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martedì 2 ottobre 2007

Bari - Fiori e parole. Alla Vallisa Paolo Panaro interpreta “Un amore di Swann”


Un testo al profumo di cattleya! Fiori e parole, par quasi di sentirne il profumo: cattleya, myosotis ed altre piante. Lo spettacolo “Un amore di Swann” di Marcel Proust, in scena all'Auditorium Vallisa di Bari il 28, 29 e 30 settembre, ad opera del Centro Diaghilev, fa parte di una trilogia di rappresentazioni teatrali dedicate a Proust, ideate ed interpretate da Paolo Panaro. Tratto dall'opera “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust (Parigi 1871-1922), il racconto “Un amore di Swann” riesce ad intrufolarsi nella borghesia della Francia di fine '800, retoricamente intellettuale, quella borghesia che si fa notare per le numerose conoscenze di pittori, musicisti, nobildonne e nobiluomini vari. Il romanzo contiene al suo interno un altro romanzo. E' necessario percorrerlo per l'intera traiettoria, anche quando si scopre una sorta di punto di non ritorno. Il Narratore descrive una storia d'amore, quella di Swann appunto, e lo fa con la maestria di un floricoltore, raccontando in maniera sottile come un amore fiorisce, cresce e poi s'inaridisce, proprio come fosse uno dei bellissimi fiori più volte nominati nel testo.Il giovane Swann, persegue gli ideali della libertà, brillante borghese, decide di frequentare il salotto dei Verdurin, anche se è al di sotto del suo livello sociale. Qui conosce la demi-mondaine Odette De Crecy, con cui instaura un rapporto sempre più stretto, dapprima si sente poco attratto da lei, ma poco dopo il legame diventa per lui una sorta di ossessione. Proust analizza il racconto fin quasi a parcellizzarlo, per addentrarsi nelle viscere dell'uomo, con il suo amore e la sua gelosia. L'ossessione per Odette lo fa precipitare in una sensazione patetica, delle peggiori, una vera malattia, ma dopo la convalescenza il sentimento che la donna aveva instillato in lui svanisce, ed uno Swann libero, ritorna in società, come l'uomo elegante e brillante di sempre.Il nostro Narratore, Paolo Panaro, riesce quasi ad incollarsi addosso i diversi personaggi del testo, si muove su uno spazio piccolo e scarno, qualche divano ed una chaise longue coperti da bianche lenzuola, bastano a rendere credibile le avventure del giovane Swann. Accurato e meticoloso, Panaro riesce a perseguire il suo progetto di attore-narratore con evidente continuità professionale, il testo di Proust diventa per lui una sorta di match amichevole di parole e pause (poche), esaminate minuziosamente, come fossero delicatissimi fiori.I prossimi appuntamenti della trilogia curata da Panaro, sono previsti per i giorni 1, 2, 3 (ore 21.00) e 7 ottobre (ore 19.30) con “Il tempo perduto” ed il 4, 5, 6 e 7 ottobre (ore 21.00) con “Il tempo ritrovato”.
Deborah Brivitello

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