PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

sabato 5 maggio 2007

Emotion ,armonia ed evoluzione con i colori fluttuanti della Trisha Brown Dance Company


Il 3 maggio, per la Nuova Produzione della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, è andato in scena al teatro Piccinni uno spettacolo di danza contemporanea della Trisha Brown Dance Company. Un trittico di straordinarie coreografie, dai titoli “Set and Reset”, capolavoro del 1983, ed i più recenti “Present Tense”e “Groove and countermove”. Coreografie di Trisha Brown, interpretate da Sandra Grinberg, Hyun-Jin Jung, Todd McQuade, Leah Morrison, Melinda Myers, Tony Orrico, Tamara Riewe, Judith Sanchez Ruiz, Todd Lawrence Stone.Fondata negli anni ’70, la Trisha Brown Dance Company, ha iniziato la sua attività con esibizioni in luoghi underground a Soho. Oggi la compagnia riempie i teatri più famosi di New York, Parigi, Londra ed altre capitali.Leader indiscussa della coreografia astratta, Trisha Brown porta in scena un linguaggio esclusivo della danza post-moderna, che amalgama precisione, severità e limpidezza dei movimenti. Per creare e riprodurre così, l’anima cult delle correnti artistiche nate negli Stati Uniti tra gli anni sessanta e settanta, conseguenti all’esplorazione di codici extraformali dell’arte della danza.Set and Reset (1983)Coreografia di Trisha Brown. Scene di Robert Rauschenberg. Musica di Laurie Anderson. Luci di Beverly Emmons.Geometria. Grigio. Concentrazione. Cinereo. Si grigio. Grey. La geometria prende altre forme. Thinking. Immagini in movimento, in bianco e nero, proiettate su due piramidi ed un parallelepipedo in sospensione, lusingano i delicati e seducenti movimenti dei danzatori in un persistente habitat grigio. Ma è razionale, tutto è sicuramente un necessario contrario del totale. I movimenti sono regolari, lanciati in un equilibrio astratto, eppur tangibile. Rigore e geometrie, armonia ed evoluzione. “Set and reset” è il capolavoro che ha reso celebre la coreografa Trisha Brown a livello internazionale. La nitidezza della performance è resa tale anche grazie alla musica di Laurie Anderson, commissionata dalla stessa Trisha Brown Company.Present tense (2003)Coreografia di Trisha Brown. Musica di John Cage. Luci di Jennifer Tipton. Scene e costumi di Elizabeth Murray.Ed ora colore. Puro. Capovolgimento. Verve. Aria. Emotion. Un’intensa esposizione emozionale prevale nella gestualità ritmica ed eufonica dei ballerini, in una sorta di distrazione sospesa. Dancers come disegni definitivi riempiono il palcoscenico, intrecciandosi e scontrandosi in uno spazio che diventa ipoteticamente termogeno, a causa del rosso esplosivo. Resi uniformi quindi, in una specie di macchia rosso corallo, fluttuante nell’arancione, gli artisti continuano la performance mettendo sottosopra le sensazioni visive. Continuamente. Obliquamente. Ed è poiesis.Groove and countermove (2000)Coreografia di Trisha Brown. Musica di Dave Douglas. Scene e costumi di Terry Winters. Luci di Jennifer Tipton.Concettuale. Colore. Cromatico. Velocità. Fuori e dentro. Animoso. Swinging. What? Continuità. La lezione del colore come deflagrazione armoniosa e iperreale, continua ed accelera in questa terza performance. Note di jazz puro svelano gli intrecci e le antinomie di un gruppo di ballerini, visivamente, apparentemente coeso, ma con un’eccezionale individualità, più che marcata dai vivacissimi colori diversi dei costumi di scena. Intense le contrapposizioni che si snodano tra un ballerino ed il suo gruppo, tra danza e musica, tra compagine e specificità. Sullo sfondo la scenografia ci conduce in un qualificante disegno intellettivo, intricato appunto, mostrandoci ogni tipo d’intelaiatura e ragnatela. Movimenti aerei all’unisono o individuali inventano realisticamente una sorta di atmosfera ipnotica, dove il finale riesce a farci accettare, che le quinte teatrali non sono altro che un’invenzione mentale.
Deborah Brivitello

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