PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

lunedì 12 febbraio 2007

Gino Landi e un tocco di baresità nella Vedova Allegra di Lehàr


In scena dal 9 sino a martedì 13 febbraio l’operetta “La vedova allegra” di Franz Lehàr al Teatro Piccinni di Bari , per la stagione della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari.Regia e coreografia sono state affidate a Gino Landi, vero uomo di palcoscenico in tutti i sensi, in quanto anche la sua nascita è avvenuta in teatro mentre i suoi genitori (anch’essi attori) erano impegnati in un varietà.L’odore del teatro è senza dubbio nelle sue vene e l’amore che riesce a trasmettere lo si vede in tutti i suoi lavori dove cura tutti i particolari dalla regia senza risparmiarsi anche alla coreografia.Un vero successo di pubblico in tutti i giorni di rappresentazione di quest’operetta che ha compiuto più di 100 anni in quanto la sua prima messa in scena avvenne al Teatro di Vienna il 30 dicembre del 1905 e in tutti questi anni non riesce a stancare il pubblico, anzi “la vedova allegra” sembra incarnare e immortalare questo genere teatrale.Un cast di eccezione con Chiara Taigi, (Anna Glavari) Alessandro Safina, (il conte Danilo) Daniela Mazzuccato,(Valencienne) Salvatore Cordella, (Camille De Rossignon) e Uccio De Santis (Njegus) con l’ l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari diretti dal maestro Julian Koyatchey, mentre maestro del coro Luigi Petroziello.L’operetta con nomi di richiamo come Chiara Taigi e Alessandro Safina ha incuriosito il pubblico barese per la partecipazione di Uccio De Santis .No non un omonimo, ma proprio lui il nostro Uccio De Santis, comico barese che ogni sera possiamo vedere su una rete locale con il suo programma Mudù.Il regista Gino Landi, ha voluto modificare il personaggio di Njegus, cancelliere dell’ambasciata di Pontevedro, con un tocco di baresità. Infatti Uccio non sembra distaccarsi molto dal personaggio che tutti noi conosciamo, parla con la cadenza barese e il regista ha voluto inserire, lasciando invariato il testo originale, alcune scene tratte dallo spettacolo di Mudù, come la famosa lettera che la madre scrive al figlio.Divertente è stata la brava Chiara Taigi che si è prestata al gioco, intercalando brevi frasi in dialetto barese e alla gag con Uccio con cui chiedeva “Devo andare alla stazione” Uccio gli risponde a tono “ e vai e vai” o quando per organizzare una festa, la ricca vedova ordina con lo champagne gli “spoccamusse”. Ma lo spettacolo non solo sembrava divertire il pubblico ma anche gli stessi attori e i musicisti che ridevano alla battute di Uccio, come se alcune fossero improntate sul momento.Lo spettacolo della durata di tre ore ha visto cambi di scena e di abiti spettacolari di Ivan Stefanutti, che fanno fatto sognare i presenti, trasportandoli nella Parigi disinibita di inizio’900.La prima scena ambientata nell’ambasciata di Pontevedro con abiti eleganti per una serata di rappresentanza, la seconda nel giardino della casa della vedova dove indossavano mise da passeggio e la terza sicuramente la più incantevole da Chez Maxime , con abiti sfavillanti per ricreare il cafè chantant dove i bravissimi ballerini hanno ballato il can can caratterizzato dalla vivacità e dall’esuberanza dei movimenti, ma anche dalla acrobazia della prima ballerina.
Anna DeMarzo

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