Una volta lo scopo delle radio era quello di trasmettere quello che la RAI non trasmetteva. Oggi si sono equiparati”.

D.: e la televisione?

R.: “E’ difficile andare anche in televisione – sostiene Ron - perché la musica non fa ascolto, anzi sembra che durante le interpretazioni dei cantanti calano gli ascolti”.

D.: Ma tutto questo è demoralizzante per i giovani che si avventurano in campo musicale

R.: “ Non vuol dire che questo lavoro non si debba fare. Al contrario io ho sempre la sensazione che questo lavoro mi renda libero. Occorre tutelare la musica e i musicisti italiani, esattamente come fa la Francia che trasmette per il 70% solo musica francese riservando il 30% a quella straniera”.

D.: Parliamo del tuo ultimo lavoro

R.: “Dopo quattro anni ho sentito l’esigenza di proporre un nuovo lavoro e non presentarmi con cofanetti su cofanetti. E’ un disco che parla d’amore, ma parlare d’amore non è come si può credere qualcosa di facile, perché occorre guardarsi negli occhi e dire esattamente quello che si prova nell'intimo".

Per spiegarsi meglio Ron la fa proponendo le canzone “Ladri” e “Occhi” con testi di Renzo Zenobi, un cantautore che Ron ammira per la sua facilità con cui scrive i vari sentimenti, forse perché ha tanto da dire.

D.: L’album contiene anche spunti particolari

R.: Ti riferisci al brano “Sigillo del tuo cuore” è liberamente ispirato al “Cantico dei Cantici”, una canzone che lascia profondamente storditi a chi l’ascolta e ti rendi conto che l’amore non puoi scambiarlo con nessun regalo.

D.: Hai un rapporto particolare con la Puglia

R.: “E’ vero, ho origini pugliesi, già lo si evince dal mio cognome Cellamare, un paese della provincia barese, perché mio nonno era di Trani, poi all’età di 14 anni si è trasferito al nord per vendere olio e vino.
In questa terra, non lo dico perché oggi mi trovo a Bari, ma c’è un’anima particolare”.

L’occasione per Ron per regalarci l’ascolto di una delle sue più belle canzoni “Anima”, con un nuovo arrangiamento musicale.

D.: Il tuoi prossimi lavori ti vedranno impegnati con un orchestra

R.: “Effettuerò 10 concerti, tra cui due in Puglia, con l’orchestra sinfonica Amedeo Modigliani, dove non trovano posto batteria e chitarre, ma il suono di archi, ottoni e pianoforte. E’ sicuramente una sfida cantare su questo tappeto volante, ma sicuramente un’esperienza che creerà emozioni”.

Conclude il suo intervento Ron, facendoci ascoltare altri due brani musicali “Nonostante Tutto”, che parla dell’esperienza crudele di un amore non corrisposto e la canzone che ha dato il nome al suo album “Quando sarò capace di amare”, un brano che gli è piovuto addosso per caso ma che l’ha sentito immediatamente suo, una vera gemma musicale.

Il nuovo lavoro di Ron contiene molti brani di cui si avvale di musicisti-amici, come Alex Britti che suona la chitarra in “Stella che non splende”, del magico clarinetto di Lucio Dalla in “Se vorrai” e la collaborazione nei versi oltre del già citato Renzo Zenobi, anche quello di Neffa.

Anna deMarzo

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