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sabato 17 febbraio 2007

IL “ DISCO VOLANTE ” di Niccolò Fabi atterra a Bari


IL “ DISCO VOLANTE ” di Niccolò Fabi atterra a Bari
In “Dischi volanti” per disegnare i suoi dieci anni di carriera artistica. Tanti ne sono passati a Niccolò Fabi da quando, pungolato da suo padre produttore, ha deciso di intraprendere la strada della canzone d’autore. Per festeggiarli, il quasi quarantenne artista romano, ha raccolto nell’album “Dischi Volanti 1996-2006” i suoi grandi successi tratti dagli album “Il giardiniere”,” Sereno ad Ovest”, “ La cura del tempo” e “ Novo Mesto”, cui è seguito il tour italiano che ha trovato la sua giusta dimensione e intimità nei club.Partito il ventisei gennaio da Verona, la tournée ha toccato ieri lo Zenzero Club di Bari, dove Fabi è stato accolto con un grande affetto da tutti i suoi fans, in un’atmosfera raccolta e festosa.Il professor Fabi si è esibito per quasi due ore di concerto, eseguendo diciassette brani, scelti tra i suoi preferiti. Una sorta di raccolta di emozioni che sembrano manifestare il risultato stilistico evolutivo, e di ricerca, di un artista che si è imposto all’attenzione del grande pubblico con un brano tormentone, “Dica”, che irradiò l’estate di dieci ani fa. Prima della star romana, sul palco dello Zenzero Club di Bari si presentano, così come per tutta le tappe del tour, Roberto Angelini e Pino Marino, due giovani promesse del cantautorato italiano con la fortuna di essere amici di Niccolò. I due artisti fanno parte del “Collettivo dell’Angelo Mai”, un’idea nata a favore dell’ex convitto romano da cui è nata l’Orchestra Mobile di Canzoni e Musicisti, formazione che ha appena pubblicato il suo primo disco. Sono le ventidue e trenta, quando il palco si anima con la presenza dei due giovani cantautori romani accompagnati dal talentuoso violinista, Rodrigo D’Erasmo, già con i Nidi d’Arac, e dal bravissimo tastierista Andrea Pesce. Tra schitarrate rock la grande festa comincia. Il pubblico sembra accogliere con grande entusiasmo la breve performance d’apertura dei supporter, che hanno presentato cinque brani tratti da loro repertorio con un inedito, “Dicembre”, di prossima pubblicazione. Alle ventitré circa, camicia nera e pantaloni color porpora, Niccolo’ Fabi, attesissimo dai fans, si presenta sul palco. Si parte con grande energia con “Qualcosa di meglio”, tratto dal quarto album “ Spagna” (2001), per poi proseguire in un crescendo di pulsazioni ritmiche ed emozionali, con la splendida “Nel centro” cantata a gran voce dal pubblico e “Mettere le ali”, arrangiata in chiave particolare, con un attacco del ritornello solo voce e batteria.Niccolo’, emozionato e sorridente, saluta il pubblico, visibilmente felice di tornare ad esibirsi dopo tanti anni nell’amata Bari, ma soprattutto presenta la sua straordinaria band che lo accompagnerà nell’intero live: Francesco Valente alla chitarra e banjo, Lorenzo Feliciati al basso, Alessandro Canini alla batteria, Andrea Pesce alle tastiere e vibrafono e Fernando Pantini alla chitarra.Seguono, la toccante versione di “E non è “, canzone scritta in un momento difficile della vita del cantautore, ed “ Il mio stato” con un finale Anni ’70 caratterizzato dall’utilizzo del synth monofonico Moog.La performance è un crescendo di grandi emozioni, in cui si evidenziano i nuovi arrangiamenti in chiave decisamente rock, esaltati dalla massiccia presenza delle chitarre: “Costruire”, “ Rosso”, ”Negozio”, “ Milioni di giorni” e la fortunatissima “Capelli” (singolo di debutto con il quale Niccolò Fabi vinse il prestigioso Premio della Critica a Sanremo Giovani nell’edizione del 1987). Applaudito dal pubblico letteralmente in delirio, Niccolò Fabi non si risparmia, sempre trascinante e coinvolgente nella sua esibizione. La sua voce, calda e offuscata da tratti ombrosi, esprimere con tratti lievi e delicati la profondità dei testi delle canzoni.Il concerto si conclude con la struggente “ Ostinatamente”, vera e propria dichiarazione di un amore che non vuole morire malgrado la distanza che si va frapponendo tra i due amanti, “Oriente”, “ Offeso”, “ Lasciarsi un giorno” ed un bis, “ Dica” in cui rievoca il reggae di Bob Marley.
Claudia Mastrorilli

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