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venerdì 19 ottobre 2007

Bari - LA NUOVA IMMAGINE DEI RADIODERVISH


Presentazione nuovo album”L’immagine di te” Feltrinelli Libri & Musica di Bari - 18 ottobre 2007Presenta Francesco CostantiniLa nuova musica italiana apre i suoi confini ai Radiodervish .La formazione, nata nel 1997 dal sodalizio artistico tra il neo cittadinoitaliano Nabil Salameh (voce e chitarra acustica) e Michele Lobaccaro (basso elettrico e chitarra acustica), già assieme negli Al Darawish, a distanza di un solo anno dal precedente lavoro discografico dal titolo“Amara Terra mia”(testimonianza audio e video dello spettacolo teatrale omonimo con l’attore Giuseppe Battiston), ha presentato ieri alla Feltrinelli Libri & Musica di Bari, in uno speciale notturno, il nuovo album intitolato “L’immagine di te”.Un progetto discografico ambizioso prodotto come il precedente dalla prestigiosa Radiofandango (distr.Edel) ma con la produzione artistica del maestro Franco Battiato, già regista del videoclip “Amara Terra mia” realizzato la scorsa primavera in Salento, coadiuvato nei missaggi e nella programmazione dei suoni dal guru della musica pop italiana Pino Pinaxa Pischetola .“L’ immagine di te” contiene nove brani inediti scritti dai Radiodervish con la collaborazione di Alessandro Pipino (coautore della parte musicale di tutti i brani), e rappresenta un po’ il punto di raccordo con “Centro del Mundo”, terzo cd del gruppo, per certe sonorità decisamente pop (“popular”come ama definirle lo stesso Nabil) , ma non per queste prive di quel sound caratterizzante la formazione nostrana.Un linguaggio musicale originale ed innovativo nel quale la raffinatezza e l’ampiezza delle melodie orientali, unite ai testi multilingue cantati in italiano,arabo,inglese e francese, si fondono magistralmente in un’alchimia sonora unica ed inconfondibile. Ad accompagnare i Radiodervish oltre ad Alessandro Pipino alle tastiere,Anila Bodini al violino e Antonio Marra alla batteria. Brano d’apertura dell’album, la title-track, singolo in programmazione radiofonica già dal 5 ottobre sulle principali emittenti italiane, che rappresenta una sorta di ballata dalla linea melodica larga, sostenuta dagli accordi della chitarra acustica e dai tappeti sonori appena accennati del violino.Un brano “radiofonico”, con un ritornello decisamente accattivante, trasportato dalle parole e dalla voce sensuale di Nabil, il cui testo sembra ben rappresentare il comune denominatore dell’intero cd: il tema della peculiarità e del “doppio”, del desiderio, dell’assenza e del ricercarsi .Un disco che scorre fluido all’ascolto, privo di quei suoni iperprodotti che sembrano caratterizzare le produzioni più attuali. La musica giunge lieve, in un sapiente equilibro di pieni e di vuoti, dando così respiro alle linee melodiche dei testi e delle parti musicali. Decisamente marcata, soprattutto nella scelta di alcune sonorità elettroniche e negli arrangiamenti orchestrali, la presenza del maestro Battiato, resa maggiormente evidente nel secondo brano” Tutto quel che ho” sia nella costruzione letteraria che in quella musicale vera e propria.Il lirismo, tipico della musica dei Radiodervish, ben si evidenzia nel brano “Se vinci tu”, vera e propria gemma dell’album, e in “Yara” dove la voce di Nabil ben si intreccia al griko della giovanissima Alessia Tondo. Molto particolare “Avatar”, caratterizzata da un sound tipico da disco music anni Settanta e dai suoni elettronici dei primi synth anni ’80 mentre “Sama Beirut”, ennesimo omaggio di Nabil alla terra natale, sembra riportarci con il suo incedere ritmico ai brani dei primi Al Darawish (la parte iniziale del brano è infatti un vecchio nastro risalente al periodo Al Darawish) .Completano il cd “Milioni di promesse (con i “bambini di Beirut che giocheranno a Tel Aviv”), ”Babel” in duetto con il molfettese Michele Salvemini, in arte Caparezza, e “Stella briciola di campo”(antico nome della città di Babilonia) .Prossimo appuntamento con i Radiodervish, il 3 novembre al Teatro Kismet Opera di Bari, per lo spettacolo teatrale “In Search of Simurgh”, realizzato con Teresa Ludovico, ispirato al testo classico della letteratura Sufi “Il verbo degli uccelli”, scritto nel XII secolo dal mistico persiano Farid ad din Attar, e tema conduttore del concept album omonimo pubblicato nel 2004 dall’etichetta Il Manifesto .
Claudia Mastrorilli

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