PHOTOGALLERY by Egidio Magnani

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venerdì 26 gennaio 2007

MIGLIORE. Valerio Mastrandrea è Alfredo, l’uomo che cambia.


In scena ieri 25 gennaio al Teatro Kursaal di Bari, lo spettacolo “Migliore” scritto e diretto da Mattia Torre, con una straordinaria interpretazione di Valerio Mastrandrea. Musiche originali di Giuliano Taviani. Scene e costumi di Veronica Fragola. Disegno luci di Luca Barbati. Produzione Ambra Jovinelli.La ricetta del tiramisù prevede uova fresche, anzi freschissime, mascarpone, caffè e biscotti. E’ uno dei dolci più semplici da preparare, lo potrebbe fare anche un bambino, è veramente semplice per tutti ……ma non per Alfredo! Uomo mite, uomo mediocre, uomo quasi banale, Alfredo indossa abiti formali, senza personalità, in cui si rivela il suo essere perfettamente “anonimo”. Dritto, fermo Alfredo, ci racconta di sé, della sua professione in una grande, grandissima azienda, impersonale anche quella, dove bisogna sempre essere disponibili ed educatissimi con i clienti, fino all’ipocrisia. Alfredo esegue, esegue gli ordini più stravaganti, che gli vengono impartiti freddamente per telefono, non dice mai di no, Alfredo, tutti sanno che sulla sua disponibilità si può contare………sempre! Si, Alfredo è un uomo calmo, quieto, è iscritto ad un’associazione che organizza laboratori sui dolci, sul pane, tutto come si “faceva una volta”, e dove si raccolgono fondi per “tutelare i peri del Piemonte”. Alfredo è bravissimo nel cucinare i dolci, di tutti i tipi, ma il tiramisù no, quello proprio non gli riesce.La vita di Alfredo è scandita da soffocanti e ordinarie abitudini, a cui non può rinunciare. Convive con un’ansia che gli ha provocato una particolare insonnia, gli ha lacerato il corpo o meglio gli ha procurato un buco nella personalità, come se gli avessero sparato nella pancia ed ora da quel foro entrano tante cose, troppe, si saldano, restano dentro il suo corpo, imprigionate, bloccate! Ogni mattina Alfredo incontra un suo collega con il quale condivide il rischio per il posto di lavoro, e una donna, Sofia, la figlia del presidente dell’azienda, bella, ricca, profumata, insopportabile e spocchiosa. La giornata di Alfredo prosegue così, senza mai dire di no, senza opposizioni, senza negazioni, esegue, Alfredo, esegue sempre! Sempre? Uno strano incidente gli cambierà la vita! Un incidente ai danni di una povera signora del suo palazzo lo fa piombare nell’abisso degli eventi e nello stesso tempo gli cambia l’esistenza. Alfredo viene incolpato di omicidio, ma un bravo avvocato lo fa prosciogliere, già, viene proprio assolto! Ed è allora che il nostro Alfredo si sbarazza degli abiti del banale dipendente, per vestire la sua personalità di cinica impassibilità, di fredda ambizione, avviene tutto così, spensieratamente. Liberandosi dell’ansia anche la salute ne trae giovamento e poi basta con l’insonnia! Finalmente, Alfredo, riesce a dire: NO! Cambia dunque l’approccio con Sofia ed il nostro Alfredo dice basta alle umiliazioni ed inizia a parlarle in modo deciso, energico, vigoroso! Tutto questo avviene con esito più che positivo, si spalancano improvvisamente le porte di situazioni inaspettate: avanzamenti di carriera e successo con le donne! Migliore, realista, peggiore, Alfredo ci porta a riflettere cinicamente sui nostri difetti, pregi, caratteristiche quotidiane di episodi vissuti, di ciò che siamo! Ridendo, ridendo di gusto, ma con amara convinzione. Il testo di Mattia Torre è geniale, la regia è sublime. Luci di grande effetto e musiche avvincenti completano l’opera! E Alfredo? Già Alfredo, o meglio Valerio Mastrandrea, unico, assoluto, straordinario, trionfa con la sua eccezionale e finta immobilità, con singolare mimica, saggia, impercettibile, ma intensa, più forte, più grande di un macigno. Questa storia ci porta, realisticamente, a sintetizzare l’umana pochezza ….dove la preparazione del tiramisù diventa semplicissima, anche per Alfredo.
Deborah Brivitello

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