PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

sabato 6 gennaio 2007

Carlo Croccolo presenta " Miseria e nobiltà "


Al Teatro Abeliano di Bari è in scena fino al 7 gennaio lo spettacolo teatrale “Miseria e Nobiltà” una commedia scritta da Edoardo Scarpetta nel 1888, uno dei più importanti attori ed autore del teatro napoletano di fine 800 ed inizio 900, nonché padre di Eduardo e Peppino De Filippo.“Miseria e nobiltà” un po’ tutti lo ricordiamo per aver visto il film interpretato da Totò, Sophia Loren e Carlo Croccolo,Ed è proprio Carlo Croccolo, uno delle spalle più amate dal principe della risata, che ieri sera ha portato in scena la rappresentazione teatrale “Miseria e nobiltà”, dove non interpreta Luigino, il gagà napoletano che usa l’intercalare “bellezza mia”, che fa parte del nostro ricordo, ma Gaetano Semmolone , un cuoco arricchito.Bello lo spettacolo dove nella prima parte mette in evidenza, con la scenografia, una casa squallida e desolata di un quartiere povero di Napoli, dove protagonista non sono i personaggi di don Felice, lo scrivano (Marco Matarazzo) e Pasquale, lo salassatore, (Nicola Ciccariello) con le loro rispettive famiglie, ma la “FAME”.La “FAME” elemento scatenante che fa ricorrere ai personaggi che vivono alla giornate al banco dei pegni per poter mangiare, elemento che da la forza di litigare in continuazione per qualsiasi situazione, ma anche l’elemento che costringe i personaggi che ne sono afflitti a ricorrere agli inganni per sopravvivere per evadere un po’ dalla loro condizione di miseria.Si entra così nel vivo della commedia, con il secondo atto, fatta di equivoci, scambi di persona tutto a causa del marchesino Eugenio (Riccardo Feola) un giovanotto dell'alta borghesia innamorato di Gemma, la figlia di un cuoco arricchito, che ad ogni costo e nel minor tempo possibile deve rimediare una famiglia fasulla da portare al pranzo per chiedere la mano della sua amata. Richiesti a recitare la parte dei suoi parenti, Don Pasquale e a Don Felice accettano con entusiasmo, felici di poter godere i privilegi dei ricchi ed evadere la tragiche condizioni della loro miseria, almeno per un giorno.La rappresentazione si è avvalsa della regia di Nicasio Anzelmo, bravi tutti gli attori, che hanno recitato in napoletano dalle attrici Serena Bennato e Carla Guido che hanno dato vita a litigi molto realistici a Camillo Sanguedolce, fino al piccolo Federico Scarpati che ha intercalato la sua interpretazione con la nota frase "Vincenzo m'è padre a me!".
Anna DeMarzo

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