PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

venerdì 2 febbraio 2007

Mishelle di Sant'Oliva ovvero le debolezze umane


Emma Dante, autrice, attrice e regista palermitana propone al Teatro Kismet di Bari il suo ultimo lavoro “Mishelle di Sant’Oliva” con Giorgio Li Bassi e Francesco Giuda, spettacolo di grande successo che sta presentando in tutta Italia da oltre un anno.Sulla scena spoglia con solo due tendaggi provvisti di mantovana (simboli di due mondi e di due stanze dove i protagonisti si rifugiano per nascondersi dalle loro paure e vergogne) due sedie e una corda che termina con un cappio, fanno capolino Gaetano e Salvatore, rispettivamente padre e figlio, due uomini soli perché abbandonati da moglie e madre, personaggio assente nella loro vita ormai da otto anni ma sempre viva nei loro ricordi.Il padre come ogni giorno ama ricordare la moglie, la prima ballerina dell’Olympia di Parigi, donna bellissima dalla pelle liscia come seta e che lui piccolo siciliano riuscì a sposare e strappare da quel mondo per condurla a Palermo,fra l’invidia dei suoi concittadini.Ma l’etoile parigina non poteva vivere in quel mondo non suo e abbandona figlio e marito.Salvatore un figlio chiuso fra due dolori : quello di un corpo flaccido e obeso che la notte ama ricoprirlo con abiti femminili succinti per poi andare a prostituirsi a Sant’Oliva, e quello di farsi accettare ed amare dal padre, chiuso nel suo dolore e ricordo.Il padre ogni sera mentre il figlio si prepara per “andare a lavorare” tenta di suicidarsi salendo su una sedia e infila la testa nel cappio per sfuggire al dolore e alla solitudine. Ma come ogni sera il suo tentativo risulta vano.Il figlio, conosciuto in arte come Mishelle, il figlio della francese, ha sostituito la madre in tutto per tutto sia nella vita privata, in quanto accudisce il padre anche se da lui non è accettato, gli prepara da mangiare, lo coccola come fosse un bambino e sia nella vita pubblica perchè sua madre, la prima ballerina di Parigi era conosciuta in Sicilia come la “prima puttana di Palermo”.Quando Salvatore spara questa cruda verità sulla madre, il suo fantasma sembra svanire e annulla la distanza tra padre e figlio in un abbraccio caloroso.Ancora una volta Emma Dante ha portato in scena spezzoni di vita border line dove la sofferenza e l’angoscia sono i veri protagonisti.Lo spettacolo recitato in un dialetto palermitano molto stretto, non faceva intendere tutte le parole del dialogo ma lasciava spazio al senso e alle intenzioni che voleva trasmettere.
Anna deMarzo

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