PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

venerdì 16 marzo 2007

“Urlo” doloroso e prolungato dell'uomo verso la società


Per la Stagione di prosa del Teatro Pubblico Pugliese, in esclusiva Regionale al Teatro Piccinni di Bari, Emilia Romagna Teatro Fond. Regia di Pippo Delbono, sarà applaudito fino a domenica 18 Marzo Urlo, performance teatrale, atto unico, nata dal singolare incontro tra Delbono e la sua sempre più numerosa compagnia di straordinari attori borderline, senzatetto, down e disabili mentali, la voce di Giovanna Marini e l’attore Umberto Orsini. Insieme lanciano un “Urlo” doloroso e prolungato nei confronti della società che opprime l’uomo e ne vanifica gli intenti positivi. Si tratta di un ululato di collera contro i potenti, ma anche un grido d’allarme per chi vuole ancora ascoltare. La pazzia, il sottile filo che separa quello che il mondo dei benpensanti chiama normale e anormale. Lo spettacolo ha debuttato all’ultimo festival di Avignone, nel mitico spazio della Carrière Bourbon. Contenuto fondamentale della rappresentazione è sostanzialmente il potere nelle sue varie forme, religiose e familiari. Sulla scena sfilano con i loro volti deformi, suorine, vescovi e militari, abitanti di un lido balneare anni Cinquanta che all’improvviso si trasforma in uno scenario universale. I miti delle proteste sociali e musicali degli anni ‘60-’70, rappresentati dai cantanti capelloni e anticonformisti circondati dai fans club, ed infine i mitici figli dei fiori.“Figure e apparizioni simboli del potere e della devianza sociale dal sapore felliniano in questo Urlo” di ribellione che va coinvolgendo enormi masse di pubblico in tutti i teatri d’Europa. Spettacolo che va sicuramente visto e consigliato per la forza di un messaggio semplice che travolge arrivando diritto al cuore, per l’aggressività con cui lo colpisce e i sentimenti che vi insinua. Lavoro acclamatissimo nato della straordinaria capacità di Pippo Delbono e dei suoi attori con l’intento di sovvertire qualsiasi regola narrativa, senza però mai perdere un legame intimo e forte con ogni spettatore.Dalle origini dell’umanità, da quando Caino uccise Abele, l’uomo ha creato le leggi, dando origine al carcere, luogo senza speranza, dove regnano solo urla di dolore… Numerosi sono i riferimenti alle Avanguardie del Novecento, nessuno di noi può dimenticare l’Urlo di Munch o l’emblematica Guernica di Picasso, dove l’umanità è rappresentata nel suo urlo più straziante, nella disperazione di ogni giorno che accompagna tutt’ora in pieno Post-moderno il dolore inconsolabile dell’umanità. L’incipit e il procedere di tutto lo spettacolo è “gridate più forte!”, “Le menti migliori della mia generazione impazzite che urlavano gli echi dell’anima … che si squagliavano il cervello venivano espulsi dalle Accademie” e poi … “Ogni uomo è santo …, il barbone è santo … viva il coraggio! Di chi? Di chi si ribella e lotta.
Maria Caravella

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