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sabato 20 gennaio 2007

Luigi Pirandello. Il Teatro Stabile di Sardegna presenta “L’uomo, la bestia, la virtù”


In scena al teatro Piccinni di Bari dal 17 al 21 gennaio lo spettacolo “L’uomo, la bestia e la virtù” celebre testo di Luigi Pirandello, portato in scena dalla compagnia del Teatro Stabile della Sardegna, con la regia di Enzo Vitrano e Stefano Randisi, luci di Maurizio Viani, scenografia di Marc’Antonio Brandolini ed i costumi di Ursula Patzak. Un testo grottesco e straordinario scritto da Luigi Pirandello nel 1919, “L’uomo, la bestia e la virtù” trae spunto dalla novella “Richiamo d’obbligo”, ed intende proporsi come una commedia di aspre denunce dei conformismi convenzionali della società di quel periodo. Lo stesso Pirandello, la valutava come “una delle più feroci satire che siano mai state scritte contro l'umanità e i suoi valori astratti”. La commedia racconta la tragicità ed il ridicolo a cui si sottopongono i protagonisti. La prima della commedia, che racconta la tragicità ed il ridicolo a cui si sottopongono i protagonisti, risale al maggio del 1919 al teatro Olimpia di Milano, curata dalla compagnia di Gandusio. Grande dissenso degli spettatori, fu ritirata anche a causa delle allusioni troppo ardite per l’epoca. Successivamente la commedia ha iniziato a riscuotere il dovuto successo anche grazie alla modernità del testo ed è tutt’oggi uno degli scritti più amati di Pirandello. La satira del testo è tragica e crudele, infierisce sui personaggi fino a sventrarli della loro apparenza, in maniera crudelmente cerebrale. La messa in scena del Teatro Stabile di Sardegna si avvale di una scenografia straordinaria in cui dalle ante di un enorme armadio o porte fuoriescono personaggi ed oggetti, profusi da un crescendo di amare sensazioni. La storia narra le vicende di un certo professor Paolino, trasparente, o forse no, che con la sua mimica paradossale, incute nel pubblico una sorta di sentimento di velata compassione e razionale assurdità. Onestissimo, stimato, il professor Paolino (l’uomo) lavora in casa come insegnante di latino ed un giorno mentre è a lezione con 2 ragazzoni, viene avvisato dalla governante dell’arrivo della signora Perella (la virtù). Distinta e timidissima la signora Perella (la virtù) racconta con timore e rossore la sua gravidanza, ma la donna è la moglie di un capitano, aggressivo ed irascibile (la bestia) che si assenta in mare per lunghi periodi e quelle rarissime volte che si ritrova a casa dimostra esplicitamente di non provare nessun interesse per la moglie. In effetti l’ammiraglio ha una storia con un’altra donna in un’altra città, Napoli ed ha anche dei figli. La virtuosa signora Perella portando a lezione suo figlio Nonò ha avuto tempo di conoscere, stimare e amare il sensibile e dolce professore ed ha quindi intrapreso con lui una relazione sentimentale. Ora la donna è incinta di 2 mesi ed il marito manca da casa da molti tempo e farà ritorno proprio quel giorno per una sola notte, quindi l’ingegnoso professore cercherà in tutti i modi di convincere la donna a giacere con il marito affinché l’inganno per far credere al marito che il figlio che ha in grembo sia suo, abbia esito positivo. Ma la storia si basa sull’indifferenza del marito nei confronti della donna e si rendono necessarie delle modalità improvvisate e sleali. Il finale è amarissimo, anche se tutto avrà l’esito positivo sperato, il ridicolo e la lucida ipocrisia a cui si sottopongono i protagonisti è atroce. Il trasparente professor Paolino è interpretato straordinariamente da Enzo Vetrano, mentre Ester Cucinotti è la virtuosa signora Perella, Giovanni Morchella interpreta il ruolo del Capitano Perella, Stefano Randisi è singolare ma d’effetto nel ruolo del bambino Nonò, Antonio Lo Presti interpreta due ruoli, quello del dottor Nino Pulejo, il medico con cui si confida il professore e Totò fratello gemello di Nino, che lavora come farmacista e accorre anche lui in aiuto di Paolino, Margherita Smedile interpreta il ruolo di due governanti, Giuliano Brunazzi e Francesco Pennacchia sono gli scolari ed i marinai. L’uomo, la bestia e la virtù rimane in scena al Piccinni fino al 21 gennaio.
Deborah Brivitello

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