PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

domenica 21 gennaio 2007

C'era una volta ...Giufà e il mare


Chi vuole passare una bella serata con i propri figli , dove unire cultura e divertimento, non deve certo mancare all’appuntamento con il Teatro Abeliano di Bari per assistere allo spettacolo “Giufà e il mare” una produzione Centro R.A.T. – Teatro dell’Acquario di Antonello Antonante con Maurizio Stammati e Salvatore Verzellino, in programmazione fino al 21 gennaio..Giufà e il mare, nasce come un racconto per i ragazzi ma diverte il pubblico adulto che ad ogni scenetta dello spettacolo ha applaudito per manifestare il proprio gradimento tra le risate.Su una scenografia povera, dove una piattaforma fungeva da zattera o da mercato a secondo del racconto, con al centro della scena uno schermo su cui si proiettavano alcuni dei personaggi fatti da ombre cinesi , pupazzi o burattini, inizia il racconto nel racconto di un cantastorie.Il protagonista per l’appunto il cantastorie, interpretato magistralmente da Maurizio Stammati, narra la sua giornata di giullare che accompagnandosi con la musica e le composizioni poetiche intrattiene il pubblico nelle piazze delle varie città, spostandosi in continuazione da un posto ad un altro tanto che la sera i suoi piedi protestano.Nel suo tanto peregrinare incontra un cieco con una fisarmonica, interpretato dal bravo Salvatore Vercellino, (che suona dal vivo musiche di Ambrogio Sparagna) che con la sua “scatoletta di cartone” lo accompagna nel suo vagabondare.“Io nasco ogni volta che racconto una storia” dichiara il cantastorie e così presenta Giufà, l’interprete principale dei suoi racconti, un nome che unisce tutti i protagonisti dei racconti appartenenti all’area Mediterranea. E su una imbarcazione immaginaria, inizia un viaggio fantasioso che lambisce le coste dei territori che si affacciano sul Mare Nostrum.Così Giufà ora è un muezzin che sale sulla torre di un minareto per chiamare i fedeli alla preghiera, con il semplice cambio di cappelli diventa un personaggio popolare spagnolo, francese, sardo, siciliano, o dei paesi balcani, il tutto accompagnato anche da strumenti musicali tipici del luogo, come lo scacciapensieri o il tamburello.Fino a raggiungere Venezia durante il periodo di carnevale e, con una maschera si diverte ad impersonare un giocoliere che con destrezza fa roteare palle colorate.Giufà è un personaggio sempre vivo e che non morirà mai finchè ci sarà gente che vuole ascoltare le sue avventure, ma anche persone capace di narrarle e, la narrazione è un’arte che caratterizza i popoli del Mediterraneo, i quali sono capaci con il semplice racconto di trasportare chi lo ascolta in mondi e luoghi lontani.
Anna DeMarzo

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